Il Sudario per i bambini di Gaza sfila a Monfalcone, ricordate le quasi 19mila vite spezzate da bombe e odio

Il Sudario per i bambini di Gaza sfila a Monfalcone, ricordate le quasi 19mila vite spezzate da bombe e odio

La manifestazione

Il Sudario per i bambini di Gaza sfila a Monfalcone, ricordate le quasi 19mila vite spezzate da bombe e odio

Di S.F. • Pubblicato il 13 Set 2026
Copertina per Il Sudario per i bambini di Gaza sfila a Monfalcone, ricordate le quasi 19mila vite spezzate da bombe e odio

Da piazza della Repubblica al Porticciolo, circa 200 manifestanti hanno sollevato i 25 metri di lenzuolo di cotone realizzato dal collettivo 'Carnia per la Pace' di Tolmezzo. Riporta i nomi dei piccoli uccisi nella Striscia. L'appello, «anche il Comune denunci il massacro».

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18.457 nomi scritti a mano su un sudario. Sono quelli dei bambini uccisi nella Striscia di Gaza tra ottobre 2023 e luglio 2025, ricordati sabato a Monfalcone nell’ambito della manifestazione “Un sudario per i bambini di Gaza”. Il telo, realizzato dal collettivo “Carnia per la Pace” di Tolmezzo, è stato portato da piazza della Repubblica fino al porticciolo Nazario Sauro, dove si è conclusa l’iniziativa.

La manifestazione, organizzata dall’Associazione Benkadì, da Sinistra per Monfalcone, Tracciare Futuri, Gruppo Misticanza e dal Comitato cittadino per la Palestina - Monfalcone, ha voluto riportare l’attenzione sulla situazione nella Striscia di Gaza, ricordare le vittime e ribadire la richiesta di pace. Tra gli obiettivi indicati dagli organizzatori anche il sostegno alla candidatura dei bambini di Gaza al premio Nobel per la pace.

Il corteo è partito nel pomeriggio da piazza della Repubblica e ha raggiunto la scalinata del porticciolo Nazario Sauro, individuato dagli organizzatori come il punto più a Nord del Mediterraneo e simbolicamente trasformato in un “mare di Pace”. Qui, al termine della manifestazione, si è svolto il laboratorio per bambini “L’arte della Pace”. Ad accompagnare l’iniziativa sono stati inoltre gli interventi musicali dei cori “Ensemble Romjan” e “Donna canta Donna”.

Il sudario lungo 25 metri, con la lunga sequenza di nomi riportati a mano, è stato così il simbolo scelto per una manifestazione che ha invitato a non rimanere in silenzio di fronte alle vittime del conflitto. «Abbiamo portato per le strade di Monfalcone un sudario su cui sono stati scritti i nomi di 18.457 bambine e bambini uccisi nella Striscia di Gaza da ottobre 2023 a luglio 2025», hanno spiegato gli organizzatori. Un numero che, nelle parole dei promotori, non rappresenta soltanto una statistica, ma «fa pesare nei cuori e nelle coscienze ogni vita che è stata spezzata».

Il corteo, partito da piazza della Repubblica, ha raggiunto il Nazario Sauro, dove i partecipanti si sono riuniti in quello che gli organizzatori hanno definito il «punto più a nord del Mediterraneo, mare di pace». «Venticinque metri di tessuto contro il muro di negazionismo», sottolineano i promotori, ribadendo la volontà di denunciare quella che definiscono «la continua violenza contro il popolo palestinese». Nel loro intervento hanno sottolineato inoltre come le vittime civili, «tra cui i tanti bambini», non debbano essere considerate «danni collaterali». Dal porticciolo è quindi partito un appello rivolto direttamente alle istituzioni cittadine. L’obiettivo è chiedere al Consiglio comunale di Monfalcone di aderire alla proposta di candidare i bambini di Gaza al Premio Nobel per la Pace.

«Quando si toccano i bambini, non ci si può voltare dall’altra parte», hanno affermato gli organizzatori. «Quando si nega loro il diritto di crescere e di frequentare una scuola, di avere una famiglia, di vivere in un contesto sociale educante, si sta violando l’umanità». Da qui la richiesta al Comune di prendere posizione: «Anche il nostro Comune è chiamato a denunciare questo massacro costante, dicendo chiaramente da che parte intende stare».

La candidatura al Nobel per la Pace è al centro di un appello che, secondo i promotori della manifestazione, ha già raccolto centinaia di adesioni. L’iniziativa è stata rilanciata dal professor Eugenio Mazzarella, docente di Filosofia all’Università Federico II di Napoli, attraverso un intervento pubblicato il 4 agosto sul quotidiano “Avvenire”. La proposta era stata avanzata per la prima volta nel 2025 dall’associazione “L’isola che non c’è” di Latiano, in provincia di Brindisi, e presentata in Senato.

A sostenerla sono intervenuti nel tempo anche altri esponenti del mondo della cultura e dell’impegno civile, da Massimo Cacciari a Francesca Izzo e Luigi Manconi, citati dagli organizzatori tra le adesioni all’iniziativa. «Riconoscere ai bambini di Gaza il Premio Nobel per la Pace significa dare ancora valore alla parola pace», ha spiegato Mazzarella. «Significa fermare nella storia il diritto alla memoria per i bambini che non potranno diventare adulti e il diritto a un futuro di pace per chi è sopravvissuto all’orrore e all’odio».

Durante la manifestazione è stato quindi ricordato come la guerra continui a colpire in modo particolare l’infanzia. Gli organizzatori hanno parlato di «trecento bambini e adolescenti uccisi in 300 giorni», denunciando le conseguenze della violenza anche per chi è sopravvissuto: malnutrizione, malattie, acqua non sicura e difficoltà nell'accesso alle cure. Il messaggio lanciato da Monfalcone, però, nelle intenzioni dei promotori, vuole superare i confini della sola vicenda palestinese. «Non ci sono solo i bambini di Gaza tra le vittime innocenti delle guerre», hanno ricordato, citando i bambini israeliani uccisi il 7 ottobre 2023 e quelli morti successivamente nelle prigioni di Hamas, così come i bambini coinvolti nei conflitti in Ucraina, Russia, Iran e Sudan.

«L’infanzia in guerra, tutta e di tutti i tempi, si può riconoscere nella candidatura al Nobel», è stato il messaggio conclusivo degli organizzatori. A chiudere l’iniziativa, sulla scalinata intitolata a Norma Cossetto, è stato anche il laboratorio per bambini “L’arte della Pace”, mentre la parte musicale è stata affidata ai cori “Romjan” e “Donna canta Donna”. Il grande lenzuolo bianco è rimasto così al centro della manifestazione: un simbolo scelto per dare un volto e un nome alle vittime più giovani della guerra e, allo stesso tempo, per rilanciare da Monfalcone l’appello alla candidatura dei bambini di Gaza al Premio Nobel per la Pace.

Foto di Antonella Venturelli e Genni Fabrizio

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