LO SPETTACOLO
Il Piccolo Opera Festival debutta al Castello di Spessa con l’opera ‘Aida libera’
Inaugurata a Capriva del Friuli la 19esima edizione della rassegna con la nuova coproduzione europea insieme ad Avignone e Nova Gorica. L'opera di Verdi si spoglia della monumentalità epica grazie all'orchestrazione minimalista di Solère e a un cast internazionale.
L’opera Aida libera ha aperto con successo la 19esima edizione del Piccolo Opera Festival giovedì 18 giugno nel meraviglioso Teatro di Verzura del Castello di Spessa a Capriva del Friuli, tra i panorami del Collio, splendida scenografia naturale di questa nuovissima coproduzione europea realizzata con l’Opéra Grand Avignon e SNG Nova Gorica, nel cui anfiteatro sarà in scena il 19 e 20 giugno.
Questa rilettura del tutto originale, che “libera” la partitura di Verdi dal suo fardello epico ed eroico, è firmata dal regista dell’Opéra di Avignone Frédéric Roels, nel cui intento c’è quello di mettere maggiormente in luce l’intimo dramma che lega i personaggi principali, reinterpretando il triangolo tra Aida, Amneris e Radamès come una potente metafora della libertà individuale oppressa dal potere.
Il giovane musicista diciannovenne Solère, che ha riarrangiato l’orchestrazione per soli tre strumenti – cornetta per sostenere le melodie più distese, arpa per le parti più poetiche e live electronics come dirompente tappeto ritmico e drammatico – ha scommesso sulla forza dell’opera coniugata a un’estetica più contemporanea, per sottolinearne la straordinaria vitalità e attualità nel parlare di amore, onore e sogni di felicità che si infrangono contro i confini invisibili degli imperi e degli uomini.
Molti gli applausi per tutto il giovane cast di interpreti: il soprano russo Alina Tabolina nel ruolo dolente di Aida, il mezzosoprano iraniano Sarvenaz Forghani, allieva del master dell’Accademia GO! Borderless Opera Lab, in quello della sua feroce antagonista Amneris, il tenore cinese Zi-Zhao Guo nei panni di un appassionato Radamès e il baritono giapponese Tamon Inoue nell’ambiguo personaggio dell’Uomo dell’ombra, che, fondendo i personaggi di Ramfis e Amonasro, tira i fili di un destino già segnato. Le musiche sono eseguite sul palco da Emmanuel Collombert (cornetta), Mathilde Giraud (arpa) e dallo stesso Solère (live electronics), mentre il simulacro di una piramide ha svelato o celato i protagonisti con suggestivi effetti di luce e videoproiezioni, perfettamente inseriti nello scenario paesaggistico del parco.
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