IL CONCERTO
Il Novo Quartet e il pianista Zoltán Fejérvári sul palco del Teatro Comunale di Monfalcone
Venerdì 6 marzo, il quartetto danese vincitore al Concours de Genève 2023 e il pianista ungherese offriranno una serata di musica da camera europea da Haydn, Mendelssohn a Schumann.
Venerdì 6 marzo alle 20.45, il programma Musica del Teatro Comunale di Monfalcone ospita il Novo Quartet, vincitore del Primo Premio al 77esimo Concours de Genève nell'ottobre 2023, e il pianista Zoltán Fejérvári, interprete ungherese tra i più raffinati della sua generazione, per una serata che attraversa tre stagioni della musica da camera europea: il classicismo arguto di Haydn, il lirismo luminoso di Mendelssohn, l'impeto visionario di Schumann.
Il Novo Quartet, giovane formazione danese nata nel 2018 alla Royal Danish Academy of Music, si distingue fin dai primi concerti per l'intensità interpretativa e la complicità cameristica. Il quartetto è formato dai violinisti Kaya Kato Møller e Nikolai Vasili Nedergaard e dal violista Daniel Śledziński, che suonano in piedi restituendo al gesto musicale una fisicità e una libertà fuori dal comune, affiancati dalla violoncellista Signe Ebstrup Bitsch. La loro affinità nasce non solo dallo studio condiviso, ma anche da una certa informalità tutta nordica che consente di passare dalle prove più serrate a lunghe passeggiate in riva all'Øresund discutendo di partiture e birre artigianali. I quattro musicisti, formatisi alla Royal Danish Academy of Music con il Professor Tim Frederiksen e alla Universität für Musik und darstellende Kunst Wien con il Professor Johannes Meissl, hanno ricevuto la guida di artisti come i membri dell'Alban Berg Quartet, dell'Artemis Quartet, del Quatuor Ébène, del Jerusalem Quartet e del Danish String Quartet.
Al Concours de Genève il Novo Quartet ha conquistato, oltre al Primo Premio, quattro premi speciali - Young Audience Prize, Students' Prize, Audience Prize e Concerts de Jussy Prize. Il riconoscimento ginevrino corona un percorso che comprende il Primo Premio alla Irene Steels-Wilsing Foundation International String Quartet Competition di Heidelberg nel 2023, il Secondo Premio al Carl Nielsen Chamber Music Competition nel 2023 e la selezione da parte della Danish Arts Foundation per il programma "The Young Artistic Elite" 2024-2026.
A incrociare il loro suono d'insieme arriva il pianoforte di Zoltán Fejérvári, nato a Budapest nel 1986, noto per il suo tocco poetico e un'intelligenza musicale che nasce anche da un intenso lavoro con musicisti come András Schiff e Ferenc Rados. Fejérvári studia alla Franz Liszt Academy con Dénes Várjon, András Kemenes e Rita Wagner, poi a Madrid con Dmitri Bashkirov, e frequenta le masterclass di György Kurtág. Schiff, suo mentore di lunga data, lo inserisce nel progetto "Building Bridges", serie dedicata a giovani pianisti di talento, con recital a Berlino, Bruxelles, Zurigo e altre città europee; nel 2016 riceve il Borletti-Buitoni Trust Fellowship e nel 2017 vince il Concours Musical International de Montréal, mentre su invito di Mitsuko Uchida partecipa al Marlboro Music Festival.
Le sue incisioni - Janáček per Piano Classics nel 2019 e Schumann per Atma Classique nel 2020 - raccolgono il plauso della critica internazionale. Durante una masterclass a Budapest, dopo aver ascoltato un giovane allievo eseguire un Notturno di Chopin con grande slancio, Fejérvári si è avvicinato al pianoforte e ha detto semplicemente: “Senti il silenzio tra le note?”, poi ha ripetuto le prime battute rallentando il tempo e rendendo palpabile l'aria intorno alla musica. “Qui respira Chopin”, ha concluso. La sala era muta.
Il programma della serata si aprirà con il Quartetto per archi numero 41 in Sol maggiore, op. 33 n. 5 ("Russische Quartette n. 5") di Franz Joseph Haydn (1732–1809), composto nel 1781 e pubblicato da Artaria a Vienna. L'op. 33 segna una svolta nel linguaggio di Haydn: lo Scherzo sostituisce il Minuetto, il dialogo tra le voci si fa più conciso, l'umorismo irrompe nella struttura formale. Il titolo "Quartetti russi" rimanda alla probabile prima esecuzione alla presenza della granduchessa Maria Fëdorovna, moglie del futuro zar Paolo II, in visita nella capitale asburgica. Nel finale un pacato Allegretto a tema di siciliana si trasformerà in un Presto fulminante che congeda l'ascoltatore in poche battute. Segue il Quartetto per archi n. 3 in Re maggiore, op. 44 n. 1 di Felix Mendelssohn-Bartholdy (1809-1847), completato a Berlino nel luglio 1838 e prediletto dall'autore tra i tre dell'op. 44. L'equilibrio tra impeto e trasparenza governa i quattro movimenti, dal Molto allegro vivace iniziale al Presto con brio del finale, un saltarello travolgente. La seconda parte riunirà i cinque strumenti nel Quintetto in Mi bemolle maggiore per pianoforte e archi, op. 44 di Robert Schumann (1810-1856), composto nell'autunno 1842 e dedicato alla moglie Clara. È il primo lavoro romantico a unire il pianoforte alla formazione del quartetto d'archi con questa ambizione: le cinque voci si trovano su un piano di assoluta parità, in un dialogo serrato in cui slancio e intimità si alternano senza sosta.
A rendere la serata ancora più piacevole e fruibile anche ai meno esperti, alle 20, nella cornice informale del Bar del Teatro, il musicologo Mauro Masiero conduce l'incontro col pubblico Dietro le Quinte: una conversazione aperta su autori, partiture e interpreti della serata che prepara l'ascolto e offre chiavi di lettura accessibili a tutti.
Per informazioni, contattare la biglietteria al numero 0481 494 664 o tramite e-mail scrivendo a biglietteria.teatro@comune.monfalcone.go.it.
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