Il 'nodo' Amianto, Moretti mette in guardia sul Crua: «Nessun ruolo regionale e futuro a rischio»

Il 'nodo' Amianto, Moretti mette in guardia sul Crua: «Nessun ruolo regionale e futuro a rischio»

LA NOTA

Il 'nodo' Amianto, Moretti mette in guardia sul Crua: «Nessun ruolo regionale e futuro a rischio»

Di E.V. • Pubblicato il 17 Ago 2026
Copertina per Il 'nodo' Amianto, Moretti mette in guardia sul Crua: «Nessun ruolo regionale e futuro a rischio»

Il consigliere regionale denuncia il mancato rispetto degli impegni presi dalla Giunta Fedriga. Dati drammatici per il 2025, con un malato scoperto ogni quattro giorni. Chiesti rinforzi all'organico e il potenziamento dei controlli sui nuovi materiali.

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Dopo otto anni dall'accoglimento da parte della Giunta regionale dell'ordine del giorno che prospettava per il CRUA, il Centro regionale unico amianto, un assetto organizzativo regionale nell'ambito delle funzioni dell'Agenzia di coordinamento ARCS. E sono trascorsi più di due anni dall'audizione della Commissione regionale amianto nella quale l'assessore Riccardo Riccardi si era impegnato a riconoscere al Centro un ruolo regionale. Per il consigliere regionale Diego Moretti, però, a quegli impegni non hanno fatto seguito atti concreti. «Sono passati otto anni da quel primo impegno e più di due anni da quello assunto dall'assessore Riccardi davanti alla Commissione regionale amianto. Eppure siamo ancora qui a chiedere che il CRUA abbia finalmente quel ruolo regionale che gli è stato promesso. Nell'ultimo Assestamento di Bilancio la maggioranza di centrodestra ha bocciato un emendamento di cui ero primo firmatario e che dava semplicemente attuazione all'impegno assunto nel marzo 2024. Ancora una volta, sul tema dell'amianto, dalla Giunta Fedriga arrivano tante parole e nessun fatto».

A preoccupare Moretti non è soltanto il mancato riconoscimento formale del ruolo del CRUA, ma anche l'incertezza sul futuro della struttura. Nelle linee guida del Servizio sanitario regionale del 2026, sottolinea il consigliere, il Centro non viene citato nemmeno una volta, mentre a dicembre l'attuale direttore Barbina andrà in pensione. «Non voglio fare allarmismo, ma credo sia necessario guardare in faccia la realtà. Il CRUA rischia di trovarsi senza una prospettiva chiara proprio mentre continua a svolgere un'attività fondamentale. Non vorremmo che, dietro l'angolo, ci fosse un progressivo depotenziamento e magari, nel disinteresse generale, anche il suo trasferimento a Trieste. Sarebbe un errore grave, perché significherebbe non rispettare la storia di un territorio che il dramma dell'amianto l'ha vissuto in prima persona».

A dimostrare quanto sia ancora necessaria l'attività del Centro sono i dati del 2025. Le persone visitate nell'ambito del monitoraggio quinquennale sono state 832, contro le 553 del 2024 e le 737 del 2023. Un aumento che ha consentito di individuare nuove patologie con una frequenza preoccupante.

«Sono numeri che devono farci riflettere: nel 2025 è stato "scoperto" un malato ogni quattro giorni e una malattia tumorale o un mesotelioma ogni sette giorni. Sono dati drammatici per il territorio e dimostrano che il problema non è affatto alle nostre spalle. Se continuiamo a trovare nuove patologie a distanza di decenni dalle esposizioni, dobbiamo rafforzare e non ridurre la prevenzione».

Secondo Moretti, è quindi necessario un nuovo approccio, con maggiori controlli sugli ex esposti e sui loro familiari e un rafforzamento dell'organico del Centro. «Servono nuovo personale, medici e assistenti sanitari, oltre a quelli già presenti, e un aumento dei controlli sulle persone più a rischio. Il monitoraggio deve essere costante e capillare. Il CRUA ha dimostrato di essere uno strumento indispensabile e la Regione deve metterlo nelle condizioni di lavorare ancora meglio».

La prevenzione, aggiunge il consigliere, deve guardare anche alle nuove esposizioni professionali e ai materiali che vengono introdotti nelle lavorazioni. «Non possiamo pensare che la questione riguardi soltanto il passato. Si affacciano sul mercato nuovi materiali contenenti fibre vetrose, utilizzati in molte lavorazioni, e anche su questi dobbiamo garantire conoscenza, protezione e assistenza sanitaria adeguata».

Per Moretti, il prossimo pensionamento del direttore Barbina rende ancora più urgente una decisione sul futuro del Centro. La richiesta alla Regione è quindi quella di trasformare gli impegni assunti negli anni in un riconoscimento concreto del ruolo regionale del CRUA, garantendone continuità, personale e risorse. «Il CRUA non chiede privilegi per Monfalcone. Chiede che le competenze costruite in questi anni vengano riconosciute e messe a disposizione di tutta la regione. Dopo otto anni di promesse è arrivato il momento dei fatti. Davanti a questi numeri non possiamo permetterci né silenzi né arretramenti: dobbiamo garantire prevenzione, assistenza e tutela a chi è stato esposto e alle loro famiglie». 

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