LA RASSEGNA
Il maestro indiano Jamuna Prasad con i suoi insegnamenti contemporanei ai ‘Venerdì di ICM’
A dialogare con l’autore ci saranno la filosofa Elena Guerra e il fisico Andrea Vacchi.
Il libro “Aṣṭāṅga Yoga. Insegnamento di un maestro indiano contemporaneo”, scritto dal maestro indiano Jamuna Prasad e curato da Michele Fabbri, comunicatore scientifico e ricercatore dell’università di Ferrara e Beatrice Pavasini, insegnante di yoga, per Mimesis (2024), verrà presentato a Gorizia, venerdì 6 febbraio, nella suggestiva cornice della Ferramenta Krainer di via Rastello, alle ore 17.
La filosofa Elena Guerra e il fisico Andrea Vacchi, durante il terzo dei Venerdì di ICM, l’Istituto per gli Incontri Culturali Mitteleuropei, in dialogo con gli autori, cercheranno di mettere in luce le suggestioni di una disciplina complessa tra tradizione, filosofia e mercato globale, per comprendere lo yoga oltre i luoghi comuni. In un mondo in cui lo yoga è diventato tutto e il contrario di tutto – terapia per il mal di schiena, ricerca spirituale, fitness, mindfulness, persino benessere per animali domestici – il volume offre un punto fermo, una bussola culturale e filosofica per orientarsi nel caos del mercato globale del benessere.
Presenta l’insegnamento autentico di Jamuna Mishra, medico ayurvedico e guru bramino formatosi nella tradizione Advaita Vedānta, restituendone la voce con quella che i curatori definiscono “empatia ermeneutica”: un ponte culturale che permette al lettore occidentale di comprendere un percorso millenario senza banalizzarlo né adattarlo alle mode del momento. Il volume non è un semplice manuale di posizioni, ma un testo che attraversa l’intero cammino dello yoga, dagli āsana alla meditazione, fino alla meta ultima del samādhi.
Affronta anche le sfide dell’incontro tra Oriente e Occidente, smontando facili parallelismi con neuroscienze e fisica quantistica e mettendo in guardia dal rischio di una globalizzazione culturale che appiattisce tutto in un’unica visione semplificata. Tra aneddoti sorprendenti — come la storia del tappetino da yoga diventato oggetto di culto in un mercato da miliardi di dollari — e riflessioni profonde sui poteri (siddhi) attribuiti dalla tradizione, il libro invita a riscoprire lo yoga come disciplina complessa, radicata e trasformativa, ben oltre le derive commerciali contemporanee.
Il 12 dicembre scorso, l’opera ha ricevuto un prestigioso riconoscimento internazionale da parte del World Book of Records (WBR) conferito durante la 9th Summit & Award Ceremony svoltasi nella storica Churchill Room della House of Commons, all’interno del Parlamento britannico. L’evento ha riunito personalità provenienti da oltre venti Paesi, con lo scopo di celebrare contributi culturali, educativi e sociali di rilevanza internazionale.
A ritirare il premio è stato Michele Fabbri, curatore dell’opera e promotore della diffusione degli insegnamenti di Jamuna Prasad in Europa. Il riconoscimento sottolinea il valore culturale e spirituale del libro, che presenta in modo accessibile e rigoroso la tradizione dell’Aṣṭāṅga Yoga secondo l’insegnamento diretto del maestro indiano.
Il World Book of Records ha premiato l’opera per il suo contributo alla diffusione della conoscenza dello yoga, per l’arricchimento in favore dell’armonia sociale e culturale. Il libro Aṣṭāṅga Yoga si configura dunque come un punto di riferimento per studiosi, praticanti e appassionati di discipline orientali, poiché consolida il legame tra la saggezza millenaria dell’India e il pubblico internazionale.
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