‘Il fascino e il potere di Massimiliano I d’Asburgo e delle sue donne’: l’epopea imperiale di Marina Bressan in mostra Gorizia

‘Il fascino e il potere di Massimiliano I d’Asburgo e delle sue donne’: l’epopea imperiale di Marina Bressan in mostra Gorizia

LA MOSTRA

‘Il fascino e il potere di Massimiliano I d’Asburgo e delle sue donne’: l’epopea imperiale di Marina Bressan in mostra Gorizia

Di Enrico Valentinis • Pubblicato il 02 Apr 2026
Copertina per ‘Il fascino e il potere di Massimiliano I d’Asburgo e delle sue donne’: l’epopea imperiale di Marina Bressan in mostra Gorizia

Dalle xilografie originali del 'Re Bianco' ai preziosi abiti d'epoca fedelmente ricostruiti. Alla Ferramenta Krainer un'indagine inedita sull'erudizione dell'Imperatore e sull’importante ruolo delle mogli e della figlia.

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Verrà ufficialmente inaugurata alle ore 16 di domani, venerdì 3 aprile, la mostra “Il fascino e il potere di Massimiliano I d’Asburgo e delle sue donne”, allestita nelle sale della Ferramenta “Krainer” di via Rastello a Gorizia. L’esposizione, realizzata con il contributo del Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia, si concentra sulla figura storica di Massimiliano I, ripercorrendone il fascino e l’esercizio del potere. Da questo legame, sancito dal suo primo matrimonio, nasceranno i suoi due figli: il primogenito Filippo il Bello e la secondogenita Margherita.

Elemento cuore dell’evento è l’analisi del potere inteso anche come sconfinata ricchezza culturale. Massimiliano fu infatti un grande erudito e umanista, capace di lasciare ai posteri opere che contribuirono a elevare in modo significativo il prestigio della casata d’Asburgo. La mostra presenta, in considerazione degli spazi espositivi e dei vincoli che impediscono l’affissione alle pareti, una selezione di originali xilografie del Cinquecento tratte dal “Re Bianco”, tutte esposte in forma autentica.

Nell'esposizione il visitatore può anche apprezzare una ricca campionatura di prototipi di gioielli e copricapi realizzata dalla sezione moda, in collaborazione con la sezione scultura, del liceo artistico Max Fabiani di Gorizia.

Centrale nella mostra è anche l’esposizione di fedelissime repliche degli abiti delle mogli e della figlia di Massimiliano I. I preziosi tessuti che compongono i capi sono stati cardati, filati e confezionati da laboratori sartoriali artigianali situati in Germania e nelle Fiandre che, attraverso un attento studio delle fonti iconografiche e dei dipinti d’epoca, hanno ricostruito con grande precisione i sontuosi abiti nobiliari quattrocenteschi.

Il visitatore si imbatte così in un vero e proprio corteo di dame: abiti preziosissimi esposti su manichini, realizzati con tessuti pregiati e delicati come damaschi, sete, broccati e velluti tedeschi, talvolta arricchiti da accessori come autentiche stole di visone. «Si tratta di repliche di altissimo valore artigianale che, per la loro qualità, meriterebbero contesti espositivi permanenti di grande rilievo — ha spiegato la curatrice della mostra, la professoressa Marina Bressan — questo grande patrimonio storico è frutto di un enorme lavoro certosino di ricerca, di studio degli usi e costumi della moda dell’epoca e del grande lavoro sartoriale eseguito dalla professoressa Calvo».

Proprio la professoressa Roberta Calvo, docente di moda all’Istituto Max Fabiani e membro dell’associazione Centro Ricerche Turismo e Cultura, ha curato la confezione degli abiti e il progetto allestitivo della mostra. Ha affrontato con particolare attenzione la complessità di operare all’interno di un edificio storico, nel pieno rispetto degli spazi e delle strutture originali. La docente ha inoltre realizzato personalmente gli abiti esposti, cucendoli e confezionandoli con le eleganti stoffe secondo i precisissimi criteri di fedeltà storica.

Accanto agli abiti, la mostra presenta anche alcuni dipinti — copie ottocentesche e novecentesche — raffiguranti le donne legate a Massimiliano, oltre ad una significativa selezione cartografica che documenta i possedimenti terrieri della casa nobiliare. Particolare attenzione è dedicata al ruolo della donna, proponendo una riflessione su una forma di emancipazione femminile “ante litteram” che caratterizzò le donne vicine all’imperatore: dalle sue due mogli alla figlia Margherita, fino alle nipoti, molte delle quali divennero regine. La mostra intende così sottolineare l’apporto fondamentale delle figure femminili nella vita di Massimiliano, restituendo loro centralità e valore, lontano da una visione subordinata.

Questo messaggio sarà ulteriormente sviluppato attraverso una serie di incontri costruiti secondo il format delle “interviste impossibili”, in cui le due mogli dialogheranno idealmente con l’imperatore e con le figlie, dando voce a personaggi femminili spesso poco raccontati nella storiografia italiana. In questo contesto si inserisce anche la figura di Bianca Maria Sforza, seconda moglie di Massimiliano, il cui ruolo fu determinante sul piano diplomatico. Ugualmente importante è anche il ruolo della figlia Margherita, storica governatrice dei Paesi Bassi e anche attenta tutrice dei suoi nipoti. La mostra è inoltre dotata di QR code bilingui — in italiano e inglese — che consentiranno ai visitatori di approfondire i contenuti in modo interattivo, accompagnandoli in un percorso di scoperta che richiede anche attenzione e curiosità per cogliere il lavoro di ricerca e ricostruzione alla base degli abiti esposti.

L’esposizione sarà visitabile il venerdì dalle 16 alle 18.30, mentre il sabato, la domenica e nei giorni festivi dalle 10.30 alle 13 e dalle 15.30 alle 18.30. Ogni domenica alle ore 16 è prevista una visita guidata con la curatrice. Sono inoltre in programma gli appuntamenti “Storie in scena: interviste impossibili e musica”, che si svolgeranno nel Salone Centrale di Palazzo De Grazia a Gorizia, in calendario per l’11, 18 e 25 aprile alle ore 17. L’ingresso è gratuito. Sono previste aperture straordinarie per gruppi e scuole su prenotazione, contattando il numero 331 2388939

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