IL DIALOGO
Il capo Scout Marco Dijust si racconta al Fvg Pride di Turriaco: «Metterci faccia e onestà per il cambiamento»
Intervistato dalla presidente di AGEDO Udine, Anna Masutti ha parlato di quell’amore «nato per caso» che ha generato una graduale apertura nella società civile.
Oggi, sabato 4 luglio, il Parco dell'Isonzo di Turriaco ospita il FVG Pride River Village 2026, una manifestazione che unisce momenti di riflessione, attività all'aria aperta, cultura, musica e intrattenimento in un contesto naturale tra i più suggestivi del territorio. L'iniziativa, promossa dal coordinamento FVG Pride insieme a numerose associazioni del Friuli Venezia Giulia impegnate nella tutela dei diritti delle persone LGBTQIA+, propone un'intera giornata aperta alla cittadinanza con l'obiettivo di creare uno spazio di incontro, confronto e socialità.
Fin dalla mattinata il villaggio ha accolto i visitatori con stand informativi delle associazioni, quattro food truck, aree relax e numerose attività lungo il greto del fiume. Il programma è stato pensato per coinvolgere persone di tutte le età, alternando momenti ricreativi ad appuntamenti di approfondimento su temi sociali e culturali. La giornata è iniziata con la tradizionale passeggiata nel parco dedicata alla memoria di Giulio Regeni. A seguire si sono susseguiti incontri, giochi, attività sportive, momenti conviviali e presentazioni culturali.
Tra gli appuntamenti più significativi della mattinata vi è stato quello delle ore 12, dedicato al rapporto tra Scoutismo e persone queer, attraverso l'intervista e la testimonianza del capo scout staranzanese Marco Dijust che ha raccontato la propria esperienza personale e associativa, affrontando il tema dell'inclusione all'interno del mondo associativo al quale appartiene. Abbiamo parlato con Marco prima dell’inizio del dialogo - intervista con Anna Masutti, presidente dell’Associazione di genitori, parenti, amiche e amici di persone LGBTQIA+ di Udine.
«9 anni fa, il mio caso è stato forse la goccia che ha fatto traboccare il vaso nel mondo Scout – racconta – qualcosa era già cominciato nel 2014 con la Carta del Coraggio dei ragazzi del Clan che chiedeva un’apertura ai capi di diverso orientamento sessuale. Il documento è poi passato all’Agesci Nazionale ed è iniziata una lunga riflessione». «Nel 2017 – prosegue – c’è stata la mia unione civile con Luca Bortolotto, abbiamo detto il nostro sì pubblicamente. Sono stato il primo capo scout unito civilmente con mio marito, consigliere comunale civico della cittadina. Della nostra unione, ho informato i vertici Agesci provinciali, regionali e nazionali. All’epoca, l’Agesci ha poi comunicato che i responsabili educativi devono essere indicati dalle singole Comunità Capi del gruppo di riferimento. In altri gruppo locali, alcuni capi omosessuali sono stati mandati via».
Va detto che il documento “Identità di genere e orientamento sessuale e affettivo” approvato dal Consiglio Generale AGESCI 2026 con la mozione 54, ha chiarito che l’orientamento e l’identità sessuale non sono una discriminante per fare il capo. «Si è dunque usciti dal limbo – commenta Marco – intervenendo qui oggi voglio far capire alle persone che chi ci mette la faccia dà un contributo al cambiamento. Bisogna sporcarsi le mani e andare avanti con serenità. Abbiamo parlato sin da subito con i nostri ragazzi, l’abbiamo fatto con onestà, anche con il parroco con il quale le cose potevano andare meglio».
«Inizialmente, essendo fuori dall’ambiente Scout, non capivo il perché del chiedere il permesso ai vertici associativi – dichiara il suo compagno Luca – poi ho compreso l’importanza di poter favorire il cambiamento anche in un’associazione cattolica e compiere un gesto d’aiuto anche per tanti giovani ragazzi. Quello di oggi è un momento di inclusività tra comunità queer e società civile locale». Nel pomeriggio il programma prosegue con il picnic collettivo, le "Polimpiadi", giochi all'aperto e da tavolo, quindi la presentazione del libro Sovvertire le intimità di Nic Braida e l'esibizione del Coro Queer.
La fascia serale è dedicata agli interventi delle istituzioni, delle associazioni e alle testimonianze sul contrasto al bullismo omolesbobitransfobico e sul tema delle famiglie arcobaleno, prima di lasciare spazio alla parte più festosa della manifestazione con dj set, performance di danza queer e spettacolo drag.
Il River Village rappresenta ormai un appuntamento consolidato nel calendario delle iniziative del FVG Pride e si distingue per la capacità di coniugare il carattere festoso con quello culturale e sociale, favorendo il dialogo tra associazioni, istituzioni e cittadinanza. Numerose le realtà promotrici presenti, tra cui Arcigay Arcobaleno Trieste, Arcigay Udine, Euphoria Trans, Famiglie Arcobaleno, Queer Legacy, Rete Genitori Rainbow, Agedo Udine, Rete Lenford, PolisAmore FVG e molte altre associazioni del territorio. L'evento gode inoltre del patrocinio dei Comuni di Turriaco, Staranzano, San Pier d'Isonzo e San Canzian d'Isonzo.
Con il River Village, il FVG Pride conferma ancora una volta la volontà di costruire occasioni di partecipazione aperte a tutta la comunità, nelle quali la promozione dei diritti, dell'inclusione e del rispetto delle differenze si intreccia con momenti di aggregazione, cultura e condivisione. «Il nostro Parco si presta all’organizzazione di questo evento inclusivo – commenta il sindaco Nicola Pieri – oggi si parla di diritti e condivisione di valori. C’è bisogno di una cultura dei diritti. Per il secondo anno ospitiamo volentieri questa iniziativa, non manca dunque il sostegno amministrativo e il patrocinio di associazioni e altri Comuni».
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