Manganelli riparte con +Europa, «aumentare il Pil di Gorizia»

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Manganelli riparte con +Europa, «aumentare il Pil di Gorizia»

Di Timothy Dissegna • Pubblicato il 22 Set 2022
Copertina per Manganelli riparte con +Europa, «aumentare il Pil di Gorizia»

L'ex candidato sindaco in corsa alle politiche, «il goriziano deve prendere coraggio».

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Alle elezioni politiche di quattro anni fa, +Europa raccolse circa il 3% nel collegio di Gorizia, arrivando al 4% in città. In questa tornata, nel partito di Emma Bonnino che corre nella coalizione di centrosinistra ci sarà anche Fabrizio Manganelli (nella foto). Il già candidato sindaco nel 2012, poi passato alla tornata successiva con Gorizia 100 sogni a sostegno di Roberto Collini e successivamente in Azione, è in corsa nella lista per la Camera dei deputati. Il suo nome figura nel proporzionale nei diversi collegi.

Insieme a lui anche Monica Balbinot, Manuela Zambrano e Diego Zanette, mentre per il Senato concorrono Stefano Santarossa, Francesca Bonemazzi, Roberto Zucconi e Valentina Cosimati. Una scelta di campo, quella di Manganelli, presa perché “già da giovane ero con Marco Pannella - spiega lui stesso - e oggi devi decidere da che parte vuoi stare. Se con l’Ucraina o no, Putin non vuole una tregua, vogliamo avere le dittature in Europa? Dobbiamo inviare armi al popolo ucraino fino a quando non ci sarà una tregua”.

Oltre agli aspetti internazionali, l’esponente della lista punta il dito verso la situazione del capoluogo. “Gorizia ha 4 negozi su 10 chiusi, è sempre stata la città con il Pil più basso della regione perché non ha mai generato ricchezza. Ha avuto una mentalità di paura dal dopoguerra, dopo aver affrontato tanto dolore. Oggi il goriziano deve prendere coraggio”. Manganelli, già industriale alla guida della Sweet, evidenzia che la città “soffre nell’aspetto manageriale, ma qui si possono portare investimenti da fuori”.

Bisogna però “coinvolgere il polo tecnologico, la mia azienda è stata la prima a stampare il cioccolato come la plastica. Ci sono molti goriziani che fuori hanno saputo attuare nuove tecnologie”. L’obiettivo da perseguire quindi è quello di “elevare il Pil e non tanto creare lavoro, perché quello c’è già. Serve più reddito da lavoro che da capitale”. In questo scenario, si inserisce anche il fabbisogno di energia, tema più che mai attuale ma sul nucleare “ci dobbiamo ancora ragionare, siamo a favore dei rigasificatori e dell’energia rinnovabile”.

L’energia atomica, quindi, necessita ancora di studio secondo l’aspirante deputato che guarda più alla ricerca che all’uso pratico. Sul tema europeo, poi, c’è la sfida dell’allargamento nei Balcani già sottolineata da Mattarella nel corso della sua visita sul confine: “Gorizia può avere una nuova funzione centrale, prima eravamo l’estremo baulando. Serve un maggior lavoro dell’Unione in quei Paesi, più Europa significa regole comuni ma non un unico Stato, bensì una federazione”. In questa scia, c’è il tema mai chiuso dei migranti.

“La gestione dei migranti deve essere finalizzata - precisa - trovandogli una collocazione. Dobbiamo essere orgogliosi che qui ci sia un’alta concentrazione di persone nate all’estero, le grandi aziende come Fincantieri hanno portato multiculturalità. A Gorizia abbiamo un’alta percentuale di stranieri e non ci sono scontri, anzi. Dovremmo riaprire anche le quote per i russi, la classe più dissidente è quella più istruita e togliergli queste risorse sarebbe un danno più grave delle sanzioni per Putin, i cervelli sono il loro asset principale”.

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