I fedeli musulmani all’arcivescovo Dianin: «Si crei un ponte di ricostruzione nel rapporto tra le due Fedi»

I fedeli musulmani all’arcivescovo Dianin: «Si crei un ponte di ricostruzione nel rapporto tra le due Fedi»

IL MESSAGGIO

I fedeli musulmani all’arcivescovo Dianin: «Si crei un ponte di ricostruzione nel rapporto tra le due Fedi»

Di Salvatore Ferrara • Pubblicato il 13 Lug 2026
Copertina per I fedeli musulmani all’arcivescovo Dianin: «Si crei un ponte di ricostruzione nel rapporto tra le due Fedi»

Il presidente del centro ‘Baitus Salat’, Haq «sia portatore di pace e benedizione per questa terra». Poesal e Lokman, «evento meraviglioso, un insegnamento anche per noi».

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A Gorizia, c’erano anche i rappresentanti di una delle comunità islamiche monfalconesi per salutare il nuovo arcivescovo, monsignor Giampaolo Dianin. Un messaggio di stima e di saluto fraterno è stato rivolto al presule da Rejaul Haq Raju, presidente del Centro Islamico “Baitus Salat”. «A nome della comunità le porgo i più sinceri auguri per l'inizio del suo ministero episcopale nella Chiesa di Gorizia. Preghiamo Dio, il Misericordioso, che Le doni forza, sapienza e pace per guidare questo popolo. Le comunità islamiche le assicuriamo rispetto, collaborazione e amicizia per il bene di tutta la comunità» così in una nota, Haq impegnato a Londra per una conferenza internazionale sulla religione islamica.

In duomo invece, erano presenti Alì Poesal e Lokman Alì, rispettivamente vicepresidente e tesoriere del Baitus Salat. «Che Dio conceda a monsignor Dianin una lunga vita – sono le parole di Poesal – facciamo a lui i migliori auguri perché possa mettersi al servizio del popolo diocesano, sia portatore di pace e benedizione per questa terra». Gli esponenti della comunità musulmana ringraziano così la Chiesa Cattolica «sempre vicina in tempi difficili a no». E ancora Poesal: «Ci auguriamo che si possa creare un ponte di ricostruzione del rapporto tra le due Fedi. Viviamo insieme nel rispetto di culture, tradizioni e costumi».

La convivenza tra religioni è l’unica strada, «motivo per camminare insieme superando le criticità e i sentimenti d’odio che spesso si manifestano ai giorni nostri». «Rispettiamo con il cuore la Religione Cattolica le sue tradizioni. Quanto abbiamo visto e vissuto in cattedrale è stato un evento meraviglioso, un insegnamento anche per noi e un’occasione per imparare nuove cose. È nostra intenzione continuare a partecipare a eventi e iniziative nel territorio Goriziano per continuare ad accrescere la reciproca conoscenza». 

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