Horizons Cycling Club sceglie Gorizia per gli allenamenti delle giovani cicliste: tutti uniti contro la violenza di genere

Horizons Cycling Club sceglie Gorizia per gli allenamenti delle giovani cicliste: tutti uniti contro la violenza di genere

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Horizons Cycling Club sceglie Gorizia per gli allenamenti delle giovani cicliste: tutti uniti contro la violenza di genere

Di Ivan Bianchi • Pubblicato il 07 Gen 2026
Copertina per Horizons Cycling Club sceglie Gorizia per gli allenamenti delle giovani cicliste: tutti uniti contro la violenza di genere

La squadra femminile élite under 23 in ritiro in città lancia un evento benefico a sostegno di SOS Rosa. Sulla maglia il numero antiviolenza 1522, unico caso in Italia.

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Il 17 gennaio Gorizia diventerà il punto di incontro tra sport, impegno sociale e territorio grazie all’iniziativa promossa dall’Horizons Cycling Club, società di ciclismo femminile élite under 23 che ha scelto la città come base per il ritiro invernale e come luogo simbolico per rilanciare un messaggio forte contro la violenza di genere. Il 2026 si arricchisce di un evento dal valore sportivo ma soprattutto civile, capace di unire istituzioni, associazioni, imprese e cittadini attorno a un progetto che guarda al futuro. L’appuntamento del 17 gennaio sarà il momento culminante di una settimana di allenamenti e attività che coinvolgeranno atlete, staff e l’intera comunità.

A spiegare la genesi del progetto, nella mattinata di oggi, 7 gennaio, è stato Renato Riccato, dirigente sportivo dell’Horizons Cycling Club, intervenuto in conferenza stampa. «Questo evento nasce grazie al sostegno di due sponsor, l’Agenzia immobiliare Zanon e l’Agenzia Carli, ma soprattutto da una visione del presidente Marino Ongatato. La società ha sede a Levico Terme, è nata tre anni fa ed è una realtà di ciclismo femminile d’élite under 23. Il territorio goriziano si presta in modo particolarmente favorevole alla preparazione delle atlete e abbiamo costruito qui un appuntamento che per noi rappresenta l’anno zero di un percorso che vogliamo proseguire anche in futuro».

Una scelta non casuale, dunque, che valorizza il Collio goriziano come spazio ideale per l’allenamento invernale, grazie anche al traffico limitato. Le atlete e lo staff alloggeranno a Urban Home, in via Brigata Casale, da dove partiranno quotidianamente per gli allenamenti. Un’opportunità che, come sottolineato durante l’incontro, può diventare anche un volano economico per il territorio, capace di attrarre presenze e creare connessioni con il mondo dell’impresa.
Il cuore simbolico dell’iniziativa resta però il messaggio inciso sulle maglie della squadra: «Abbiamo deciso di applicare sulla divisa il numero antiviolenza 1522 e ci siamo accorti di essere l’unica società in Italia ad averlo sulla maglia. Crediamo che lo sport sia un veicolo fondamentale per trasmettere questo messaggio», ha aggiunto Riccato.

L’evento di sabato 17 gennaio si aprirà con il ritrovo presso il bar Feel’s lounge, ex Majda, dove sarà presente tutto lo staff dell’Horizons Cycling Club. Durante la mattinata verrà presentata ufficialmente la squadra, composta da atlete provenienti dall’Italia centro-settentrionale, e si aprirà un momento di confronto e condivisione sul tema della violenza di genere. Sarà offerto un brunch e l’iniziativa sarà anche un’occasione per fare rete, confidando nella partecipazione di chi vorrà contribuire a un momento di beneficenza a sostegno dell’associazione SOS Rosa. Per chi desidera offrire un ulteriore contributo è stata indicata anche la palestra Sporting 110. «Mi piacerebbe – ha concluso Riccato – che sempre più imprenditori del territorio credessero in questo progetto, sostenendolo anche con finanziamenti».

Il valore sociale dell’iniziativa è stato sottolineato dall’assessore comunale al welfare Silvana Romano, che ha sottolineato il patrocinio del Comune di Gorizia. «Come assessore al welfare è un onore ringraziarvi per aver scelto di inserire il numero antiviolenza sulla maglia. Integrare le persone che spesso si sentono sole è fondamentale. Viviamo in una società che tende sempre più al personalismo e alla solitudine, mentre si parla poco di “noi”. Gorizia fa la differenza perché può contare su una rete ricca di associazioni che lavorano insieme».

Sulla stessa linea l’intervento del consigliere regionale Diego Bernardis, che ha ribadito l’importanza di un impegno quotidiano. «Il supporto alle pari opportunità e alla lotta alla violenza di genere è fondamentale. Questo messaggio non deve essere veicolato solo il 25 novembre, ma ogni giorno».
Un concetto approfondito anche da Anna Limpido, consigliera regionale di parità del Friuli Venezia Giulia: «Se la violenza di genere è così difficile da eradicare è perché per troppo tempo è stata radicata e considerata parte della società. I tempi sono cambiati, così come gli obiettivi e i diritti delle donne. È fondamentale testimoniarlo sempre. Lo sport, inteso anche come mondo del lavoro, è un ambito cruciale per l’emancipazione femminile».

Dal punto di vista dell’associazione beneficiaria, Giulia Russo, operatrice del centro antiviolenza SOS Rosa, ha spiegato le ragioni dell’adesione. «Abbiamo accolto con convinzione questa proposta perché il messaggio è fondamentale. Ci è piaciuta l’idea di aprirci al territorio e al mondo dello sport, soprattutto perché raggiunge una fascia di età giovane. Nel 2025 abbiamo accolto quasi 200 donne tra Gorizia e Gradisca. Il dato più allarmante è l’abbassamento dell’età media. Parlare di violenza è importante, ma bisogna parlarne bene».

Un quadro che trova riscontro anche nell’attività delle forze dell’ordine, come evidenziato dal vicequestore di Gorizia Gennaro D’Agnese. «La Questura è molto attenta a questa tematica. Abbiamo notato che una maggiore pubblicizzazione delle iniziative e una crescente consapevolezza hanno portato a un aumento dei casi segnalati, ma questo significa soprattutto più denunce e più fiducia. Le misure di prevenzione generali e specifiche si sono dimostrate molto efficaci. Non c’è solo la necessità della repressione, ma anche e soprattutto quella della prevenzione». A completare il quadro è intervenuta Rossella Dolci, presidente di SOS Rosa Gorizia.

«Altre quaranta donne sono state accolte nel centro antiviolenza di Grado. È fondamentale parlare di violenza, ma senza normalizzare comportamenti che dovrebbero essere riconosciuti come anormali. Uscire dai nostri centri, anche solo per informare e incuriosire, è essenziale».
Durante la conferenza stampa è stato ricordato anche l’impegno del Lions Club Gorizia Maria Theresia, rappresentato dalla presidente Paola Predolin, che ha richiamato il conferimento dell’onorificenza Melvin Jones all’ex presidente di SOS Rosa, Francesca Vuaran nel 2023, a testimonianza di una lunga attenzione ai temi sociali. All’incontro erano presenti anche l’assessore comunale allo sport Giulio Daidone, la consigliere comunale delegata alle pari opportunità Marinella Bernonich e il consigliere comunale di Gorizia Andrea Tomasella, a conferma di un sostegno istituzionale ampio e trasversale.

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