‘Hic sunt leones’, cinque giovani talenti della lirica italiana arrivano in concerto a Grado nella Basilica di Sant’Eufemia

‘Hic sunt leones’, cinque giovani talenti della lirica italiana arrivano in concerto a Grado nella Basilica di Sant’Eufemia

GIOVEDÌ 21 AGOSTO

‘Hic sunt leones’, cinque giovani talenti della lirica italiana arrivano in concerto a Grado nella Basilica di Sant’Eufemia

Di F.D.G. • Pubblicato il 20 Ago 2025
Copertina per ‘Hic sunt leones’, cinque giovani talenti della lirica italiana arrivano in concerto a Grado nella Basilica di Sant’Eufemia

Appuntamento alle ore 21. Michela Appugliese, Silvia Spessot, Lara Comand, Kevin Baliviera e Riccardo Corona proporranno arie d’opera di Donizetti, Bellini, Mozart e Puccini.

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In programma alle ore 21 di domani giovedì 21 agosto, nella Basilica di Sant’Eufemia a Grado, il concerto a ingresso libero “Hic sunt leones: i nuovi straordinari talenti della lirica italiana”.

L’evento, fortemente voluto dal maestro Giorgio Tortora (direttore artistico della rassegna “Musica a 4 stelle”) e organizzato assieme all’assessorato alla cultura del Comune di Grado (nonché con il patrocinio di Fondazione Carigo e Regine Fvg), sarà la prima importante vetrina per cinque ventenni avviati sulla strada e verso la sfida del canto lirico.

Michela Appugliese e Silvia Spessot (soprani), Lara Comand (mezzosoprano), Kevin Baliviera e Riccardo Corona (bassi), accompagnati dal pianoforte di Gabriele Avian, proporranno alcune fra le più celebri arie d’opera degli autori più noti, in particolare dalla tradizione operistica italiana: da Donizetti a Bellini, da Mozart fino alle difficili pagine di Giacomo Puccini.

Si tratta, si legge nella nota di presentazione diffusa dall’associazione gradese “Musica Viva”, di «un’occasione imperdibile per rendersi conto che il canto è davvero cosa seria, ben lontano dai tanti talent show che ora la Tv propone come modello».

«L’ opera italiana è ancora ambita ed ammirata in tutto il mondo, i teatri sono partecipati dal pubblico – così ancora la nota di “Musica Viva” - una volta ascoltati questi giovani “leoni”, soprattutto da altri giovani, se ne trarrà una presa d’atto, un beneficio culturale, una soddisfazione per un mondo che è ancora quanto mai vivo come quello del melodramma». 

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