I bambini raccontano la guerra, disegni da Polonia e Ucraina a Nova Gorica

I bambini raccontano la guerra, disegni da Polonia e Ucraina a Nova Gorica

la mostra

I bambini raccontano la guerra, disegni da Polonia e Ucraina a Nova Gorica

Di Redazione • Pubblicato il 27 Ott 2022
Copertina per I bambini raccontano la guerra, disegni da Polonia e Ucraina a Nova Gorica

Le opere esposte sotto il municipio, fino a fine novembre. Ambasciatore polacco all'apertura.

Condividi
Tempo di lettura

"Mamma, non voglio la guerra!" è il titolo della mostra, aperta nei giorni scorsi a Nova Gorica dall'ambasciatore di Polonia in Slovenia, Krzysztof Olendzki, e dal sindaco Klemen Miklavič. L'esposozione è un progetto congiunto degli archivi polacchi e ucraini ed è ospitata in città  su iniziativa di Jana Kruh, direttrice del Mladinski center. Le immagini raccontano i conflitti visti dai più piccoli: disegni di bambini polacchi del 1946, conservati nell'Archivio dei Nuovi Atti a Varsavia, nel complesso del ministero dell'Istruzione dal 1945 al 1966, che riflettono le loro esperienze durante la Seconda guerra mondiale e l'occupazione tedesca del 1939-1945.

Insieme a questi, anche disegni di oggi di bambini ucraini relativi alla guerra in corso, raccolti dal portale d'archivio "Mamma vedo la guerra". Sarà  vistiabile fino alla fine di novembre, sotto la loggia all'esterno del municipio. Olendzki ha sottolineato come "questa mostra è estremamente importante perché mostra come i bambini vedono la guerra, in particolare i bambini in Ucraina oggi e quelli in Polonia subito dopo il conflitto. Tutti i bambini percepiscano la guerra allo stesso modo e provano gli stessi sentimenti. Sembra anche che anche l'occupante si comporti allo stesso modo, con violenza sia nei confronti dei soldati che dei civili".

Un dato triste, accompagnato dalle parole: "Indipendentemente dal luogo e dal tempo, la guerra significa un grande male e i bambini ne sono sempre le vittime". Le somiglianze tra le opere storiche e quelle contemporanee sono sorprendenti. I più piccoli disegnano carri armati, aerei che sganciano bombe, incendi ed esplosioni. Ci sono feriti e morti, case distrutte, tombe, oltre a se stessi e la loro famiglia, l'evacuazione e la fuga. Ma traggono anche speranze e sogni per il futuro. Il collegamento di immagini e parole in gruppi tematici: lotta, occupazione, famiglia, repressione, resistenza, distruzione, speranza di vittoria.

All'inaugurazioneha partecipato anche Irina, giovane rifugiata ucraina: "La mostra è molto importante affinché questo Paese e il mondo non dimentichino la situazione dell'Ucraina e la sofferenza dei bambini che ora crescono in condizioni di guerra". Dal canto suo, il primo cittadino ha sottolineato che "in questa prospettiva, che è forse la più potente e che tocca di più le persone, vediamo l'insensatezza della guerra e le conseguenze che ha sulla popolazione, in particolare la parte più vulnerabile della popolazione. Allo stesso tempo, questa guerra è scritta in loro e la portano con sé per tutta la vita".

"Ogni ingiustizia, e la guerra è una di queste, porta nuove ingiustizie e ci vuole molto tempo per cancellare gli odi e gli attriti causate dalla violenza. Ecco perché l'Europa oggi si basa su valori che impediscono il ripetersi degli scontri".

Rimani sempre aggiornato sulle ultime notizie dal Territorio, iscriviti al nostro canale Telegram, seguici su Facebook o su Instagram! Per segnalazioni (anche Whatsapp e Telegram) +39 328 663 0311.

Articoli correlati
...
Occhiello

Notizia 1 sezione

...
Occhiello

Notizia 2 sezione

...
Occhiello

Notizia 3 sezione

×
Festa in piazza 2026