La guerra piomba su Gradisca, quello scontro tra Venezia e Austria

G di GUERRE GRADISCANE

La guerra piomba su Gradisca, quello scontro tra Venezia e Austria

Di Vanni Feresin • Pubblicato il 19 Dic 2021
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Esattamente 406 anni fa, il Friuli veniva sconvolto dal conflitto. Il racconto di quei giorni.

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19 dicembre 1615. Ebbe inizio la guerra del Friuli, anche detta austro-veneta o, come vennero più semplicemente ricordate, "le Guerra gradiscane" in quanto il massimo contendere si ebbe proprio sotto le mura dell’inespugnabile città fortificata. Furono due anni di guerra che videro la Serenissima impegnata nel tentativo di conquista del Friuli austriaco, senza successo finale.

Una guerra che ebbe due momenti salienti, il grande assedio di Gradisca del marzo 1616 e la successiva guerra di condottieri che non portò alla vittoria della Serenissima. Con la pace di Parigi del settembre 1617 si dispose la cessione delle terre conquistate da Venezia all’Austria e la distruzione della flotta uscocca che infestava i mari ed era al soldo dell’Austria.

La guerra ha inizio

Nell’autunno del 1615 l’Arciduca d’Austria Ferdinando d’Asburgo, imperatore dal 1619, diede ordine al conte Volfango di Tersatto di marciare con le sue truppe croate [uscocche] dall’Istria nel territorio del monfalconese, appartenente a Venezia, per prevenire gli attacchi veneziani in quella zona. Gerolamo Donà podestà di Monfalcon informò in data 27 novembre 1615: Heri sera alle due hore di notte, lontano otto miglia di qui s’attrovava quantità di gente nemica a piedi ed a cavallo. Circa al Vespro è arrivato il Signor Governatore Retrese con 40 Cavalli Cappelletti, ma troppo tardi perché al levar del sole fino a mezzogiorno detti Uscocchi a piedi et altri a Cavallo, hanno depridato et abbrugiato cinque Ville di questo territorio coll’occisione di una sola persona menado via buona quantità di Animali grossi et munuti.

Il procuratore di Cividale pochi giorni dopo scriveva: Ho avvisi per via di Graz che sabato passato fosse toccato Tamburo et fatta rassegna di ottocento fanti destinati con presidio in Gradisca et Goritia. Le aggiungo che il foco acceso heri nel territorio di Monfalcone abbruggiò le ville di Redipuglia, Vermegliano, Selz et buona parte de Ronchis.

Con il susseguirsi delle settimane le notizie, anche da parte udinese, divenivano sempre più imponenti, riguardo i continui assalti degli Uscocchi nel territorio del confine tra Austria e Venezia: Si hanno rinforzato le Guardie delle fortezza di Gradisca e Goritia con li soldati delle cernide, havendo anche condotti alcuni pezzi di Artiglieria sopra le mura, e da quel di Gradisca hanno fatto sentire molti tieri più per timore che per altro, standosene con gran custodia. Vogliono molti che il Petazzi che si è trovato nell’impresa d’Istria con un Capitano Francol triestino, soggetto di gran valore et esperienza, siano poi con circa 300 huomeni, sotto sette insegne entrati per il passo della Valle di Doberdò nel territorio di Monfalcone et abbiano abbruggiato le ville e predati animali senza fare offesa, per quel che si sappia, nelle persone, altro che al Prete di Ronchi et ad un Contadino, i quali hanno ricevuto diverse busse.

Gorizia nei primi giorni di dicembre del 1615 era già tutta in armi intimorita et mal provvista con circa doi mille anime, scrive il cronista Faustino Moissesso descrivendo la mobilitazione generale: gli scorazzamenti delle bande, l’attrupparsi di gente armata attorno all’ultimo lembo del veneto territorio, affrettarono le ostilità che già a Vienna e a Venezia prevedevansi imminenti: prime avvisaglie, le violenze degli Uscocchi, prezzolati dal castellano del Carso Volfango Frangipane conte di Tersatto, e dai triestini Benevuto Petazzi e Daniele Francol.

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