il vertice
Grado si prepara ad accogliere i turisti, più sicurezza con un nuovo centro tamponi
Il servizio sarà gestito dall'Azienda speciale farmacia. Il no di Riccardi a pagare i tamponi dei turisti stranieri che ritornano a casa.
"In vista dell'avvio della stagione turistica estiva abbiamo avuto un incontro proficuo, che ha dato risposte precise ai sindaci delle due principali località balneari, Grado e Lignano, e ai rappresentanti delle categorie del settore in merito alla possibilità di potenziare l'offerta di centri tamponi a disposizione dei flussi di turisti stranieri che ne necessitano per il rientro nel proprio Paese". Lo ha affermato l'assessore regionale alle Attività produttive e Turismo, Sergio Emidio Bini, al termine della videoconferenza a cui è intervenuto assieme al vicegovernatore con delega alla Salute, Riccardo Riccardi.
All'incontro sono intervenuti i sindaci delle due località balneari, Luca Fanotto e Dario Raugna assieme ai vertici di Git, Lisagest, Federalberghi, Confesercenti, Confcommercio. Nel corso del vertice il sindaco di Grado, Diego Raugna, ha reso noto che verrà aperto a breve un centro tamponi gestito dall'Azienda speciale farmacia dell'isola. Questo insisterà su un'area di Git, oltre a quello già presente presso la Clinica Santa Eufemia in gestione a un operatore sanitario privato. La disponibilità della Regione è stata massima a collaborare per sostenere le richieste degli operatori nel limite delle proprie competenze.
Quanto alla richiesta di compartecipazione ai costi che i turisti devono sostenere per realizzare i tamponi richiesti per il rientro nel proprio Paese, come accade in altri Stati, il vicegovernatore ha ricordato però con chiarezza quali siano i confini dell'intervento pubblico. "La sorveglianza sul rischio di contagio a tutela della comunità è - ha chiarito Riccardi - materia che rientra nel perimetro delle competenze della sanità pubblica e qui la Regione è pronta a fare la propria parte. Fare fronte ai costi del tampone al turista che è arrivato in regione perché il Paese d'origine impone il tampone per il suo rientro non è invece competenza del sistema pubblico in Italia".
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