Grado, monsignor Nutarelli scrive agli operatori turistici: «Voi siete il volto dell'isola»

Grado, monsignor Nutarelli scrive agli operatori turistici: «Voi siete il volto dell'isola»

L’INVITO

Grado, monsignor Nutarelli scrive agli operatori turistici: «Voi siete il volto dell'isola»

Di REDAZIONE • Pubblicato il 28 Apr 2026
Copertina per Grado, monsignor Nutarelli scrive agli operatori turistici: «Voi siete il volto dell'isola»

La lettera del parroco, scritta alla vigilia del primo maggio, invita chi lavora nel turismo a vivere l'estate come occasione di incontro autentico, ricordando che ogni ospite non è solo un cliente ma una storia, un'attesa, talvolta anche una fatica.

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A pochi giorni dall'avvio della stagione estiva, il parroco di Grado Mons. Paolo Nutarelli ha scritto una lettera agli operatori turistici dell'isola per portare loro «una parola semplice ma sincera: vicinanza». Il messaggio, datato 27 aprile, è partito dalla Parrocchia per raggiungere chi, ogni anno, anima l'accoglienza gradese.

«Voi siete, in tanti modi, il volto di Grado», scrive Nutarelli. «Nel vostro lavoro passa l'immagine della nostra Isola: nei gesti, nelle parole, nello stile con cui accogliete». Da questa premessa, l'Arciprete affida alla lettera tre parole come orizzonte per l'estate 2026. La prima è incontro: ogni persona che arriva non è solo un cliente, ma una storia e un'attesa, e saper incontrare significa accorgersi e guardare davvero. La seconda è accoglienza, intesa non come organizzazione o efficienza, ma come stile capace di far sentire qualcuno a casa anche quando è lontano. La terza è bellezza: non solo quella del mare, della laguna e delle Basiliche, ma quella che nasce dal modo in cui si vive e si lavora, «fatta di relazioni, di rispetto, di cura».

Nutarelli rinnova la disponibilità della Parrocchia a «camminare accanto» agli operatori, e attraverso di loro rivolge un pensiero a tutti coloro che arriveranno a Grado: «Possano trovare non solo un luogo bello, ma una Comunità viva». La lettera si chiude con un augurio e l'affidamento alla protezione della Madonna di Barbana.

La lettera si chiude con le parole di una benedizione: «Il Signore ricompensi abbondantemente le vostre fatiche, vi protegga rendendo sicuro il vostro lavoro e vi accompagni, sempre, insieme alle vostre famiglie». Un congedo insolito per una comunicazione rivolta al mondo del turismo, che dice della volontà del parroco di tenere insieme dimensione spirituale e vita quotidiana, anche nell'affanno dell'estate gradese.

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