Grado, malore mentre soccorre la figlia nel mare mosso: turista austriaco perde la vita

Grado, malore mentre soccorre la figlia nel mare mosso: turista austriaco perde la vita

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Grado, malore mentre soccorre la figlia nel mare mosso: turista austriaco perde la vita

Di I.B. • Pubblicato il 26 Lug 2026
Copertina per Grado, malore mentre soccorre la figlia nel mare mosso: turista austriaco perde la vita

Stando alle prime ricostruzioni ha tentato di soccorrere la figlia che era entrata in acqua nonostante il mare mosso. Indagini sulla dinamica dell’accaduto.

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Tragedia nel pomeriggio di oggi, domenica 26 luglio, sulla spiaggia della Git di Grado, dove un turista austriaco di 77 anni ha perso la vita dopo aver accusato un malore mentre si trovava in mare insieme alla figlia.

L’allarme è scattato poco dopo le 16. Sul posto, all’ingresso 1 della spiaggia, la centrale Sores ha inviato un’ambulanza e un’automedica, mentre è stato richiesto anche l’intervento dell’elisoccorso. Alle operazioni hanno preso parte inoltre i carabinieri della stazione di Grado e la Guardia costiera.

Secondo una prima ricostruzione, il turista, nato nel 1949 e residente in Austria, si trovava in acqua per soccorrere la figlia, nata nel 1998, quando ha improvvisamente accusato un malore. All’arrivo del personale sanitario il padre era già in arresto cardiaco.

Nonostante i prolungati tentativi di rianimazione, per l’uomo non è stato possibile fare nulla. Il medico ha constatato il decesso alle 16.55; le prime verifiche indicano come causa l’annegamento conseguente al malore. La salma è stata trasportata all’obitorio di Monfalcone in attesa di autopsia.

La figlia è stata invece trasportata all’ospedale di Monfalcone per gli accertamenti e le cure del caso. Le sue condizioni non desterebbero particolare preoccupazione.

La dinamica dell’accaduto è ora al vaglio dei carabinieri e della Procura della Repubblica di Gorizia, che dovranno chiarire con precisione le circostanze della tragedia anche se, stando a quanto ricostruito ausa mare mosso e vento, il personale della spiaggia aveva provveduto a issare la bandiera rossa. La giovane - pare affetta da disabilità - ignorando l'allerta è comunque andata in acqua ma ha perso piede rischiando di affogare. Nel soccorrerla, il padre, ha avuto il malore che le è stato fatale, mentre la figlia è stata assistita dai bagnini della struttura.

In merito al decesso di un cittadino austriaco di 77 anni avvenuto nello specchio d’acqua della spiaggia GIT, nel pomeriggio di domenica 26 luglio, il presidente Roberto Marin dichiara: «Siamo doverosamente vicini alla famiglia, alla quale esprimiamo il nostro cordoglio e cui assicuriamo tutto il supporto logistico e l’aiuto negli adempimenti di questa dolorosa vicenda. Purtroppo, le condizioni meteomarine erano proibitive sin dal mattino, con vento di scirocco e mare molto mosso. Come è noto, una volta issata la bandiera rossa del pericolo di balneazione i concessionari possono sollevare il personale di salvataggio dai loro compiti. Tuttavia, GIT ha tenuto, come sempre in questi casi, il personale in servizio. Il che è stato provvidenziale per salvare la vita della figlia che ha rischiato di essere sopraffatta dalle onde».

Il bagnino di salvataggio Dave Zuliani ha visto un gruppo di circa sei persone allontanarsi sino a 70-80 metri dalla battigia. Resosi conto del pericolo, Zuliani è uscito prontamente in mare con il pattino, raggiunto a nuoto dal responsabile del salvamento Michele Tria. I due sono riusciti a trarre in salvo la donna già in principio di annegamento che ha ricevuto subito l’assistenza necessaria; Tria è restato in mare per cercare l’uomo che è stato tratto a riva dove sono state prestate le prime manovre di emergenza in attesa dei soccorritori del 118 prontamente attivato e arrivati sul posto in pochi minuti unitamente alla Guardia costiera e i Carabinieri. Per l’uomo, nonostante le manovre di rianimazione da parte dei soccorritori, purtroppo, non c’era più nulla da fare mentre la figlia è stata rianimate e trasportata all’ospedale di Monfalcone.

«Assieme al riconoscimento dell’abnegazione del personale di salvataggio GIT, sento il dovere di raccomandare ora e sempre prudenza quando i segnali di divieto di balneazione indicano chiaramente un alto livello di pericolo. Prudenza significa evitare di entrare in acqua o allontanarsi dalla riva per la propria incolumità e non mettere a rischio anche il personale addetto al salvataggio. Resta il dolore per avere perso una vita umana nonostante l’impegno, il coraggio e la professionalità del personale Git in parte compensato dalla gioia di avere visto una giovane vita salvata», conclude il presidente Marin.

Ha collaborato Salvatore Ferrara

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