Grado conta 300 casi tra positivi e quarantene, scontro tra Raugna e il centrodestra

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Grado conta 300 casi tra positivi e quarantene, scontro tra Raugna e il centrodestra

Di Redazione • Pubblicato il 07 Mar 2021
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Il sindaco risponde alle accuse dell'opposizione ma accoglie l'invito a collaborare, a determinate condizioni.

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Dopo l'attacco da parte degli esponenti di minoranza Roberto Marin ed Elisabetta Medeot sulle mancanze nella gestione dell'emergenza sanitaria a Grado, e successiva apertura a un confronto (a cui è seguita una lettera pubblicata dal blogger Raffaele Lisco), il sindaco Dario Raugna risponde con una lettera aperta. Lo fa “rimandando al mittente le fantasiose accuse che mi sono state rivolte - scrive -. Venerdì scorso segnalavo (e non era la prima volta) che i dati sui contagi inviati alla mia attenzione non avevano senso rispetto le informazioni che raccoglievo sul territorio che, tra le altre cose, vedevano la chiusura di cinque attività  commerciali”. Ad oggi, secondo i dati dell'Asugi, ci sono 143 casi positività  e 161 quarantene.

Numeri, comunque, stimati “per difetto, considerato che mancano ancora all'appello persone che sono state ospedalizzate giovedì scorso”. Ribatte quindi al candidato primo cittadino del centrodestra Marin, sottolineando che “quando ancora i bar li frequentava senza muovere il benché minimo rilievo sulla loro praticabilità  da parte degli avventori, comunicò che mi avrebbe denunciato alla Prefettura per procurato allarme, perché un sindaco, in assenza di dati certi (che ancora non abbiamo per intero) non poteva certo sollevare il problema della salute pubblica! Eppure nelle stesse ore, lo stesso sosteneva che avrei potuto chiudere a mio piacimento la città  con una banale ordinanza sindacale”.

Raugna quindi evidenzia “come la questione sull'infondatezza dei dati non abbia suscitato la benché minima reazione, lasciando spazio alla solita baruffa chiozzotta per cui una volta posizionato il Sindaco gli altri si mettono dalla parte opposta, a prescindere. Un vero peccato perché la storia che gli esperti ci raccontano tutti i giorni ci insegna che questa pandemia si controlla attraverso una buona gestione dei tracciamenti, che dovrebbe portare al conseguente isolamento dei focolai, congiuntamente al corretto utilizzo dei presidi, che nella stragrande maggioranza dei casi qui da noi è avvenuta regolarmente”.

Per il primo cittadino, le responsabilità  sono da imputare principalmente agli “organismi regionali competenti sull'emergenza pandemica”, piuttosto che sulla sua amministrazione. E risponde punto per punto: "Emblematica la frase sul ‘mancato controllo delle persone che, nonostante l'obbligo di quarantena per contatto con positivi, non hanno rispettato l'isolamento', a cui immagino seguirà  l'invio di una minuziosa lista con tanto di nomi e cognomi all'autorità  di polizia. Come la denuncia per non aver collaborato con ‘Asugi per garantire agli scolari delle primarie e secondarie di Grado e Fossalon la tempestiva adozione delle procedure sanitarie per la prevenzione del contagio'”.

“I consiglieri - spiega - nemmeno sanno che i protocolli vengono decisi e applicati autonomamente dai dirigenti scolastici sentiti i dipartimenti di prevenzione. Questa amministrazione è sempre stata attenta agli effetti della pandemia, su ogni campo di nostra competenza: dal Servizio sociale al servizio scuola, passando per la polizia locale. Per non parlare del servizio Anagrafe, che in più di un'occasione ha collaborato per completare i dati che ci venivano inviati in modo approssimativo o al servizio manutenzioni che fornisce gli autisti agli scuolabus, chiudendo con personale di Casa Serena, perché la lista sarebbe davvero lunga”.

Raugna quindi plaude anche i “tantissimi esercenti che hanno fatto osservare le regole, che adesso i consiglieri vorrebbero indicare come i principali untori di questa pandemia assieme a noi”. Qualcuno può aver trasgredito, ma generalizzare in questo modo non rende onore a tante brave persone”. Sull'apertura del centrodestra, definisce l'iniziativa “pretestuosa e illativa, ma se l'intento è quello di chiedere agli organismi regionali competenti risposte sul corretto monitoraggio per isolare i focolai, sulla somministrazione del vaccino all'interno del nostro distretto sanitario e il mantenimento di cinque medici di famiglia sul territorio, visto che tra qualche giorno ne resteranno soltanto tre, ben venga”.

Foto di archivio

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