Gradisca, presidio anti Ddl immigrazione al Cpr

Gradisca, presidio anti Ddl immigrazione al Cpr

LA PROTESTA

Gradisca, presidio anti Ddl immigrazione al Cpr

Di Enrico Valentinis • Pubblicato il 21 Feb 2026
Copertina per Gradisca, presidio anti Ddl immigrazione al Cpr

Una settantina di manifestanti delle associazioni 'Laburjana' e 'Rivoluzione Anarchica' chiedono la chiusura delle strutture e il diritto all'uso dei cellulari.

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Si sono posizionati in Borgo Santa Maria Maddalena nel pomeriggio di oggi, sabato 21 febbraio, i manifestanti, le cui associazioni maggiormente rappresentate erano “Laburjana” e “Rivoluzione Anarchica”, che hanno riunito circa 70 persone provenienti da Trieste e Gorizia davanti al Cpr di via Udine a Gradisca d’Isonzo. Si sono fatti sentire con una manifestazione, rimasta statica e contenuta dietro le transenne, denominata “Presidio di solidarietà ai reclusi di Gradisca e di tutti i CPR”. Vari gli interventi, accompagnati da momenti musicali sui temi della legalità e della giustizia, che hanno caratterizzato la protesta. Tra i temi più sentiti dai partecipanti, quello dell’utilizzo del cellulare personale all’interno dei Centri di permanenza per i rimpatri: «I telefoni sono tassativamente banditi all’interno della struttura – ha sottolineato al megafono un manifestante – a chi entra nei Cpr viene fornito un apposito dispositivo privo di telecamere».

La compagine organizzatrice ha inoltre analizzato le recenti rivolte interne ai Cpr, descrivendo le forze dell’ordine presenti come «molto violente nei confronti dei detenuti». Al centro delle critiche anche il nuovo Ddl immigrazione approvato dal Governo, che, a loro dire, vieterebbe le visite parlamentari nei vari Cpr d’Italia. «Speriamo che il Ddl non passi e che i cellulari possano essere utilizzati, in modo che possano emergere testimonianze», ha proseguito una giovane contestatrice, concludendo con lo slogan: «I CPR si chiudono col fuoco, si chiudono una volta, si chiudono di nuovo!».

Per completezza di cronaca, va detto che gli attivisti hanno schernito chi – come la nostra testata – era presente sul posto. Visti i toni e gli atteggiamenti, la stampa presente in loco per documentare legittimamente quanto stava avvenendo si è vista costretta a mantenersi a distanza dai manifestanti. Sul posto erano presenti anche le forze dell’ordine, a presidio della manifestazione e a tutela della sicurezza pubblica. 

Ha collaborato Salvatore Ferrara 

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