NEL FINE SETTIMANA
A Gradisca la due giorni dell'Azione Cattolica sul tema ‘Testimoni di speranza’
Sabato 5 e domenica 6 settembre l'appuntamento diocesano riunisce le realtà parrocchiali del territorio per riflettere sulla vocazione missionaria dei laici, con interventi di Claudia D'Antoni, Luca Diotallevi e Pierpaolo Triani, e la presenza dell'arcivescovo Giampaolo Dianin.
Due giorni di confronto sul ruolo dei laici, sulle trasformazioni della società e sulle sfide che attendono la Chiesa e le comunità locali. È il programma della due giorni Diocesana dell'Azione Cattolica di Gorizia, in calendario sabato 5 e domenica 6 settembre a Gradisca d'Isonzo, sul tema "Testimoni di speranza. La vocazione missionaria dei laici".
L'iniziativa riunirà rappresentanti e aderenti delle realtà parrocchiali della diocesi e sarà un'occasione per fare il punto sull'esperienza associativa, ma soprattutto per guardare alle prospettive future.
Al centro della giornata di domenica gli interventi di Claudia D'Antoni, del Centro Studi dell'Azione Cattolica Italiana, del sociologo Luca Diotallevi, docente all'Università Roma Tre, e di Pierpaolo Triani, del Coordinamento nazionale per il Cammino sinodale in Italia. È prevista anche la presenza dell'arcivescovo di Gorizia, monsignor Giampaolo Dianin.
La riflessione partirà da una domanda concreta: quale può essere oggi il contributo dei laici nella Chiesa e nella società? Un tema che incrocia questioni come la partecipazione, l'impegno civile, l'educazione dei giovani e la capacità delle comunità di affrontare i cambiamenti.
La due giorni sarà inoltre uno dei primi momenti di confronto in vista del nuovo triennio associativo. «Non si tratta soltanto di programmare nuove attività - spiega il presidente diocesano Paolo Cappelli - ma di capire quale Azione Cattolica vogliamo costruire: più presente sul territorio, capace di coinvolgere i giovani e di formare persone disponibili ad assumersi responsabilità».
L'obiettivo, conclude Cappelli, è trasformare l'appuntamento di Gradisca in un punto di partenza: «Non siamo qui soltanto per custodire una storia, ma per continuare a scriverla».
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