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Gorizia vista con gli occhi della poesia: nascono gli ‘Itinerari di-versi’
Frutto del laboratorio di scrittura Ute di Barbara Sturmar, sono stati raccolti in un inedito volume. La presentazione il 16 settembre.
La poesia come itinerario in grado di tramutare strade o ricordi in sedimentazione di versi e cristalli di emozioni. Sta per essere presentato il volume “La città. Itinerari di-versi”, raccolta poetica nata dal Laboratorio di scrittura dell’Università della Terza Età di Gorizia, ideata e realizzata sotto la guida della professoressa Barbara Sturmar. L’incontro si terrà mercoledì 16 settembre alle 17.30 nella sala Dora Bassi di via Garibaldi 7, con intermezzo musicale di “Yellow Garage” e la partecipazione di Francesca Pipia, Sandro Bucciol e Amelia Romano. Il progetto è sfociato per il secondo anno nell’antologia che verrà presentata alla cittadinanza, e segue il consenso unanime riscosso dalla prima pubblicazione “Poeti per caso”. «Sull’onda del successo del Laboratorio di scrittura creativa dell’anno accademico 2023/2024 – racconta Sturmar – il corso ha proseguito il suo cammino sinuoso, e nel contesto speciale del 2025 si è scelto di dedicare le attività al tema delle Città: un soggetto fertile e plurale, capace di offrire ai partecipanti l’opportunità di indagarne le sue molteplici sfaccettature, cogliendo peculiarità e suggestioni che un momento così unico poteva rendere ancora più vive e visibili». Un florilegio che narra con un viaggio letterario ed emozionale le strade del capoluogo isontino e di altre città, fino a tramutare ricordi ed esperienze dei corsisti in materia incandescente.
«Si tratta di un corso di Scrittura creativa che va avanti da due anni – spiega la presidente Ute Gorizia Lucia Samero – impostato da Sturmar sulla poesia durante le poche ore a disposizione. Molti degli iscritti hanno parlato di Gorizia: città di confine e di passaggio, di intersezioni culturali e di dialogo, oggi protagonista di un momento storico di grande valore simbolico, in quanto Capitale Europea della Cultura 2025 insieme a Nova Gorica». I versi scritti dagli allievi di Ute trasformano così la memoria in chiave interpretativa del presente, sublimando il vissuto in esperienza collettiva. Fino a confluire nel libro curato dalla docente e saggista goriziana d’adozione Sturmar, che raccoglie le testimonianze di chi ha esperito lo spazio urbano con uno sguardo nuovo. «Questo libro – prosegue Samero – nasce dall’incontro tra la città e le parole, tra i luoghi attraversati ogni giorno e quelli custoditi nella memoria. Le poesie – rimarca – uniscono esperienza personale, storica ed emotiva. Sono voci mature, libere, che dimostrano come la creatività non conosca limiti d’età e come la scrittura possa essere strumento di crescita interiore, di confronto, di condivisione e partecipazione culturale».
Un laboratorio di scrittura durante il quale gli studenti hanno potuto toccare con mano il cuore pulsante della poesia, cimentandosi in quel percorso che fa stillare dall’anima strofe e frammenti. Il titolo gioca sulla doppia accezione “di-versi”, alludendo alla genuinità di uno sguardo nuovo e al contempo alla riflessione sulla propria interiorità. Dove il flusso narrativo s’intreccia ai fili della memoria comune, originando una vera e propria mappa poetica in cui orientarsi. Un lirismo che assurge a bussola per districarsi nel caos della vita quotidiana, proponendo geometrie e luoghi del cuore che si allontanano dalle tradizionali mete turistiche. Nuclei imperniati intorno a nostalgia e stupore, emozioni rapprese nel tessuto urbano per restituire geografie dell’anima e angoli senza tempo. Un progetto che conferma il laboratorio come spazio di cittadinanza attiva e benessere mentale, in grado di dar voce e dignità alla terza età. Un’ulteriore preziosa tessera che arricchisce il goriziano e valorizza il mosaico collettivo transfrontaliero fiorito con Go! 2025.
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