Gorizia, torna il doppio senso e la città si interroga sul futuro di corso Italia

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Gorizia, torna il doppio senso e la città si interroga sul futuro di corso Italia

Di Timothy Dissegna • Pubblicato il 14 Set 2021
Copertina per Gorizia, torna il doppio senso e la città si interroga sul futuro di corso Italia

Plauso generale per il ritorno al doppio senso, ma rimangono critiche sulle ciclabili. Le impressioni della città.

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La fine della sperimentazione del senso unico in corso Italia trova il plauso di tanti. Dopo le parole del sindaco di Gorizia, Rodolfo Ziberna, arrivano infatti i commenti di chi, in questi mesi, si è schierato apertamente sulla questione. A partire dai promotori della raccolta firme contro la modifica, che avevano raggiunto oltre duemila adesioni con la loro petizione. “Mi ha lasciata perplessa com’è stata data la notizia - spiega una dei tre componenti, Giulia Roldo -. Noi non siamo mai stati interpellati ma senza il nostro impegno, non saremmo mai arrivati a questo punto”.

Si dice quindi contenta del risultato ottenuto, che rispecchia le richieste avanzate dallo stesso documento presentato all’amministrazione, ossia tornare alla situazione ex ante. “Rimane la perplessità su com’è stata gestita la vicenda - prosegue - è stato un bel fulmine a ciel sereno”. Plaude alla decisione anche Francesco Piscopo, ormai ex componente di maggioranza e capogruppo di Aiutiamo Gorizia, che proprio in consiglio comunale aveva presentato una mozione per chiedere lo stop dei lavori: “Alla fine - commenta -, l’atto presentato e sottoscritto da 11 consiglieri era lungimirante”.

L’esponente dell’Aula sottolinea che se si fosse votato già all’epoca “avremmo evitato di far spendere 60mila euro alla cittadinanza per fare questa sperimentazione. Ora si dovranno usare ulteriori soldi. Ziberna ha fatto un passo indietro perché ha capito che il progetto non è gradito alla città. Speriamo che non ci siano problemi in futuro per una possibile verifica di qualche organo contabile”. Dall’altra parte del Consiglio, Federico Gabrielcig (Percorsi) parla del “piano malefico del sindaco”, ossia “proclamarsi Salvatore della patria creando lui stesso il problema”.

“Sarebbe bastato non creare il problema". Gabrielcig rimarca: "Mi auguro che i cittadini non si facciano fregare ancora da questa amministrazione di pasticcioni che per un capriccio del sindaco, in un colpo solo, illudono i sostenitori del senso unico, creano divisioni in città e buttano soldi pubblici”. Tra chi aveva espresso le proprie opinioni, chiedendo di salvaguardare la cicloviabilità, c’è anche il comitato dedicato, con Marko Marinčič che per conto suo non risparmia critiche sulla scelta di riportare le piste sui controviali: “Sono rimasto esterrefatto”.

“Non credevo che avessimo un sindaco così codardo - affonda - a fronte di un gruppetto di malpancisti, i soliti goriziani fautori del non se pol e chi, per interessi politici, aveva strumentalizzato la questione della ciclabile. Resta il fatto che Gorizia ha fatto un timido tentativo in questo periodo, necessario per una mobilità sostenibile, e la pista ha funzionato benissimo”. Sul fronte dei commercianti, il presidente dell’Ascom Gianluca Madriz, attende ora nuovi sviluppi: “Mi pare sia un atto dovuto, che corrisponde a quanto ritenuto inizialmente con la sperimentazione”.

Un periodo, questo, “che non da i risultati e lascia tutti scontenti - sottolinea - ed è positivo tornare alla situazione precedente, senza sperimentazioni a casaccio. Mettiamoci tutti attorno a un tavolo per decidere il percorso di piano del traffico. Noi siamo disponibili”. Dal canto suo, lo stesso sindaco evidenzia che ora l’obiettivo “è far ripartire il confronto sul futuro di corso Italia che già ben prima del senso unico aveva dato segnali di crisi. Questo è solo uno dei tanti fronti, ovviamente, su cui siamo impegnati per il rilancio turistico ed economico di Gorizia”.

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