Gorizia, studenti del Fabiani e del D’Annunzio protagonisti del Progetto ‘Clothes Lab’

Gorizia, studenti del Fabiani e del D’Annunzio protagonisti del Progetto ‘Clothes Lab’

L’ATTIVITÀ

Gorizia, studenti del Fabiani e del D’Annunzio protagonisti del Progetto ‘Clothes Lab’

Di S.F. • Pubblicato il 25 Mar 2026
Copertina per Gorizia, studenti del Fabiani e del D’Annunzio protagonisti del Progetto ‘Clothes Lab’

Gli studenti guidati dalla professoressa Silvia Ladogna sono stati stimolati a riflettere sullo spreco, sul consumo eccessivo di abbigliamento e sull’importanza del dono dell’inutilizzato.

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“Clothes Lab: reducing waste and overconsumption by donating”, è il progetto realizzato con le classi 1A e 1B dell’Istituto Max Fabiani e delle 1ATT e 1BTT dell’Isis D’Annunzio ad indirizzo turistico di Gorizia. Un’analisi dei capi di abbigliamento presenti nel proprio armadio, una loro revisione e la condivisione di quelli che non si indossano quasi mai. Una scelta: dedicare alcuni capi alle persone più bisognose. È un progetto portato avanti dalla professoressa Silvia Ladogana negli ultimi mesi. La scorsa settimana, il 20 marzo, insieme alle quattro classi prime e ad altri docenti, la collega si è recata presso gli uffici parrocchiali della chiesa di Sant’Ignazio, dove ogni alunno/a ha effettuato una donazione di uno o più capi di vestiario in buono stato, che non utilizzava più. «Il tutto è partito, durante lo studio della “Unit” sui vestiti, da alcuni compiti di realtà che ho assegnato ai ragazzi, per far sì che cominciassero a riflettere sullo spreco e sul consumo eccessivo di vestiario e sulla possibilità di donare», spiega professoressa Silvia Ladogna.

Lo scorso 20 marzo, la docente si è recata - insieme alle quattro classi prime e ad altri insegnanti - negli uffici parrocchiali della chiesa di Sant’Ignazio, dove ogni studente ha effettuato una donazione di uno o più capi di abbigliamento in buono stato, non più utilizzati. Come illustrato da Ladogna, l’iniziativa ha preso avvio nell’ambito di un’unità didattica dedicata ai vestiti, durante la quale sono stati proposti agli studenti alcuni compiti di realtà, con l’obiettivo di stimolare una riflessione sullo spreco e sul consumo eccessivo di abbigliamento e sulla possibilità concreta di donare ciò che non viene più utilizzato.

Il percorso si è articolato in diverse fasi. In un primo momento, ai giovani è stato chiesto di contare tutti i capi di abbigliamento in loro possesso, annotandone il numero preciso. Successivamente, hanno individuato almeno tre capi, distinguendo tra quelli non più utilizzati e quelli mai indossati. I capi selezionati sono stati poi portati a scuola per partecipare a un’attività di “Clothes Swap” in lingua inglese, durante la quale gli studenti li hanno descritti e scambiati tra loro.

I vestiti rimasti sono stati infine destinati a una donazione collettiva presso un ente benefico. Parallelamente, le classi, suddivise in gruppi di lavoro operanti sia in presenza sia da remoto secondo la metodologia della “flipped classroom”, hanno realizzato un articolo riassuntivo del progetto, redatto prima in italiano e poi in inglese. A completamento dell’attività, gli studenti hanno ideato slogan in lingua inglese, accompagnati da rappresentazioni visive — tra cui immagini, stampe e disegni — volte a illustrarne e rafforzarne il significato. 

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