il racconto
Gorizia, il sogno di Paolo diventa realtà: «Ho corso la Maratona di New York»

L'atleta è volato a New York dove, il giorno dopo il suo compleanno, ha partecipato alla Maratona: «Era la prima volta, un'emozione unica».
Alla fine, le gambe tremavano per la grande fatica ma soprattutto per aver vissuto un’emozione unica. Paolo Feleppa è tornato a Gorizia da qualche giorno, ma ancora adesso le immagini della sua esperienza alla Maratona di New York gli passano nitide davanti gli occhi. È stato un vero e proprio sogno, quello che il 39enne è riuscito a realizzare il 5 novembre indossando il pettorale della maratona più famosa del mondo, grazie al regalo fattogli da amici e famiglia con una colletta andata avanti per due anni.
Volare oltreoceano non è infatti una passeggiata, in termini di impegno fisico e soprattutto economico, ma questo era uno degli obiettivi che l’atleta si era posto da tempo. Festeggiato con ancora più grande euforia, complice il proprio compleanno che cadeva il giorno prima della manifestazione, registrando anche un risultato notevole: 3 ore e 54 minuti. “Era il sogno della vita - racconta lui stesso -, in origine pensavo di farla per i miei 40 anni, quindi l’anno prossimo, ma alla fine abbiamo anticipato il tutto”.
Una sfida nella sfida quella che l’ha portata nella Grande Mela, complice anche l’infortunio che l’ha costretto a rimanere fermo per gran parte dell’estate fino a fine settembre. Feleppa, per altro, non aveva mai fatto una maratona in vita sua: “Facevo già atletica e gare di corsa, ma prima mi allenavo su 15/20 chilometri. Da inizio anno ho iniziato ad allungare il chilometraggio con un ritmo più lento. Il risultato finale ha stupito anche me, pensavo di concludere sopra le 4 ore e questa cosa mi inorgoglisce ancora di più”.
L’atmosfera vissuta lì, comunque, ha fatto il suo: “Non avrei mai pensato che fosse così emozionante. Ti fanno sentire importante anche solo per ritirare il pettorale, è tutto immenso e bellissimo”. Anche se numericamente Feleppa era solo uno dei 50mila partecipanti, il calore percepito dal pubblico ai lati della strada lo ha sentito tutto per sé: “Su tutto il percorso c’è sempre una marea di gente che ti incita, con tanta musica e bambini che ti battono il cinque e cartelli motivazionali. Nei primi chilometri corri con il sorriso”.
Inevitabilmente, poi, subentra la stanchezza ma l’arrivo a Central Park gli ha dato la scarica di adrenalina decisiva per tagliare il traguardo: “Ti godi tutto quel momento. Anche se quando arriva la fine sei stanco morto, non ti sembra vero che sia conclusa”. Quando Feleppa ricorda quei momenti, i brividi riaffiorano come se stesse per indossare di nuovo il pettorale. Lui stesso non esclude di proseguire con questo inaspettato amore per i 42 chilometri, mettendo già nel mirino l’appuntamento di Roma nel 2025. Il sogno è anche Londra.
Non dimentica di ringraziare chi ha reso possibile tutto questo: “L’idea originale era fare la maratona con gli amici, ma è un costo non indifferente”. Loro stessi sono stati i più grandi supporter, seguendo miglio dopo miglio il suo percorso e riempiendolo di messaggi per congratularsi con lui. Al ritorno in aeroporto, poi, l'accoglienza trionfale. Nella city, peraltro, ha fatto amicizia con dei ragazzi di Arezzo, Brescia e San Sepolcro: “Ci siamo scambiati i contatti, chissà che non ci rincontreremo in altre gare”. Nel frattempo, riprenderà gli allenamenti con un anno di stop dalle gare, proprio per preparasi al meglio agli appuntamenti futuri.
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