IL PROGETTO
A Gorizia sbarca ‘Arte e genetica’: a Palazzo Coronini la scienza legge i capolavori artistici
Lunedì 9 febbraio l’Università di Trieste presenta due laboratori sull'iconodiagnostica, un approccio interdisciplinare tra la medicina e la storia dell’arte per comprendere le malattie rare.
Per secoli li abbiamo ammirati come simboli di grande ed assoluta perfezione. Eppure la Gioconda mostra segni riconducibili a una possibile ipercolesterolemia, la Venere di Botticelli presenta un piede cavo e numerosi Gesù Bambini del Cinquecento rivelano tratti compatibili con la sindrome di Down. Dietro la bellezza dei grandi capolavori dell’arte si cela una diversità che gli artisti hanno saputo ritrarre con naturalezza, senza filtri né censure, in epoche in cui l’imperfezione non era qualcosa da nascondere, ma parte integrante della realtà umana. Da questa visione nasce “Arte e genetica: la diversità come unicità”, progetto dell’Università di Trieste finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia, che porta a Gorizia due nuovi appuntamenti pensati per insegnare a osservare l’arte con gli occhi della medicina e della scienza. Attraverso laboratori interattivi, il progetto invita a scoprire come la diversità sia da sempre la vera fonte dell’unicità umana.
Lunedì 9 febbraio, al Palazzo Coronini Cronberg di Gorizia, il pubblico potrà partecipare a due eventi complementari. Nel pomeriggio, alle 15, prenderà forma il laboratorio artistico “L’imperfezione perfetta: quando la malattia si fa arte”, con Giacomo Andrea Faroldi e Francesca Boldrin, drammaturgia e regia di Paolo Quazzolo e consulenza storico-artistica di Massimo Degrassi. A seguire, alle 17, sarà proposto il laboratorio scientifico “Interpretare l’arte con la genetica: dai dipinti al codice della vita”, a cura dell’Università degli Studi di Trieste. Durante l’incontro, due attori, supportati da immagini, guideranno il pubblico alla scoperta di celebri opere d’arte, svelando le relazioni tra i personaggi raffigurati e le patologie ipotizzate. Attraverso una costante interazione con gli spettatori, il percorso si trasforma in un affascinante viaggio tra storia, storia dell’arte e medicina, mettendo in luce le potenzialità di un approccio interdisciplinare. Le opere analizzate spaziano dalla preistoria all’età contemporanea e diventano il punto di partenza per una riflessione condivisa.
L’esperienza è pensata come un momento altamente coinvolgente per avvicinarsi alla genetica e alle malattie rare. Genetisti, ricercatori e un testimonial speciale accompagnano i partecipanti in un percorso interattivo che unisce arte, scienza e partecipazione attiva. Quiz, sfide di squadra e giochi di osservazione rendono il pubblico il vero protagonista dell’incontro, trasformando quelle che vengono comunemente considerate “imperfezioni” in preziose chiavi di lettura della storia di tutti noi. Tutti gli appuntamenti sono a ingresso gratuito, con prenotazione obbligatoria tramite la piattaforma Eventbrite. All’interno del programma sfogliabile sono inoltre disponibili QR code per l’iscrizione.
Il progetto è ideato dal Dipartimento Universitario Clinico di Scienze Mediche, Chirurgiche e della Salute dell’Università di Trieste, sotto la responsabilità scientifica di Giorgia Girotto, direttrice del Laboratorio di Genomica e Bioinformatica dell’IRCCS Burlo Garofolo di Trieste. Al centro dell’iniziativa vi è l’iconodiagnostica, disciplina che applica la diagnostica medica allo studio delle opere d’arte per individuare sintomi e segni clinici nei soggetti rappresentati. Grazie alle moderne tecnologie genomiche, oggi è possibile non solo migliorare le diagnosi delle malattie rare, ma anche rileggere il passato, attribuendo una possibile spiegazione scientifica a caratteristiche che un tempo venivano considerate semplici stranezze o peculiarità estetiche. Particolare attenzione è dedicata alle malattie genetiche rare, che attraverso l’arte e il teatro escono dall’astrazione dei numeri per diventare storie riconoscibili, comprensibili e profondamente umane. L’empatia rappresenta il cuore pulsante del progetto, con l’obiettivo di andare oltre la diagnosi e incontrare la persona nella sua interezza. L’iniziativa è realizzata in partenariato con l’IRCCS materno infantile Burlo Garofolo, Stazione Rogers, Immaginario Scientifico e Il Rossetti – Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con i Comuni di Muggia e Udine. Per ulteriori informazioni è possibile scrivere a arte.genetica@units.it o consultare il sito www.units.it.
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