Gorizia, sarà la Sinagoga a ospitare gli eventi in occasione del Giorno della Memoria

Gorizia, sarà  la Sinagoga a ospitare gli eventi in occasione del Giorno della Memoria

L’INIZIATIVA

Gorizia, sarà  la Sinagoga a ospitare gli eventi in occasione del Giorno della Memoria

Di REDAZIONE • Pubblicato il 23 Gen 2026
Copertina per Gorizia, sarà  la Sinagoga a ospitare gli eventi in occasione del Giorno della Memoria

Il Tempio di via Ascoli sarà  aperto al pubblico dalle 10.30 alle 18.30 con ingresso gratuito. Durante la mattina del 27 gennaio saranno organizzate visite guidate seguite alle 17 da letture di testi a cura di Elisabetta Loricchio.

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Sarà  la Sinagoga a ospitare martedì 27 gennaio gli eventi di riflessione e approfondimento promossi dal Comune in occasione del Giorno della Memoria, ricorrenza internazionale volta a commemorare le vittime dell'Olocausto. Il Tempio di via Ascoli, il più antico della regione, sarà  aperto al pubblico dalle 10.30 alle 18.30. Nel corso della giornata sarà  proposta una serie di iniziative, in collaborazione con associazioni e storici del territorio. Inoltre, alle 9 nel piazzale Martiri della Libertà  d'Italia, sarà  deposta una corona d'alloro al Monumento dei Deportati in Germania.

Martedì 27 si potrà  visitare con ingresso libero tutto il complesso della Sinagoga, quindi il Tempio e gli spazi annessi, tra cui la Saletta Michelstaedter, lo spazio espositivo e la Corte, in cui sono collocati la stele dell'artista Simon Benetton e la lapide commemorativa dei deportati della Comunità  Ebraica Goriziana nel 1943 nei campi di sterminio nazisti.

Dalle 10.30 alle 13 saranno proposte visite guidate a cura di Emanuela Uccello sull'opera pittorica del filosofo Carlo Michelstaedter (1887-1910), soffermandosi nella Saletta a lui dedicata, contenente una scelta delle opere pittoriche più significative del Fondo Michelstaedter, costituito con la donazione della sorella Paula alla Biblioteca Civica di Gorizia di disegni, dipinti, quadri, manoscritti, pubblicazioni. Alle 17 sarà  la volta di “Le Parole della Memoria”, letture di testi a cura di Elisabetta Loricchio, che nell'occasione esporrà  anche alcuni libri. Grazie alla Comunità  Ebraica e al Museo Ebraico di Trieste oltre che all'associazione Amici di Israele, potrà  essere visitata la mostra dell'istituto Yad VaShem dal titolo “Punti di luce. Essere una donna nella Shoah”, che illustra storie di vita personale in prima persona, focalizzandosi su aspetti come la maternità , l'amicizia, la fede e la resistenza nel quotidiano.

Per quanto riguarda il futuro della Sinagoga, sono stati messi i ferri in acqua per una gestione che la faccia diventare un elemento di punta per l'attrattività  del territorio. A questo proposito, dopo un incontro con la Comunità  ebraica di Trieste, è stato individuato anche un collegamento con il Museo Ebraico di Trieste, nell'ottica di approfondire ulteriormente la storia ebraica partendo da Gorizia, agganciandosi ad altre realtà  e creando una rete per la valorizzazione dell'ex ghetto. In questo contesto di grande importanza è il cimitero di Valdirose. Saranno quindi a breve definiti nuovi orari e nuove modalità  di accesso.

Gorizia ha avuto storicamente accertata la presenza di una comunità  ebraica fin dal XIII secolo. Il primo insediamento cittadino è testimoniato nella “terra di sotto” ai piedi del Colle del Castello, nel vicolo che a tutt'oggi conserva l'antico toponimo di Cocevia. Della fine del XVII secolo poi, per volontà  dell'Imperatore Leopoldo I, fu istituito il Ghetto di Gorizia dove gli ebrei praticavano le loro attività  commerciali, bancarie e manifatturiere legate alla lavorazione della seta. In questo contesto, nel corso dei secoli, molti studiosi e letterati ebrei si guadagnarono ampia fama tanto da far conoscere Gorizia come la “piccola Gerusalemme sull'Isonzo”.

Pur non essendo mai una comunità  molto numerosa, quella ebraica fu per la storia della città  una presenza importante nell'ambito della borghesia cittadina sotto il dominio asburgico quasi totalmente irredentista: molti i protagonisti della Comunità  che aderirono all'idea nazionale italiana almeno fino al 1938. ovvero fino all'emanazione delle leggi razziali. Con l'occupazione nazista, il 23 novembre 1943, tutti gli ebrei rimasti in città  furono deportati ad Auschwitz e pochissimi fecero ritorno. Nel 1969 la decimata Comunità  goriziana si unì a quella di Trieste. Costruita nel 1756, la Sinagoga fu utilizzata dalla Comunità  ebraica di Gorizia fino a quell'anno. Nel 1978 la Comunità  di Trieste donò l'edificio in abbandono al Comune, perché lo restaurasse e lo destinasse ad attività  culturali riguardanti l'ebraismo: dopo una serie di importanti lavori di restauro la riapertura del Tempio avvenne nel 1984. Attualmente il Tempio non è adibito al culto.

La Sinagoga, di rito askenazita, fu costruita nella seconda metà  del XVIII secolo: nel 1894, a fronte dell'abbattimento di alcune case del Ghetto, fu realizzato il cortile d'accesso preceduto dal portone coronato da un frontone che si affaccia tutt'oggi sulla via Ascoli. Entrando una lapide ricorda gli ebrei deportati nel '43 e accanto si può ammirare una scultura dedicata di Simon Benetton.

Dietro l'edificio il giardino è intitolato a Bruno Faber, il neonato goriziano deportato nel '43 ad Auschwitz, da cui non fece ritorno.

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