L’INIZIATIVA
Gorizia, sarà la Sinagoga a ospitare gli eventi in occasione del Giorno della Memoria
Il Tempio di via Ascoli sarà aperto al pubblico dalle 10.30 alle 18.30 con ingresso gratuito. Durante la mattina del 27 gennaio saranno organizzate visite guidate seguite alle 17 da letture di testi a cura di Elisabetta Loricchio.
Sarà la Sinagoga a ospitare martedì 27 gennaio gli eventi di riflessione e approfondimento promossi dal Comune in occasione del Giorno della Memoria, ricorrenza internazionale volta a commemorare le vittime dell'Olocausto. Il Tempio di via Ascoli, il più antico della regione, sarà aperto al pubblico dalle 10.30 alle 18.30. Nel corso della giornata sarà proposta una serie di iniziative, in collaborazione con associazioni e storici del territorio. Inoltre, alle 9 nel piazzale Martiri della Libertà d'Italia, sarà deposta una corona d'alloro al Monumento dei Deportati in Germania.
Martedì 27 si potrà visitare con ingresso libero tutto il complesso della Sinagoga, quindi il Tempio e gli spazi annessi, tra cui la Saletta Michelstaedter, lo spazio espositivo e la Corte, in cui sono collocati la stele dell'artista Simon Benetton e la lapide commemorativa dei deportati della Comunità Ebraica Goriziana nel 1943 nei campi di sterminio nazisti.
Dalle 10.30 alle 13 saranno proposte visite guidate a cura di Emanuela Uccello sull'opera pittorica del filosofo Carlo Michelstaedter (1887-1910), soffermandosi nella Saletta a lui dedicata, contenente una scelta delle opere pittoriche più significative del Fondo Michelstaedter, costituito con la donazione della sorella Paula alla Biblioteca Civica di Gorizia di disegni, dipinti, quadri, manoscritti, pubblicazioni. Alle 17 sarà la volta di “Le Parole della Memoria”, letture di testi a cura di Elisabetta Loricchio, che nell'occasione esporrà anche alcuni libri. Grazie alla Comunità Ebraica e al Museo Ebraico di Trieste oltre che all'associazione Amici di Israele, potrà essere visitata la mostra dell'istituto Yad VaShem dal titolo “Punti di luce. Essere una donna nella Shoah”, che illustra storie di vita personale in prima persona, focalizzandosi su aspetti come la maternità , l'amicizia, la fede e la resistenza nel quotidiano.
Per quanto riguarda il futuro della Sinagoga, sono stati messi i ferri in acqua per una gestione che la faccia diventare un elemento di punta per l'attrattività del territorio. A questo proposito, dopo un incontro con la Comunità ebraica di Trieste, è stato individuato anche un collegamento con il Museo Ebraico di Trieste, nell'ottica di approfondire ulteriormente la storia ebraica partendo da Gorizia, agganciandosi ad altre realtà e creando una rete per la valorizzazione dell'ex ghetto. In questo contesto di grande importanza è il cimitero di Valdirose. Saranno quindi a breve definiti nuovi orari e nuove modalità di accesso.
Gorizia ha avuto storicamente accertata la presenza di una comunità ebraica fin dal XIII secolo. Il primo insediamento cittadino è testimoniato nella “terra di sotto” ai piedi del Colle del Castello, nel vicolo che a tutt'oggi conserva l'antico toponimo di Cocevia. Della fine del XVII secolo poi, per volontà dell'Imperatore Leopoldo I, fu istituito il Ghetto di Gorizia dove gli ebrei praticavano le loro attività commerciali, bancarie e manifatturiere legate alla lavorazione della seta. In questo contesto, nel corso dei secoli, molti studiosi e letterati ebrei si guadagnarono ampia fama tanto da far conoscere Gorizia come la “piccola Gerusalemme sull'Isonzo”.
Pur non essendo mai una comunità molto numerosa, quella ebraica fu per la storia della città una presenza importante nell'ambito della borghesia cittadina sotto il dominio asburgico quasi totalmente irredentista: molti i protagonisti della Comunità che aderirono all'idea nazionale italiana almeno fino al 1938. ovvero fino all'emanazione delle leggi razziali. Con l'occupazione nazista, il 23 novembre 1943, tutti gli ebrei rimasti in città furono deportati ad Auschwitz e pochissimi fecero ritorno. Nel 1969 la decimata Comunità goriziana si unì a quella di Trieste. Costruita nel 1756, la Sinagoga fu utilizzata dalla Comunità ebraica di Gorizia fino a quell'anno. Nel 1978 la Comunità di Trieste donò l'edificio in abbandono al Comune, perché lo restaurasse e lo destinasse ad attività culturali riguardanti l'ebraismo: dopo una serie di importanti lavori di restauro la riapertura del Tempio avvenne nel 1984. Attualmente il Tempio non è adibito al culto.
La Sinagoga, di rito askenazita, fu costruita nella seconda metà del XVIII secolo: nel 1894, a fronte dell'abbattimento di alcune case del Ghetto, fu realizzato il cortile d'accesso preceduto dal portone coronato da un frontone che si affaccia tutt'oggi sulla via Ascoli. Entrando una lapide ricorda gli ebrei deportati nel '43 e accanto si può ammirare una scultura dedicata di Simon Benetton.
Dietro l'edificio il giardino è intitolato a Bruno Faber, il neonato goriziano deportato nel '43 ad Auschwitz, da cui non fece ritorno.
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