L’INIZIATIVA
A Gorizia ‘Sangue e latte', viaggio tra maternità, ostetricia e stregoneria nel tardo Medioevo
L’appuntamento è per il 2 maggio in Sala Dora e vedrà l’intervento della dottoressa Giulia Lovison che analizzerà il rapporto tra corpo femminile e costruzione religiosa.
Il gruppo Chiavi della Voce organizza per il 2 maggio l’incontro ‘Sangue e latte: maternità, ostetricia e stregoneria nel tardo Medioevo’, che si terrà alla Sala Dora Bassi di Gorizia alle 17.30.
A introdurre e illustrare i contenuti sarà la dottoressa Giulia Lovison. L’iniziativa nasce dal lavoro del gruppo Chiavi della Voce, che da alcuni anni promuove incontri dedicati all’informazione e alla sensibilizzazione su temi legati alla parità di genere e all’attualità.
Il contributo analizza la gravidanza e la maternità nel tardo Medioevo a partire dal rapporto tra corpo femminile e costruzione religiosa, assumendo come chiave interpretativa la simbologia del sangue e del latte. Attraverso fonti dottrinali e processuali, l’intervento indaga il modo in cui tali fluidi, centrali nell’esperienza della gestazione, del parto e dell’allattamento, vengono investiti di significati ambivalenti all’interno della cultura cristiana.
Da un lato, il sangue e il latte sono associati alla generazione e al nutrimento della vita; dall’altro, essi possono essere percepiti come veicoli di contaminazione e pericolo, dando origine a rappresentazioni che insistono sulla vulnerabilità del corpo femminile.
In questo quadro, pratiche e saperi legati alla gravidanza e al parto – spesso trasmessi in ambito femminile – si collocano in una zona di tensione tra legittimità e sospetto.
Particolare attenzione è dedicata alla rielaborazione di tali elementi nel discorso religioso, dove la maternità può essere alternativamente valorizzata o problematizzata, fino a essere rovesciata nelle narrazioni demonologiche che enfatizzano la distruzione della vita e la perversione delle funzioni materne.
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