L’INIZIATIVA
Gorizia, il ritratto di Antonio Bonne entra nella Galleria dei Sindaci del Municipio
L'opera, donata dalla giornalista Marilisa Bombi colma un'assenza nella memoria storica cittadina. Fu il primo sindaco eletto dopo l'annessione all'Italia, in carica solo pochi mesi nel 1922, e si rifiutò di aderire al Fascismo.
Una figura ingiustamente assente dalla memoria storica collettiva di Gorizia, pur essendo stato il protagonista di una stagione cruciale della vita cittadina. Antonio Bonne è stato il primo sindaco eletto dopo l'annessione della città all'Italia e il testimone del difficile passaggio tra due epoche, quella della Gorizia asburgica e quella italiana. A questa assenza si è posto rimedio con il posizionamento del suo ritratto su una parete del piano nobile del Municipio, nella cosiddetta Galleria dei Sindaci. L'opera è stata donata al Comune da Marilisa Bombi, blogger e podcaster che nei mesi scorsi ha promosso e realizzato diverse iniziative pubbliche per far conoscere alla cittadinanza un personaggio rimasto a lungo in disparte.
«Bonne è stato sindaco in un'epoca straordinariamente importante per il nostro territorio e la nostra città, quindi il posizionamento del suo ritratto ha colmato una lacuna nella nostra Galleria dei sindaci e dei podestà. Questi corridoi sono percorsi anche da tanti cittadini, che dopo aver visto i quadri magari desiderano approfondire la storia di Gorizia. Ringrazio di cuore Marilisa Bombi per il suo costante lavoro di ricerca, che ci ha permesso di rimediare a un'assenza» ha dichiarato il sindaco Rodolfo Ziberna.
Dopo aver ringraziato il primo cittadino per aver accolto la sua proposta, oltre a Vincenzo Compagnone ed Elio Candussi per averla affiancata nel lavoro di recupero della figura di Bonne, Marilisa Bombi ha spiegato: «Collocare questo ritratto nella Galleria dei sindaci significa completare un racconto. Le istituzioni hanno il compito di amministrare il presente, ma anche di custodire la memoria collettiva. In una città che ha fatto del dialogo tra lingue e culture diverse uno dei propri tratti distintivi, la figura di Bonne ci ricorda che la vera ricchezza di questa terra non è mai stato il confine che divide, ma la frontiera che mette in relazione».
In una Gorizia ancora ferita e semidistrutta dalla guerra, Antonio Bonne ebbe un incarico difficile, in un tempo di macerie materiali e morali. Rimase in carica per pochi mesi, dal 1° febbraio al 16 novembre 1922, dopo l'annessione della città all'Italia. Nonostante le pressioni ricevute, si rifiutò di aderire al movimento fascista, scegliendo di non tradire coloro che avevano sostenuto la sua candidatura e la sua elezione.
La sua figura è stata al centro di una puntata del podcast di approfondimento storico "Voci dal confine", curato da Marilisa Bombi per Gorizia News & Views, del convegno "Novecento goriziano. Un secolo conteso. Antonio Bonne e il difficile primo dopoguerra della città" e di uno spettacolo teatrale, costruito attraverso lo sguardo della moglie Petronilla Contin, che intreccia dimensione privata e storia collettiva. È ora in preparazione un libro a lui dedicato.
Il quadro, opera di un autore che ha scelto di rimanere anonimo, è un olio su tela con cornice dalle dimensioni di 78x97 centimetri.
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