IL MONUMENTO AL PARCO DELLA RIMEMBRANZA
Gorizia ricorda i caduti per l'Impero Austro-Ungarico. Spanghero: «Rari i monumenti di questo tipo»
Una stele in pietra con iscrizioni in tedesco, italiano, sloveno e friulano rende omaggio ai 2mila goriziani caduti sui fronti della Grande Guerra. Ziberna, «monumento frutto di un grande amore per la storia».
àˆ stato inaugurato questa mattina al parco della Rimembranza di Gorizia, sabato 22 novembre, il nuovo monumento dedicato ai circa 2mila concittadini goriziani che militarono nell'armata austro-ungarica durante la Grande Guerra, primo nel suo genere in città . Una stele in pietra di forma piramidale dalla sommità tronca che, attraverso semplici iscrizioni in tedesco, italiano, sloveno e friulano – le quattro lingue allora correntemente parlate a Gorizia – rende omaggio a coloro che, partiti nell'agosto del 1914 per i lontani fronti del conflitto, non fecero mai ritorno.
L'opera, pensata ed eseguita dagli ingegneri Marco Geromin e Bruno Pascoli, è costata 17mila euro, interamente provenienti dai fondi dell'Associazione Isonzo. «Un monumento frutto di un grande amore per la storia – ha sottolineato il sindaco Rodolfo Ziberna – perché è tramite questi esempi che la memoria si tramanda e non viene dimenticata». Parole condivise anche dall'assessore alla Cultura, Fabrizio Oreti, che ha definito l'opera «un'importante testimonianza della storia della nostra città in occasione di GO! 2025».
Il presidente dell'Associazione Isonzo, Andrea Spanghero, ha ricordato come questo memoriale sia particolarmente significativo, poiché «ormai rari sono i monumenti dedicati ai caduti austro-ungarici e questo è il primo di questo tipo in città », combattenti troppo spesso rimasti nell'ombra della memoria collettiva. Spanghero si è detto inoltre molto soddisfatto della grande collaborazione e del contributo dell'amministrazione comunale: «L'amministrazione ha compreso la motivazione di questo monumento e ha favorito il proseguo di una storia che sennò sarebbe stata dimenticata». A impartire la benedizione è stato don Walter Milocco.Â
Foto di Enrico Valentinis, Silvo Stok e Sergio Marini.
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