A Gorizia la festa dei cori richiama 230 bambini, ritorna Zlata grla
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A Gorizia la festa dei cori richiama 230 bambini, ritorna Zlata grla

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A Gorizia la festa dei cori richiama 230 bambini, ritorna Zlata grla

Di Timothy Dissegna • Pubblicato il 17 Mar 2023
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La rassegna compie 20 anni e inizia venerdì prossimo con il concerto al Bratuž, cinque cori in gara e otto fuori concorso.

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Riparte la rassegna corale Zlata grla al Kulturni center Lojze Bratuž di Gorizia e lo fa festeggiando l’importante traguardo dei 20 anni. Questa mattina, è stato presentato il programma che vedrà protagonisti 13 gruppi di voci bianche e 230 bambini, nel fine settimana dal 24 al 26 marzo. A organizzare il tutto è l’associazione Prosvetno društno Vrh sv. Mihaela di San Michele del Carso, insieme all’Unione dei cori parrocchiali sloveni della provincia di Gorizia, registrando un notevole numero di iscrizioni.

Dopo tre anni di stop a causa della pandemia, infatti, la risposta dei partecipanti ha rincuorato gli organizzatori sul seguito immutato della manifestazione. Come illustrato dalla segretaria del circolo carsolino, Giulia Cernic, il calendario degli appuntamenti inizierà venerdì prossimo con il concerto alle 20 del coro misto giovanile Emil Komel diretto da David Bandelj, coro a voci bianche della scuola elementare France Bevk di Tolmino diretto da Barbara Kovačič e il Coro Contrà del Pordenonese diretto da Jessica Lot.

Sabato, invece, il Bratuž si riempirà di giovani coristi per la ventesima edizione della rassegna. Due tipi di concerto previsti: quello competitivo con cinque realtà partecipanti inizierà alle 15, mentre alle 17.30 seguirà quello non competitivo, al quale prenderanno parte otto cori. Da oltreconfine giungeranno il coro a voci bianche della scuola elementare Dušan Munih di Santa Lucia d’Isonzo, diretto da Erika Bizjak, e il coro giovanile della scuola di musica Rogaška Slatina diretto da Andreja Došler.

Tre le formazioni dall’Italia: coro a voci bianche Etko Mužetko diretto da Karen Ulian, coro a voci bianche Emil Komel diretto da Damijana Čevdek e coro giovanile Emil Komel diretto da Mateja Černic. A decretare il vincitore della competizione saranno David Bandelj, Barbara Kovačič e Camilla di Lorenzo. Quest’ultima giungerà da Roma e l’indomani guiderà un laboratorio per far scoprire ai più piccoli le innumerevoli possibilità espressive, comunicative e ritmiche di ciascuno con la voce, la Lingua dei segni e body percussion.

Il laboratorio, intitolato Nel regno dei suoni e dei segni, verrà svolto in lingua italiana. Contemporaneamente, Ia direttrice di coro Aleksandra Pertot terrà l’iniziativa Giochi di canto, in lingua slovena. In questi due momenti, i bambini delle scuole elementari e medie avranno modo di scoprire il mondo della musica e della coralità attraverso il gioco e il movimento. I festeggiamenti si concluderanno alle 18 con il concerto dei partecipanti. In questa occasione si esibirà anche il coro a voci bianche dell’associazione F.B. Sedej di San Floriano del Collio.

Quest’ultimo, infatti, è stato presente a tutte le 20 edizioni della rassegna corale. La manifestazione, nata nel 2001 a San Michele e arrivata a Gorizia nel 2005, ha visto crescere tanti amanti della musica, come la presidente del circolo organizzatore Karen Ulian, che ha ricordato la propria esperienza dapprima come corista, quindi direttrice di coro e infine alla guida dell’associazione. Attenzione ai giovani espressa nella stessa preparazione dell'evento, affidata interamente a Cernic, seguita dalle studentesse del liceo scientifico e scienze umane Gregorčič.

“Siamo contenti di avere qui tre giorni di attività corale per i bambini - ha commentato la presidente del Bratuž, Franka Žgavec - è un momento educativo e corale dei ragazzini che si incontrano”. Entusiasta dell’iniziativa anche Damiana Čevdek, a capo dell’Unione dei cori parrocchiali sloveni, così come Sabina Volk, del Fondo sloveno per le attività culturali. “Se educhiamo bene i bambini - ha sottolineato l’assessore alla cultura, Fabrizio Oreti -, saranno adulti migliori e avranno coscienza di vivere in una zona d’Europa importante”.

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