IL PROGETTO EUROPEO
Gorizia, presentati i risultati transfrontalieri di ‘DATIS’: accessibilità digitale in ambito turistico ancora sotto il 40%
Il focus sull’attenzione prestata dai siti web di operatori turistici all’utilizzo da parte di persone con disabilità. Ruolo centrale del Consorzio Il Mosaico con visite pilota al Museo del San Michele.
Sono stati presentati a Gorizia i risultati finali del progetto europeo DATIS – Digital pioneers of accessible tourism, iniziativa finanziata dal Programma Interreg VI-A Italia-Slovenia 2021-2027 e dedicata allo sviluppo di un turismo più accessibile, inclusivo e innovativo nell’area transfrontaliera tra Italia e Slovenia.
Tra i protagonisti del progetto vi è il Consorzio Il Mosaico, che ha coordinato le attività pilota italiane e il coinvolgimento diretto delle persone con disabilità nei percorsi di valutazione e co-progettazione delle esperienze turistiche accessibili.
DATIS nasce dalla consapevolezza che il turismo accessibile non riguarda soltanto l’eliminazione delle barriere fisiche, ma anche la possibilità per ogni persona di accedere in autonomia alle informazioni necessarie per pianificare e vivere un viaggio. Per questo il progetto ha lavorato contemporaneamente su accessibilità digitale, fisica e comunicativa, coinvolgendo università, enti turistici, associazioni delle persone con disabilità e operatori del settore.
I risultati sono stati illustrati nel corso dell’evento finale ospitato il 19 maggio al Grand Hotel Entourage di Gorizia. In apertura gli interventi di Mario Brancati, presidente della Consulta regionale delle associazioni delle persone con disabilità e delle loro famiglie, e di Štefan Kušar dell’Unione slovena delle associazioni dei ciechi e degli ipovedenti, che hanno sottolineato la necessità di costruire reti permanenti tra istituzioni, territori e utenti per rendere il turismo realmente inclusivo.
Nel corso dell’evento sono stati presentati i principali risultati del progetto. La ricerca coordinata dall’Università di Trieste, realizzata su 405 persone con disabilità tra Italia e Slovenia, ha evidenziato come il turismo rappresenti un importante strumento di inclusione sociale, autonomia e benessere personale, ma anche quanto persistano ostacoli legati alla mancanza di informazioni accessibili, alle barriere architettoniche e alla scarsa preparazione dei servizi turistici.
Particolare attenzione è stata dedicata al tema dell’accessibilità digitale. Maša Malovrh di Beletrina, esperta della principale casa editrice letteraria slovena e specializzata nello sviluppo di progetti di accessibilità digitale, ha illustrato i risultati dell’analisi su circa 100 siti web di operatori turistici italiani e sloveni, evidenziando come molti portali risultino ancora difficilmente utilizzabili da persone con disabilità visive, cognitive o sensoriali. L’analisi ha rilevato un livello medio di accessibilità digitale pari al 37% per gli operatori sloveni e al 40% per quelli italiani. Tra le criticità più frequenti sono emerse: immagini prive di descrizioni, video senza sottotitoli, scarso contrasto cromatico, difficoltà di navigazione tramite tastiera e moduli non accessibili.
«Attraverso il progetto abbiamo unito ricerca, analisi dell’accessibilità, esperienza degli utenti e linee guida pratiche per supportare operatori e destinazioni turistiche nel diventare più inclusive. Il messaggio è chiaro: l’accessibilità digitale non è un elemento aggiuntivo, ma una condizione di base per un turismo realmente aperto a tutti» ha dichiarato Malovrh.
Nel territorio goriziano, inoltre, Criba FVG ha realizzato un’analisi dell’accessibilità di circa 50 operatori turistici già inseriti nel database di PromoTurismoFVG. Grazie alle attività di analisi e mappatura realizzate nell’ambito di DATIS, oggi PromoTurismo ha a disposizione dati e strumenti utili per rafforzare ulteriormente il percorso già in atto improntato sull’accessibilità delle destinazioni e dei servizi turistici del Friuli Venezia Giulia.
Un ruolo centrale nel progetto è stato inoltre svolto dalle azioni pilota coordinate dal Consorzio Il Mosaico presso il Museo del Monte San Michele di Sagrado. Le attività hanno coinvolto persone con disabilità cognitive, utenti dei servizi di salute mentale, educatori e caregiver in esperienze immersive pensate per valutare accessibilità, usabilità e qualità dell’esperienza turistica. Le visite pilota hanno permesso di raccogliere indicazioni concrete sull’utilizzo di strumenti digitali, visori VR, contenuti multimediali e sistemi di comunicazione accessibile, evidenziando l’importanza di progettare soluzioni insieme agli utenti finali e non soltanto per gli utenti.
«Queste attività hanno rappresentato una preziosa occasione per mettere al centro le persone più fragili, non semplici fruitori ma co-progettisti - ha sottolineato Luca Fontana, presidente del Consorzio Il Mosaico - l’accessibilità digitale deve diventare una pratica concreta e quotidiana all’interno dell’offerta culturale e turistica del territorio».
La giornata si è conclusa con le testimonianze dirette dei partecipanti alle visite pilota e con la presentazione delle linee guida sviluppate dal progetto, che saranno rese disponibili online per supportare operatori e destinazioni turistiche nel miglioramento dell’accessibilità dei propri servizi.
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