Gorizia, a Palazzo Lantieri la Lega Nazionale svela i siti delle foibe dei deportati goriziani

Gorizia, a Palazzo Lantieri la Lega Nazionale svela i siti delle foibe dei deportati goriziani

LA CERIMONIA

Gorizia, a Palazzo Lantieri la Lega Nazionale svela i siti delle foibe dei deportati goriziani

Di Enrico Valentinis • Pubblicato il 11 Feb 2026
Copertina per Gorizia, a Palazzo Lantieri la Lega Nazionale svela i siti delle foibe dei deportati goriziani

Presentata la documentazione sui luoghi del martirio durante la cerimonia con Menia e Zecchi. Il sodalizio lancia l’appello, «necessario un memoriale per i nostri caduti».

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Ha avuto luogo nel pomeriggio di domenica 8 febbraio, al Salone degli Specchi di Palazzo Lantieri a Gorizia, la cerimonia del Giorno del Ricordo. L’evento, nel corso del quale sono stati resi pubblici i siti nei quali risultano infoibati i deportati del Goriziano, è stato organizzato dalla Lega Nazionale di Gorizia, con il patrocinio del Comune, in collaborazione con l’Associazione delle Famiglie dei Caduti e Dispersi in Guerra di Gorizia e con il Comitato 10 Febbraio. Alla cerimonia hanno preso parte anche i rappresentanti del Governo, tra cui il Viceprefetto e il senatore Roberto Menia.

La cerimonia ha registrato una partecipazione civile significativa, con il Salone degli Specchi completamente occupato, nonostante le difficoltà logistiche legate alla concomitanza di più eventi cittadini. L’incontro è stato dedicato alla memoria dello storico Diego Redivo, recentemente scomparso.

I momenti musicali al pianoforte, a cura del maestro don Federico Butkovic, hanno accompagnato gli interventi del senatore Roberto Menia, definito il padre del Giorno del Ricordo, e del filosofo e scrittore Stefano Zecchi, che hanno ripercorso il significato storico e civile della ricorrenza.

Nel suo intervento, il senatore Menia ha ripreso l’iter che ha portato all’istituzione del Giorno del Ricordo, soffermandosi anche sul tema di GO! 2025 e sulla necessità di una memoria autenticamente condivisa, richiamando l’attenzione sulla scritta “Tito” che campeggia su un versante del Monte Sabotino, indicata come elemento che ostacola un percorso di reale riconciliazione e alternanza culturale.

Dopo i saluti istituzionali, l’ingegner Pier Raimondo Cappella ha introdotto il cavaliere Julia Marchi, presidente regionale dell’Associazione Nazionale Famiglie Caduti e Dispersi in Guerra, che ha condiviso un ricordo personale legato alle sue compagne di scuola, figlie di esuli.

Il professor Ugo Falcone, referente regionale del Comitato 10 Febbraio, ha quindi sottolineato l’importanza della trasmissione della memoria storica alle nuove generazioni, evidenziando il valore educativo delle commemorazioni.

In chiusura, Urizio ha presentato documentazione relativa ai siti delle foibe nei quali risultano deportati cittadini goriziani, ribadendo la richiesta di un impegno istituzionale volto al recupero dei resti o, in alternativa, alla realizzazione di un memoriale. È stato oltretutto rinnovato l’appello al Comune — rappresentato in occasione dall’assessore Silvana Romano — affinché venga valorizzato anche il secondo Lapidario, attraverso interventi di illuminazione e l’intitolazione del percorso che collega i due siti memoriali a “Percorso del Ricordo”. La cerimonia, condotta dalla professoressa Vittoria Cavalcante Alfano, si è conclusa con l’esecuzione del “Va’ pensiero” di Giuseppe Verdi.

Foto pagina Facebook di Lega Nazionale Gorizia.

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