L’INIZIATIVA
Gorizia, otto città di confine riunite al IV Meeting delle città transfrontaliere d’Europa
L’incontro promosso da Associazione Mitteleuropa e GECT GO ha messo al centro welfare culturale, benessere e collaborazione. Paolo Petiziol «Le nostre città di confine sono pronte a presentarsi a Bruxelles unite».
Otto nazioni per altrettante realtà urbane divise da un confine, ma unite dalle stesse esigenze e visioni per il futuro: welfare culturale, salute e cooperazione transfrontaliera sono stati al centro del IV Meeting delle città transfrontaliere d'Europa, organizzato ieri 17 settembre Gorizia da Associazione Mitteleuropa e da GECT GO.
«Oggi emerge con chiarezza l'evidenza che le città di confine condividano la stessa visione, in particolare sul welfare culturale, sul benessere e sulla qualità della vita dei cittadini - ha detto il presidente di Mitteleuropa Paolo Petiziol - anche guardati singolarmente, tutte le testimonianze che abbiamo ascoltato oggi vanno nella stessa direzione: condivisione, inclusività e sistematicità d’azione. Le nostre città di confine sono pronte a presentarsi a Bruxelles unite, con progetti condivisi e con una programmazione a lungo termine da portare al tavolo europeo».
Protagoniste, insieme a Gorizia e Nova Gorica, le coppie di città gemelle divise da un confine di Cieszyn Polonia e Český Těšín Repubblica Ceca, Valga Estonia e Valka Lettonia, oltre a Nova Gradiška Croazia, Bad Radkersburg Austria e Gornja Radgona Slovenia.
Il welfare culturale è stato il filo conduttore della prima parte di convegno: un modello, riconosciuto anche dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, che utilizza arti visive, performative e patrimonio culturale come strumenti di prevenzione e promozione della salute e del benessere psicologico e sociale. Diversi studi internazionali dimostrano che le azioni di welfare culturale possono ridurre le visite dal medico di base, gli accessi al pronto soccorso, i ricoveri ospedalieri e la domanda di assistenza psicologica.
A tracciare lo stato dell'arte e le opportunità del welfare culturale è stato Ezio Benedetti, coordinatore progetti UE di GECT GO. Il modello agisce su tre livelli: individuale (salute mentale, autostima, qualità della vita), comunitario (legami sociali e riduzione dell'isolamento, in particolare nelle aree interne e montane) e sistemico, integrando la cultura nelle politiche di welfare, sanità e istruzione.
Da qui la pratica, già diffusa in diversi paesi europei, della prescrizione sociale: non solo farmaci, ma la lettura di un libro o la partecipazione a un corso teatrale prescritti dal medico di famiglia. Un'attenzione arrivata nel 2025 anche nei documenti della Commissione Europea e che in Italia, nell'aprile 2026, ha portato alla firma di un protocollo tra ministero della Cultura e ministero della Salute. La Regione Friuli Venezia Giulia, dopo l'anno da Capitale europea della Cultura, ha avviato una mappatura delle pratiche di welfare culturale già attive sul territorio, primo passo per costruire politiche strutturate.
La seconda parte della giornata è stata dedicata al rapporto tra benessere, alimentazione e cittadinanza. A moderare gli interventi, Moreno Zago, professore di Sociologia del turismo e delle relazioni internazionali, che ha presentato il cibo come determinante e indicatore insieme di benessere: da un lato l'accesso a un'alimentazione sicura e adeguata condiziona direttamente la salute delle persone, dall'altro il modo in cui una società distribuisce, consuma e condivide il cibo racconta le sue diseguaglianze e la qualità delle sue relazioni sociali.
Le scelte alimentari, dalla provenienza degli alimenti allo spreco, dicono anche che tipo di società vogliamo. Un tema ancora più significativo nei territori transfrontalieri: il cibo può raccontare confini, ma anche superarli. Può costruire identità diverse e, nello stesso tempo, creare relazioni, paesaggi condivisi e nuove reti.
Sara Basso, professoressa di urbanistica all'Università degli Studi di Trieste, ha presentato l'Atlante del Cibo Transfrontaliero, un progetto di ricerca che mappa per la prima volta i sistemi alimentari di un territorio a cavallo del confine italo-sloveno, rendendo visibili le reti tra produzione, distribuzione e consumo che uniscono le due città.
Oltre a tutti gli interventi tecnici e alle testimonianze delle città di confine, sono intervenuti per un saluto istituzionale Ester Fedullo, Prefetto di Gorizia, Patrizia Artico, delegata dal Sindaco di Gorizia, Samo Turel, sindaco di Nova Gorica, Giulio Valentini, delegato per Fondazione Carigo, Romina Kocina, direttrice del Gect GO e Lidia Glavina, consigliere di Civibank.
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