Da Gorizia a Nova Gorica, 'One dance european city' unisce le due città

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Da Gorizia a Nova Gorica, 'One dance european city' unisce le due città

Di Eliana Mogorovich • Pubblicato il 20 Feb 2026
Copertina per Da Gorizia a Nova Gorica, 'One dance european city' unisce le due città

Il progetto di Artisti Associati, SNG e Aterballetto lo scorso ottobre ha creato una passeggiata transfrontaliera da rivivere nel docufilm di Michele Pupo e Ruben Vuaran.

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Germogliare il futuro è la frase che meglio rappresenta l’obiettivo del 2025, un obiettivo perfettamente incarnato da Odec, One Dance European City, il progetto di Artisti Associati – Centro di Produzione Teatrale e Teatro Nazionale Sloveno (SNG) di Nova Gorica. Un’iniziativa ambiziosa, nata a maggio 2024 e conclusasi idealmente ieri sera nella sala 2 del Kinemax con la proiezione del docufilm realizzato da Michele Pupo e Ruben Vuaran durante le giornate di svolgimento del progetto, realizzatosi nello scorso mese di ottobre.

“Un percorso a tappe dove la danza incontra il territorio” è lo slogan che ha accompagnato l’iniziativa, realizzata parallelamente a Visavì Dance festival e resa possibile grazie alla collaborazione del Centro coreografico Nazionale Aterballetto di Reggio Emilia al cui repertorio di Microdanze si è attinto per alcune delle proposte completando il ventaglio dell’offerta grazie a una call lanciata nel settembre 2024 e rivolta a compagnie e artisti dell’area transfrontaliera.

Come ha spiegato il direttore artistico di Artisti Associati Walter Mramor, con Odec si è voluto «mettere in dialogo danza e territorio, far sì che si valorizzino a vicenda e diano qualcosa di unico e originale». Il balletto contemporaneo, con alcuni dei suoi coreografi e compagnie più rappresentativi, è andato dunque ad abitare spazi non convenzionalmente assegnati alla danza, creando un’originale e appassionante passeggiata transfrontaliera iniziata nella sede di Borgo Live Academy in via Rastello e conclusa nel teatro Nazionale Sloveno di Nova Gorica, con la piazza Transalpina come centro ideale del percorso.

Per realizzare l’idea, partita dall’assunto base di Go!2025 che Gorizia e Nova Gorica siano una sola città, senza alcuna barriera geografica, mentale e artistica, si è dunque proceduto in primis all’individuazione delle compagnie. Dal repertorio di Aterballetto, da tempo impegnata nella valorizzazione di location inconsuete attraverso brevi coreografie spesso appositamente create allo scopo, sono giunte le performance di coreografi come Angelin Preljocaj (“Near life experience”), Philippe Kratz (“Afterimage”), Ina Lesnakowski (“Platform 02”) e Diego Tortelli (“A gig”), coreografo attualmente impegnato nel coordinamento della cerimonia di chiusura di Milano Cortina 2026.

La call pubblicata a settembre 2024 ha invece portato all’individuazione dei lavori di Pablo Girolami (“Kuxaphe”), Daša Grgič (“De gratiis, she walks up the stairs threee times”), Giovanni Lenarduzzi (“Dira libido”) e Anna Savanelli (“Nlocc – Nexus Luminoso Oltre i Confini del Corpo”). Accanto a queste, Francesca Lattuada di Aterballetto ha creato una coreografia per gli allievi del Liceo coreutico di Udine, appositamente pensata per piazza Transalpina.

Le nove tappe del percorso sono state precedute da numerosi sopralluoghi e da uno studio preliminare che ha visto affiancate Sara Basso del dipartimento di Architettura dell’Università di Trieste e l’architetto Nika Zulian di Nova Gorica. Oltre ai luoghi già menzionati, a essere animati dalla danza sono stati Palazzo De Grazia, la Fondazione Carigo, il giardino dell’Istituto Madri Orsoline, l’Eda Center, il Municipio di Nova Gorica e la biblioteca pubblica “Franc Bevk”.

Odec è stato finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del Fondo per piccoli progetti (Small Project Fund) GO! 2025 del Programma Interreg VI-A Italia-Slovenia 2021-2027 gestito dal Gect di Gorizia, la cui direttrice Romina Kocina ha ampiamente apprezzato il format innovativo capace di trasmettere in modo efficace il messaggio che la cultura permette di abbattere tutte le frontiere.

Secondo la direttrice del Teatro Nazionale Sloveno Miriam Drnovsček il progetto ha incarnato perfettamente lo spirito della Capitale europea venendo peraltro a creare nuove collaborazioni e consolidare quelle già attive, idea ripresa anche dall’assessore alla Cultura Oreti certo che il 2025 sia stato in grado di «far emergere il meglio da ognuno di noi. Odec ha permesso di conoscere luoghi inaspettati e di approfondire la conoscenza di quelli noti, dimostrando che è possibile ragionare uscendo da logiche a compartimenti stagni».

Sulla stessa scia di entusiasmo per il progetto e la sua perfetta sintesi dello spirito di Go!2025 anche Roberta Demartin, presidente della fondazione Carigo: «Quando mi chiedono cosa sia rimasto del 2025 rispondo l’energia della città e della cultura che fa vivere il territorio: è un’energia di enti, persone e diversi tipi di arte, capace di creare connessioni che rendono giustizia all’area transfrontaliera».

A concludere la serata, iniziata con la visione del docufilm, gli autori dell’opera Roberto Vuaran e Michele Pupo che hanno spiegato le idee che li hanno guidati. «Per noi è stata un’esperienza incredibile e nel documentario abbiamo ricreato il percorso dalla preparazione degli artisti fino ai loro ringraziamenti per la partecipazione al progetto».

Come sottolineato dagli autori, un ruolo di primo piano ha lo specchio, ampiamente utilizzato durante le interviste dei protagonisti e proposto per la sua valenza metaforica di riflesso reciproco delle due città e culture, ma anche celebrato come “spazio” di studio dei danzatori che attraverso di esso riescono a correggere quei movimenti che poi, nella performance finale, ambiscono alla perfezione.  

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