L’INAUGURAZIONE
Gorizia, nasce il Centro di Riferimento Informativo sulla Disabilità. La sede per l'orientamento e il supporto alle famiglie
Nata dalla sinergia tra Asugi e Terzo Settore si trova nella ‘Casa delle associazioni’. Offrirà ascolto e percorsi personalizzati a fragili e caregiver nel segno della Legge Regionale 16.
Taglio del nastro stamane, mercoledì 4 febbraio, per l’avvio delle attività del Centro di Riferimento Informativo sulla Disabilità – CRID di Gorizia, ospitato negli spazi della Casa delle Associazioni di via Duca D’Aosta, configurandosi come punto di ascolto, orientamento e supporto nell’accesso e nella fruizione dei servizi offerti.
«Ogni domanda è l’inizio di un percorso da costruire insieme»: è questo il pensiero che guida il CRID, nato per offrire ascolto, orientamento e informazioni chiare, accessibili e coordinate alle persone con disabilità e alle loro famiglie. L’obiettivo è garantire un punto di riferimento stabile sul territorio, capace di accogliere i bisogni e accompagnare le persone nella costruzione di percorsi personalizzati, lavorando in rete con associazioni, servizi e istituzioni, affinché nessuno venga lasciato solo di fronte alla complessità.
I principali obiettivi del Centro sono accogliere con empatia, ascoltare con competenza, orientare con chiarezza verso i servizi più adatti e accompagnare con continuità nel tempo. Il CRID si propone infatti come uno spazio di accoglienza e dialogo rivolto a persone con disabilità, famiglie e caregiver, offrendo supporto nella lettura dei bisogni e nella costruzione dei possibili percorsi. Fornisce inoltre informazione e consulenza personalizzata sui servizi sociali, sanitari, educativi e assistenziali presenti sul territorio, promuovendo autonomia, indipendenza e inclusione.
Fondamentale è anche l’attività di orientamento e accompagnamento nell’accesso ai servizi, aiutando ogni persona a individuare la soluzione più adeguata alle proprie esigenze, oltre alla mediazione e al raccordo con istituzioni, enti e associazioni.
«Quello che viene inaugurato oggi è un utilissimo collegamento diretto con il terzo settore, in modo da poter garantire in maniera puntuale i servizi a chi ne ha più bisogno», ha sottolineato Roberta Zona, presidente della Consulta Territoriale Isontina delle Associazioni delle persone con Disabilità e delle loro famiglie. Una realtà che, secondo la presidente, rappresenta «un importante principio di sussidiarietà orizzontale – ha spiegato – ciò che vogliamo garantire è un’assistenza continuativa che vada oltre il solo ambito ospedaliero».
Il progetto si inserisce all’interno di una convenzione seguita da ASUGI, che ha assegnato gli spazi della Casa delle Associazioni alle realtà del terzo settore risultate vincitrici di un bando, premiando i progetti maggiormente in sintonia con i propri obiettivi. Tra le associazioni coinvolte figurano la Consulta Territoriale Isontina, Anffas Gorizia, Ge.Co., La Farfalla, Amici dei Traumatizzati Cranici, Spiraglio, l’Associazione Diabetici, ADMO, i Donatori di Sangue e il Tribunale del Malato. Gli spazi sono stati assegnati alle singole associazioni e resi disponibili anche in modalità di sportello, favorendo una collaborazione sempre più stretta, in particolare tra la Consulta territoriale, Anffas, Ge.Co., La Farfalla e l’associazione dei traumatizzati cranici.
ASUGI, proprietaria effettiva dello stabile al civico 111, segue e accompagna questi progetti con l’obiettivo di garantire continuità negli interventi, andando oltre una risposta esclusivamente sanitaria e promuovendo un supporto sociale integrato con quello ospedaliero ed ambulatoriale. Un approccio che va a seguire quanto previsto dalla Legge regionale 16 del 2022, che, in continuità con la Legge 41 del 1996, ha aggiornato il quadro normativo in materia di disabilità, superando una visione obsoleta che considera la persona con disabilità esclusivamente come un paziente. Oggi l’attenzione è rivolta alla persona nella sua globalità, prendendo in carico tutti i bisogni e superando una logica esclusivamente sanitaria e ospedaliera.
La Consulta Territoriale Isontina, unica nel suo genere in Friuli Venezia Giulia, svolge un ruolo riconosciuto di interlocuzione tra il mondo associativo, le istituzioni pubbliche e la politica. Articolata in quattro consulte territoriali corrispondenti alle ex province, è riconosciuta come portatrice di interessi e rappresenta un punto di riferimento nel dialogo con enti pubblici, amministrazioni e il mondo della cooperazione.
Ad intervenire è stato anche Mario Brancati, presidente della Consulta Regionale delle Associazioni delle persone con Disabilità e delle loro famiglie del FVG: «Quella di oggi è una svolta epocale, luoghi che offrono questi servizi sono vitali – ha approfondito – ed essendo posizionato al centro della città potrà essere un utile punto per i cittadini».
L’ha definita «una realtà che rappresenterà un respiro per la sanità locale, aprendo un’importante stagione associativa» il dottor Giulio Antonini, direttore dei Servizi Sociosanitari di ASUGI.
Parole positive anche da parte dell’assessore con delega alle Politiche sociali, Welfare, Famiglie, Politiche sanitarie e Servizi socio assistenziali del Comune di Gorizia Silvana Romano e di Irene Cristin, assessore del comune di Monfalcone all’Associazionismo, Relazioni con i Rioni e Residenza Protetta: entrambe si sono dette «orgogliose di una realtà capace di ascoltare le tante voci bisognose», rimarcando il grande apporto della Legge regionale n. 16.
Interventi anche da parte di Carlo Grilli, consigliere regionale del FVG, che ha voluto sottolineare come una persona con disabilità abbia diritto a vivere una vita dignitosa e nel modo più sereno possibile e, riferendosi a chi assiste questa categoria di persone, li ha definiti «strumenti indispensabili».
A chiudere gli interventi è stato infine l’assessore regionale alla Salute, Politiche sociali e Disabilità, con delega alla Protezione civile, Riccardo Riccardi. Secondo l’assessore, sul tema dell’integrazione sociosanitaria la destinazione di spesa resta sottodimensionata rispetto alla gestione delle acuzie, che rappresentano solo una parte della risposta complessiva al bisogno di salute. «Questo deve far riflettere in relazione alla revisione della Rete oncologica – ha spiegato Riccardi – alla quale bisogna mettere mano con un approccio diverso rispetto a quello tentato trent’anni fa, in condizioni completamente diverse da quelle attuali».
Soffermandosi sulla legge regionale dedicata alla disabilità, Riccardi ha parlato di «un provvedimento che include aspetti culturalmente avanzati, quali la libertà della persona, l’inclusione e l’indipendenza nel lavoro e nella mobilità, tutti elementi di fronte ai quali il solo percorso terapeutico non è sufficiente».
All’evento erano inoltre presenti i consiglieri regionali Diego Bernardis, Laura Fasiolo e Diego Moretti, Cristiano Stea, direttore della Struttura complessa “Disabilità e Disturbi del Neurosviluppo dell’Adulto” di ASUGI, e Boris Černic, direttore della Struttura “Disturbi del Neurosviluppo e Psicopatologia dell’Età evolutiva” di ASUGI.
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