Gorizia modello per il futuro dell'ambiente: il verde diventa infrastruttura strategica per le città

Gorizia modello per il futuro dell'ambiente: il verde diventa infrastruttura strategica per le città

Ingegneria del verde

Gorizia modello per il futuro dell'ambiente: il verde diventa infrastruttura strategica per le città

Di REDAZIONE • Pubblicato il 13 Giu 2026
Copertina per Gorizia modello per il futuro dell'ambiente: il verde diventa infrastruttura strategica per le città

All'incontro promosso da Assoimpredia focus su innovazione, resilienza climatica e progettazione urbana. Dall'esempio olandese del Tegelwippen alle nuove frontiere dell'ingegneria del verde.

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Non basta piantare alberi. Per rendere le città più vivibili, resilienti e capaci di affrontare le sfide del cambiamento climatico serve un nuovo modo di progettare gli spazi urbani. È questo il messaggio emerso dall'incontro "Ingegneria del verde, eccellenza italiana", promosso da Assoimpredia, in sinergia con il Comune di Gorizia, e ospitato stamattina, sabato 13 giugno, nella sala Dora Bassi di Gorizia nell'ambito della "Passeggiata per l'Italia". Al centro del confronto, che ha coinvolto amministratori, professionisti e rappresentanti del mondo associativo, il ruolo sempre più strategico del verde urbano come infrastruttura capace di incidere sulla qualità della vita, sulla salute pubblica e sulla sostenibilità ambientale.

Tra gli spunti più innovativi emersi nel corso della mattinata, particolare attenzione ha suscitato l'esperienza olandese del "Tegelwippen", letteralmente "spazzapiastrelle", un progetto che nei Paesi Bassi ha coinvolto oltre 200 comuni e milioni di cittadini in una vera e propria competizione virtuosa per rimuovere cemento e pavimentazioni impermeabili, sostituendole con alberi, prati e vegetazione. L'iniziativa nasce da una constatazione semplice: le superfici cementificate aumentano il rischio di allagamenti durante le piogge intense, favoriscono la formazione delle isole di calore e riducono la biodiversità urbana. Restituire spazio alla natura significa invece migliorare il drenaggio delle acque, abbassare le temperature e rendere le città più salubri. Un modello che potrebbe offrire spunti interessanti anche per molte realtà italiane, dove il consumo di suolo e la crescente frequenza degli eventi climatici estremi impongono nuove strategie di adattamento.

Nel corso dell'incontro è stato inoltre evidenziato come la progettazione del verde debba basarsi sempre più su evidenze scientifiche e soluzioni innovative. Gli studi dedicati ai cosiddetti "canyon stradali" – le strade circondate da edifici alti e ravvicinati – dimostrano infatti che non tutte le soluzioni verdi producono automaticamente benefici. In alcuni contesti particolarmente densi, pareti vegetali e tetti verdi possono risultare più efficaci degli alberi tradizionali nel favorire la ventilazione naturale e migliorare la qualità dell'aria. Una riflessione che ha portato i relatori a sottolineare come l'ingegneria del verde rappresenti oggi una delle eccellenze italiane più interessanti, capace di integrare ricerca, innovazione tecnologica e progettazione urbana. Tra i protagonisti dell'incontro il direttore generale di Asso.Impre.Di.A., Alberto Patruno, che ha sottolineato la necessità di affrontare le sfide ambientali con un approccio scientifico, pianificato e partecipato, valorizzando il ruolo dell'ingegneria del verde come leva strategica per la qualità urbana e la resilienza dei territori.

Accanto a lui il sindaco di Gorizia Rodolfo Ziberna, che ha richiamato l'impegno della città nella valorizzazione del proprio patrimonio verde, evidenziando come gli investimenti realizzati negli ultimi anni abbiano contribuito a rendere Gorizia un modello nazionale per disponibilità e fruibilità degli spazi verdi pubblici. Sono poi intervenuti Diego Bernardis, consigliere regionale e presidente della V Commissione del Friuli Venezia Giulia; Marco Visconti, presidente del Comitato per lo sviluppo del verde pubblico del Ministero dell'Ambiente e presidente di RomaNatura; Ciro Degl'Innocenti, dirigente del Settore Verde, Parchi e Agricoltura Urbana del Comune di Padova; gli agronomi Alessandro Quattrin, presidente dell'Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali del Friuli Venezia Giulia, ed Emiliano Facchinetti, delegato regionale dell'Associazione Direttori e Tecnici Pubblici Giardini; l'architetto Valentina Cechet, consigliere dell'Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Gorizia; Celia Stefania Centonze, artista, designer e fondatrice di Plateam Group; Erri Faccini, vicepresidente dell'Associazione Florovivaisti Italiani-CIA; Emiliano Manari, direttore di RomaNatura; Michele Tusi, vicepresidente dell'Associazione Nazionale Vivaisti Esportatori (ANVE), e Massimo Lucidi, giornalista e presidente della Fondazione E-Novation.

L'appuntamento ha segnato anche il ritorno di Assoimpredia ai temi ambientali, con l'obiettivo di promuovere un approccio che unisca sostenibilità, partecipazione dei cittadini e sviluppo dei territori. A fare da cornice all'iniziativa una città come Gorizia, considerata tra i capoluoghi italiani più ricchi di spazi verdi fruibili dai cittadini e indicata come esempio di come gli investimenti nel patrimonio ambientale possano contribuire non soltanto al miglioramento della qualità urbana, ma anche alla costruzione di una maggiore coesione sociale. Dalla sfida delle "piastrelle" olandesi alle nuove frontiere della progettazione urbana, il messaggio emerso dalla mattinata goriziana appare chiaro: il verde non è più un elemento accessorio dell'arredo urbano, ma una vera infrastruttura strategica per il futuro delle città e delle comunità.

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