la polemica
Gorizia, minoranza all'attacco sugli orari dell'Aula: protesta su Paoletti
Giulia Roldo (Martina sindaco) attacca la gestione dell'Aula, problemi su orari e convocazioni.
Torna a fare discutere la gestione e convocazione del consiglio comunale a Gorizia. A puntare il dito nuovamente verso la presidente dell'assise, Silvia Paoletti, è Giulia Roldo (Martina sindaco) per protestare sugli orari di inizio delle assemblee. "Consigli comunali alle quattro del pomeriggio, persino alle 15 - attacca -, commissioni convocate sempre prima, mai ovviamente dopo l'orario di lavoro, insomma la priorità pare essere 'tornare a casa presto' piuttosto che permettere di conciliare attività politica e vita professionale a chi vuole svolgere entrambe con responsabilità ".
Per l'esponente della minoranza, "nel corso di ormai sei mesi di questa legislatura, la presidente Paoletti ha dimostrato anche da questo punto di vista di non essere in grado di rivestire opportunamente il proprio incarico, non prestando ascolto alle richieste dell'opposizione. Anzi facendo l'esatto opposto. La conferenza dei capigruppo, infatti, formata da un esponente per ogni gruppo presente in consiglio, aveva concordato lo scorso settembre che i consigli sarebbero sempre stati convocati almeno alle ore 17", andando incontro alle esigenze lavorative di ognuno.
Una soluzione "proprio per permettere ai consiglieri che vogliono svolgere seriamente il proprio lavoro - ancora Roldo - di non prendere continui permessi per partecipare alle riunioni. Invece, in totale autonomia, Paoletti ha progressivamente anticipato l'orario. Le è stato chiesto nuovamente di far fede all'impegno preso, ma non c'è stato verso. Stesso discorso per le commissioni. Parimenti all'ordine del giorno vengono 'tolti' gli argomenti che la maggioranza sa di 'dover' votare, ma non vuole votare perché proposti dall'opposizione. Benvenuti all'asilo".
Il riferimento è alla mancata discussione sulla commissione d'inchiesta sull'attacco hacker in consiglio comunale, rinviata già nella penultima seduta dell'Aula. "Siamo a Gorizia, non a Milano o Trieste - rimarca la giovane consigliera - direi che convocare il Consiglio il tardo pomeriggio, come si è sempre fatto in passato peraltro, consenta comunque di gestire le questioni all'ordine del giorno, evidentemente i valori di questa amministrazione sono cambiati rispetto ad anni fa. Ragion di più che oggigiorno se si supera la mezzanotte, i consiglieri non percepiscono il cosiddetto doppio-gettone".
"Quindi, i costi per la città resterebbero invariati anche se si dovesse 'fare tardi'. Aggiungo poi che i consigli per legge sono pubblici, quindi riunirsi a metà pomeriggio rende difficile partecipare anche ai cittadini che volessero sedere nel pubblico". Qui Roldo riprende il tema anche della chiusura delle sedute in presenza, con il "pubblico che peraltro hanno tenuto fuori dall'aula fino ad ora adducendo al Covid, nonostante la fine dello stato di emergenza. Mi rendo conto che chi ci amministra viva di politica da una vita, ma ricordo che noi comuni mortali per vivere dobbiamo lavorare".
"I permessi esistono per carità , così però come dovrebbe esistere il buonsenso, dovrebbe appunto". Anche a tal proposito, l'opposizione interverrà congiuntamente domani in conferenza stampa. Già in Aula, la stessa Paoletti aveva replicato alle critiche arrivate dall'opposizione sul tema, sostenendo di aver rispettato quanto deciso in conferenza dei capigruppo. Ha quindi ricordato di aver avviato la sperimentazione per presentare richiesta a sindaco o assessori già da qualche settimana, via mail, così da poter interrogare anche se arriva in ritardo.
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