CIMITERO COMUNALE
Gorizia inaugura il suo tempio crematorio con Sala del Commiato da 60 posti
Oggi il taglio del nastro della nuova struttura realizzata in project financing. Un'opera da quasi 3,9 milioni di euro. Ceneri consegnate in 48 ore ai parenti che potranno assistere alle operazioni.
Le prime quattro salme da cremare arriveranno domani, 22 luglio: il nuovo Tempio Crematorio Altair Funeral, realizzato dalla Altair Funeral su concesisone del Comune di Gorizia, è stato aperto oggi e da domani la struttura, completa anche di sala del ricordo, sarà in funzione. La società del Gruppo Funecap - principale operatore privato nel mercato italiano specializzato nella realizzazione e gestione di impianti crematori e servizi connessi - agisce attraverso la società di scopo Tempio Crematorio Gorizia S.r.l. che ha promosso un accordo di partenariato pubblico-privato e un progetto in project financing che prevede un investimento privato di 3,4 milioni di euro, senza oneri per l'amministrazione pubblica, con una concessione di 37 anni.
«La crescente richiesta di cremazioni è senza dubbio un segno dei tempi, nel senso che deriva anche dalle mutate condizioni sociali: oggi il rischio è che l'unico figlio non sia più nelle condizioni di occuparsi della cura della tomba di famiglia, magari perché vive all'estero», ha commentato il sindaco, Rodolfo Ziberna. «Oltre che rispondere alle esigenze del territorio, siamo certi che la Casa funeraria, quando le condizioni giuridiche lo consentiranno, potrà soddisfare anche le aspettative che arrivano da oltreconfine», così ancora il Primo cittadino. Nella stipula contrattuale dell'accordo d'uso dell'impianto, tra il Comune di Gorizia e Altair Funeral, si è stabilito che i residenti potranno beneficiare di riduzioni delle tariffe del 30 per cento.
La cremazione in Italia è ormai una tendenza consolidata e prevalente. Sono oltre 250 mila i processi di trasformazione all'anno, svolti nei 90 impianti attivi sul territorio nazionale. L'incidenza sfiora il 39% rispetto alla tumulazione, scelta nel 41% dei casi, e l'inumazione nel 20% (dati Rapporto Sefit-Utilitalia 2024). In questo scenario Altair Funeral agisce con 40 impianti nei quali prestano servizio 250 dipendenti e ha gestito circa 90mila cremazioni nell'anno 2025, il 31% del dato complessivo italiano e che sale al 45,6% se si considera il solo segmento degli operatori privati. È Altair a gestire anche i due impianti di Muscoli di Cervignano del Friuli e di Gemona del Friuli.
Il progetto si inserisce in un più ampio intervento di riqualificazione dell'area cimiteriale, con particolare attenzione all'accessibilità, alla funzionalità e alla qualità degli ambienti. Su una superficie complessiva di circa 2700 metri quadri si sviluppano nuove strutture per 420 mg dei quali circa la metà dedicati all'impianto di cremazione e a locali tecnici. La restante porzione della Casa Funeraria è destinata a locali di accoglienza, sala del commiato, uffici e servizi generali. Nelle pertinenze è stato realizzato anche un magazzino a disposizione del vicino cimitero mentre sono stati mantenuti il muro perimetrale in pietra e il pozzo centrale. Un pozzo adiacente, invece, è stato realizzato come luogo del ricordo dove poter disperdere le ceneri dei propri cari e, in appositi vicini muri in cemento armato, apporre delle targhe con il nome dell’estinto o estinta.
Il piano gestionale punta a garantire standard qualitativi d'eccellenza con servizi che prevedono la totale tracciabilità delle operazioni di cremazione, la disponibilità di una sala del commiato e di spazi riservati e intimi dedicati alla riconsegna delle urne. La struttura dispone di celle refrigerate per il deposito provvisorio dei feretri e si pone la finalità prioritaria di minimizzare i tempi di attesa. L'obiettivo di riconsegna è fissato entro le 48 ore. Una gestione responsabile, che non può prescindere dalla tutela del territorio, è assicurata da costanti attività di manutenzione programmata e dall'analisi delle emissioni, nel pieno rispetto dell'Autorizzazione Unica Ambientale.
Soddisfatto anche l’assessore ai cimiteri Maurizio Negro che ha ribadito i tempi di realizzazione brevi: «In poco più di tre anni e mezzo abbiamo realizzato l’intero edificio e stiamo lavorando per l’armonizzazione delle normative riguardanti le tematiche esequiali e funerarie tra Paesi europei essendo il nostro territorio stato scelto a livello comunitario insieme ad altri per questo laboratorio. L’utilizzo dell’impianto sarà inserito in questo contesto». Tra i punti sottolineati da Negro anche il desiderio, poi realizzato, di porre la cartellonistica in tre lingue: italiano, sloveno e friulano.
«È un lavoro – ha ribadito Michele Marinello, presidente di Altair Funeral – che va fatto consci di quanto si sta facendo con delicatezza in un rapporto particolare con le famiglie». A gestire l’impianto di Gorizia sarà Stefania, già responsabile dell’impianto di Gemona, assieme a Fausto, Amadea, Davide e Umberto. «Abbiamo portato tutte le esperienze che abbiamo raccolto negli anni e nelle varie strutture», così Marcello Peretti, progettista e direttore tecnico di Altair. «L’operazione si è conclusa in una struttura che è in grado di dare un servizio di qualità e moderno, riqualificando anche un’area che era fatiscente».
La benedizione, prima del taglio del nastro, è stata impartita da monsignor Carlo Bolcina, il quale ha ribadito il ringraziamento «per un luogo che finalmente consentirà a tutte le confessioni religiose e non di poter salutare i propri cari assieme».
Va detto, in ogni caso, che la storia del crematorio goriziano è molto più antica. Già nel settembre del 1925, infatti, il progetto del nuovo cimitero monumentale predisposto dall'ingegnere comunale Ferdinando Visintin prevedeva la realizzazione di un edificio destinato al forno crematorio con le relative sale per la conservazione delle urne cinerarie. L'impianto avrebbe dovuto occupare il vertice opposto rispetto all'ingresso principale, completando il disegno architettonico dell'intero complesso.
Quel tassello, tuttavia, non venne mai realizzato. Tra gli anni Venti e Trenta il cimitero assunse la configurazione monumentale ancora oggi riconoscibile, ma il crematorio rimase un progetto incompiuto. Per quasi un secolo i cittadini che sceglievano la cremazione sono stati costretti a rivolgersi agli impianti presenti in altre province.
L'iter per la realizzazione dell'opera moderna è iniziato nel 2021, quando il Consiglio comunale ha dichiarato di pubblico interesse il progetto di fattibilità. Dopo la gara europea del luglio dello stesso anno, l'appalto è stato aggiudicato nel marzo 2022 al raggruppamento composto da Altair Funeral, Edilver, ITS e dal progettista Paolo Marangon, cui è poi subentrata la società di progetto incaricata della costruzione e della futura gestione dell'impianto
La struttura comprende non soltanto il tempio crematorio ma anche una moderna casa funeraria, la sala del commiato comprensiva di 60 posti e tutti gli spazi destinati all'accoglienza delle famiglie. Negli ultimi mesi il progetto è stato ulteriormente affinato con una variante che ha previsto una nuova organizzazione della viabilità, l'ampliamento dei parcheggi e una migliore separazione tra i flussi diretti al cimitero e quelli della nuova struttura.
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