IL PERSONAGGIO
Gorizia, il Premio Santi Ilario e Taziano 2026 a Paolo Petiziol
Segnalazione di merito per la Dinamo. Il presidente Gect ha «lavorato per Go! 2025 e incarna l’anima mitteleuropea della città».
Sarà Paolo Petiziol, presidente del Gect dal 2021, il premio dei patroni Ilario e Taziano per il 2026. Assieme a lui anche un riconoscimento per la ASD Dinamo Gorizia visti i recenti risultati sportivi e la «capacità di offrire sviluppo sociale attraendo ogni partita al Palabigot oltre 2mila persone».
L’annuncio è stato dato oggi a Gorizia durante la conferenza stampa in Sala Bianca dal sindaco Rodolfo Ziberna e dai rappresentanti degli enti che si occupano della scelta del premio: Sergio Orzan, presidente del Consorzio per lo sviluppo del Polo Universitario di Gorizia, monsignor Nicola Ban, decano di Gorizia, Pietro Becci in rappresentanza della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia e Fabrizio Oreti, assessore alla cultura del Comune di Gorizia. Assente giustificata, ma partecipante alla scelta, la Camera di Commercio della Venezia Giulia.
«Questo premio vuole essere un grazie della città a persone che con il loro operato ne hanno onorato e fatto conoscere il nome», ha spiegato il sindaco Ziberna. «Paolo Petiziol è un grande amico di un territorio che va ben oltre Gorizia, che ama profondamente la sua terra e la sua storia e che fin da subito ha collaborato alla stesura dell’importante documento che è stato il Bid Book per la candidatura a Capitale europea della cultura 2025 insieme a Nova Gorica».
Il primo cittadino ha ricordato anche la scelta di affiancare al premio principale una segnalazione speciale alla Dinamo Gorizia. «È una realtà che dimostra come la pallacanestro sia vita e formazione del cittadino: una grande famiglia che, oltre ai risultati sportivi, pone attenzione anche agli aspetti educativi e sociali».
Come nel 2025, anche quest’anno la commissione valutatrice ha deciso di derogare al regolamento consegnando un premio speciale, testimonianza del clima di GO! 2025 nel quale è maturata la scelta di designare Petiziol. L’opera, realizzata da Plateam Group, raffigura un GO! Pharus in miniatura, simbolo del dialogo e della collaborazione nei territori di confine, che per questa edizione sarà realizzato in oro. Sul manufatto sono riportate anche le immagini dei santi patroni Ilario vescovo e Taziano diacono, martirizzati insieme ad altri cristiani il 16 marzo 284. «GO! Pharus ci parla di pace, cultura e radici», ha aggiunto Ziberna. «Visto che l’edizione di quest’anno del premio è in continuità con la Capitale europea della cultura, abbiamo voluto un simbolo che rappresentasse questo percorso».
Per monsignor Nicola Ban la scelta di Petiziol rappresenta «un riconoscimento bello e significativo per ringraziare lui e il Gect per il lavoro svolto in questi anni». «È stato capace di pensare a Gorizia in termini europei», ha sottolineato il decano, ricordando come già lo scorso anno fossero stati promossi diversi momenti di riflessione sulla cultura europea. «Petiziol ha sempre visto il nostro territorio non come una zona di confine ma come il cuore di una rete di relazioni nel cuore dell’Europa. In questo senso è pienamente goriziano e incarna bene il significato di questa città».
Anche Sergio Orzan ha voluto sottolineare il profilo del premiato, definendolo «una persona che incarna lo spirito friulano e sonziaco di Gorizia, amando profondamente la città che l’ha adottato». Orzan ha poi richiamato il valore della segnalazione alla Dinamo Gorizia, ricordando «la grande fatica che le società sportive fanno ogni giorno per mantenere i giovani vicini allo sport e ai suoi valori».
Dal canto suo Fabrizio Oreti ha evidenziato come «Gorizia possa vantare una qualità culturale e sociale molto alta nonostante le dimensioni della città». Un elemento centrale resta la vocazione mitteleuropea del territorio, mentre la Dinamo rappresenta «una realtà sportiva ma anche sociale capace di coinvolgere oltre 2mila persone a partita al Palabigot». Il sostegno all’iniziativa arriva anche dalla Fondazione Carigo. «La Fondazione – ha ricordato Pietro Becci – non manca mai di contribuire economicamente alla realizzazione del premio nell’ambito delle progettualità condivise con il territorio».
La commissione valutatrice è presieduta di diritto dal sindaco e dal decano della città ed è composta dal parroco del Duomo, dall’assessore comunale alla Cultura, dal presidente del Consorzio per lo sviluppo del Polo universitario, dal presidente della Camera di commercio Venezia Giulia e dal presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia. Dal 2022 è stato eliminato il requisito che prevedeva che la persona designata fosse nata o residente a Gorizia. Il premio, istituito nel 2007 e rappresentato da un’opera raffigurante in forma stilizzata i santi Ilario e Taziano, viene assegnato a persone, enti o associazioni che, attraverso la propria attività nei campi civile, economico, culturale, artistico, religioso o sociale, abbiano contribuito a far conoscere e apprezzare il nome di Gorizia in Italia e all’estero.
La consegna del riconoscimento si inserisce nel programma delle celebrazioni dedicate ai patroni della città. Le iniziative prenderanno il via venerdì 6 marzo alle 17 con la passeggiata “Uno sguardo dalle mura: Gorizia vista dai suoi storici bastioni”, guidata dallo storico Bruno Pascoli nel Borgo Castello per scoprire la città dal colle. L’iniziativa è promossa da Street Drums Gorizia in collaborazione con l’associazione Isonzo-grs Odv. Sempre il 6 marzo, alle 18.30 al Kulturni dom, si terrà l’incontro pubblico “San Francesco, la città e la pace”, con padre Francesco Patton, francescano ed ex custode di Terra Santa, che dialogherà con alcuni goriziani coordinati da Mauro Ungaro sul ruolo del santo di Assisi nei processi di pace e sul significato che questa figura può avere per una città di confine come Gorizia. Dal 10 al 12 marzo, dalle 19 alle 20.30 nel convento dei Cappuccini, suor Gabriella Mian e Giuseppe Cingolani guideranno invece gli esercizi spirituali comunitari con momenti di meditazione biblica e silenzio.
Il 13 marzo alle 20.30 in Cattedrale si terrà il “Ringraziamento in musica”, una rilettura spirituale di GO! 2025 accompagnata dalle testimonianze di diverse esperienze vissute in città durante l’anno della Capitale europea della cultura e dalla partecipazione di numerosi cori del territorio, per un totale di circa 140 coristi, con il maestro Marco Colella all’organo. La serata sarà presentata da Agnese De Santis e Mattia Vecchi.
Il momento culminante sarà domenica 16 marzo, giorno della solennità dei santi patroni. Alle 17.30 in Cattedrale l’amministratore apostolico di Gorizia monsignor Carlo Roberto Maria Redaelli presiederà l’eucarestia concelebrata dai sacerdoti della città e animata dalla Cappella Metropolitana diretta dal maestro Fulvio Madotto. Sarà l’ultima volta che Redaelli presiederà la celebrazione dei patroni della città. Al termine della messa, alle 19 nella sala di Palazzo De Bassa, con ingresso da passaggio Edling, si terrà la cerimonia ufficiale di consegna del premio “Santi Ilario e Taziano – Città di Gorizia”.
Tra gli appuntamenti collaterali anche la mostra fotografica “Mani che costruiscono pace”, con gli scatti di Ilaria Tassini dedicati al lavoro dei volontari impegnati durante l’emergenza freddo nell’assistenza ai migranti, visitabile dal 6 al 22 marzo nella cappella di Sant’Acazio in Cattedrale. Infine spazio anche allo sport con il torneo Pulcini “Santi Patroni”, organizzato dall’Audax e in programma dal 9 al 23 marzo al campo dell’oratorio Pastor Angelicus.
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