gli appuntamenti
Gorizia guarda all'8 marzo sfogliando 'L'invenzione di Eva' al Trgovski Dom. 'A proposito di donne' sul palco al Kulturni Dom
La presentazione del romanzo si terrà il 6 marzo al Trgovski Dom, mentre lo spettacolo andrà in scena il 10 marzo alle 20.30
«Se le donne sono frivole è perché sono intelligenti a oltranza», sosteneva la poetessa Alda Merini dalla sua casa sui Navigli. Se Alda serbava tanto da raccontare, non meno ne aveva l’attivista statunitense Rosa Parks - che con il suo coraggio sfidò le leggi razziali segnando l’inizio del movimento per i diritti civili afroamericani – e tante altre donne di cui potremo ascoltare la storia. Si è svolta presso la sala Dora Bassi nella giornata di oggi – 2 marzo - la conferenza stampa di presentazione di due eventi cardine, intorno ai quali imperniare la riflessione per la Giornata internazionale della donna. Il primo appuntamento da segnare in calendario è l’incontro del 6 marzo al Trgosvski Dom, quando alle 19 si affronterà il romanzo “L’invenzione di Eva” del piemontese Alessandro Barbaglia insieme al Gruppo Lettura San Quirino. L’altra occasione per approfondire la tematica femminile si presterà con lo spettacolo “A proposito di donne…” di Mauro Monni, in scena il 10 marzo al Kulturni Dom. «Sono progettualità che portiamo avanti da vent’anni – rimarca l’assessore al Welfare Silvana Romano nel ringraziare gli organizzatori – in quanto le manifestazioni sensibilizzano la cittadinanza al rispetto delle donne».
A porre l’accento sulle «conquiste ottenute e sulle sfide ancora da affrontare in materia di parità di genere» è poi il consigliere comunale con delega alle Pari opportunità Marilena Bernobich: «Si tratta di sfide che dobbiamo attenzionare – sottolinea – per questo il Comune di Gorizia ha concesso il patrocinio gratuito per entrambe le attività». Già lo scorso novembre il ciclo di incontri “Semina il rispetto, rompi il silenzio, cambia il domani” si era inserito nell’ambito di Go! 2025 per accendere i riflettori sulla violenza di genere, culminando con lo spettacolo “Il nome potete metterlo voi” dello stesso Monni. «Il primo spettacolo era dedicato al femminicidio – interviene l’assessore alle Politiche europee e Progetti comunitari Sarah Filisetti – mentre questa volta abbiamo scelto di presentare un’opera non meno impegnata ma più ironica, incentrata sulla personalità di svariate donne». A proporlo sarà l’associazione culturale Sine Qua Non fondata nel 1996 dallo stesso Monni presente in videoconferenza: «”A proposito di donne…” gira l’Italia da dieci anni – ammette da remoto l’autore del testo nonché direttore della pièce – ed è un format teatrale nel quale i personaggi femminili si raccontano in piccoli monologhi».
Figure di donne che hanno lasciato un segno indelebile nella storia: come l’astrofisica Margherita Hack, la pittrice messicana Frida Khalo, la milanese Merini o la rivoluzionaria Clara Schumann, capace di conciliare la sua carriera concertistica con la famiglia. Monologhi della durata di sei o sette minuti ciascuno presentati come piccole preziose perle, esaltate da foto e balli che elevano la donna dalle tenebre del femminicidio alla luminosità delle alte sfere sociali. «Ho cercato di raccontare la donna in ogni sua sfaccettatura – spiega il regista – toccando argomenti diversi, dalla mafia in Italia a come si risolse l’indipendenza grazie alla Contessa di Castiglione». Numeri alla mano, fra Gorizia e Gradisca dal primo gennaio a oggi le donne accolte allo sportello di Sos Rosa sono state 84. «Al di là dei numeri delle donne cui forniamo sostegno – riflette l’operatrice Giulia Russo - vorrei approfondire l’evento del 6 marzo. Mi sono imbattuta nel Gruppo di lettura San Quirino e ci siamo soffermate sulla figura straordinaria di Hedy Lamarr. Mi sono chiesta per quale motivo la sua storia fosse rimasta nascosta per anni. La risposta è legata agli stereotipi. Come associazione proponiamo che ogni data legata alle donne, in questo caso l’8 marzo, sia occasione per riflettere sulla situazione femminile, travalicando la violenza di genere basata sugli stereotipi culturali».
Libera, disinibita e “impegnata” fra amanti e ben sei mariti, Hedwig Eva Maria Kiesler – nota come “Hedy” – fu non solo protagonista della prima scena di nudo integrale nella pellicola “Estasi”, ma anche geniale inventrice della tinta per capelli, del rossetto a vite e, in un certo senso, dell’attuale Wi-Fi. «Attrice del secolo scorso, venne definita la donna più bella del mondo – precisa Michela Bernobich del San Quirino – stravagante e con “milioni” di amanti. Al di là di questo, fu la donna geniale che inventò il Wi-Fi, e tutti i sistemi di comunicazione odierna si basano su quell’invenzione che non venne quasi mai riconosciuta». A farle eco è dallo stesso Gruppo Michela Marcuzzi: «Questo libro ci ha aperto tante porte – riconosce – conducendoci a scoprire la figura di Hedy, che coniuga in sé genialità e bellezza. Con il suo stile narrativo propone tante “matrioska” portandoci a viaggiare nel tempo e nello spazio. Pone domande, ma lascia tanti dubbi, ed è il primo passo per interrompere la narrazione di vittime e soprusi». Una lettura che consenta di guardare oltre l’orrore delle tragedie quotidiane denunciate dalle scarpette rosse nelle piazze, per proiettarsi in una società civile in cui la donna possa avere parità di diritti e, soprattutto, un domani.
(Foto, Rossana D'Ambrosio e Daniele Tibaldi)
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