le interviste
A Gorizia fiume di visitatori per la riapertura del Castello, novità promosse
Centinaia di visitatori per la riapertura del sito, diversi anche da fuori regione. Tanti commenti positivi, ma non è mancata anche qualche critica.
Da ieri, dopo oltre due anni di chiusura, è finalmente possibile varcare l'ingresso del castello di Gorizia. Nonostante l'inclemenza di Giove pluvio, tanti goriziani e turisti non si sono fatti mancare questa possibilità , entrando sotto il lapideo Leone marciano per esplorare l'interno dell'antico maniero cittadino. La giornata inaugurale è stata anche l'occasione per sondare e raccogliere le impressioni di alcuni di loro, al termine della visita. Tanti erano del Goriziano, ma non sono mancati turisti anche da altre regioni italiane, come il Veneto e la Lombardia, o da altri Paesi, più e meno vicini, dalla Slovenia all'Argentina.
àˆ stata fin da subito palpabile l'emozione di una goriziana “doc”, Roberta, colpita sia dal primo piano, sia da quello inferiore, in cui sono state allestite le animazioni digitali. «Sono venuta apposta per il tour a cura della storica dell'arte Emanuela Uccello – ha spiegato – che già avevo potuto apprezzare in occasione della visita guidata di un altro luogo-simbolo di Gorizia: Palazzo Attems-Santa Croce». Visibilmente entusiasti anche Sebastiano, Francesca e la loro figlia Elena, di Lucinico. Per Sebastiano si è trattata della prima visita da quando frequentava le elementari: «àˆ da un po' di giorni che contavamo di venire per la riapertura».
«Il maltempo ha conferito un'atmosfera particolare, “irlandese”, che non ha affatto guastato la visita. Anzi, la pioggia ha reso persino più realistica la visita: con la pavimentazione bagnata, per esempio, si ha meglio l'idea della difficoltà che potevano avere i cavalli o i soldati con le armature a muoversi lungo i camminamenti». Ma a stupire la famiglia lucinichese è stato un altro aspetto della visita: «Ci ha particolarmente colpito la parte multimediale, tenendo ben presente anche che siamo in una realtà piccola come Gorizia. Abbiamo provato i visori per la realtà aumentata, che ci hanno offerto un'esperienza senz'altro più coinvolgente».
La piccola Elena, invece, aveva ancora vivo il ricordo dell'elmo di ferro fattole indossare dai rievocatori: «L'elmo, comunque, non era troppo pesante, ma anche papà ha potuto divertirsi, provando uno dei loro scudi!». Molto positiva è stata anche l'esperienza di Simone e Juliya, di Campolongo al Torre. Se per Simone non è stata la prima visita in assoluto – «avevo avuto anche la fortuna di cantarci, una volta» – altrettanto non si può dire per la compagna, che è di madrelingua russa. Nonostante le origini straniere, Juliya conosce molto bene il nostro territorio, essendo una guida turistica abilitata dalla Regione: «Sono rimasta stupita da come tutto sia stato fatto bene, superando le mie aspettative».
«Nonostante abbiano mantenuto un aspetto autentico, hanno introdotto senza esagerare elementi moderni che aiutano a immergersi nell'atmosfera. Tornata a casa mi metto a studiare tutto, perché ho intenzione di cominciare ad accompagnare la gente anche qui».
Da Trieste, invece, sono venuti Marcella e Paolo. «Una visita che – hanno raccontato – si è resa necessaria dopo quella incompleta di un anno e mezzo fa. Quella volta, infatti, non avevamo avuto fortuna, avendo trovato tutto chiuso. Oggi invece abbiamo potuto finalmente vedere la città dall'alto e contiamo di tornare anche per il 2025, quando ci sarà la Capitale europea della Cultura».
Per Marcella, però, non si è trattata della prima volta: «L'avevo già visitato da piccola. Oggi mi è sembrato ben ricostruito e i rievocatori hanno fatto molto effetto». Il loro unico rammarico è stato quello di non aver potuto provare i visori, perché c'era troppa gente in coda. Incredibile, invece, la fortuna di Pietro e Letizia, a Gorizia da Milano per la prima volta: «Come primo impatto, l'impressione che abbiamo avuto è stata quella di una città che accoglie». Chissà se il giudizio sarebbe rimasto invariato se fossero capitati anche soltanto un giorno prima. Tra i più soddisfatti della visita, Moira e la figlia Jenni, della provincia di Venezia, che però Gorizia conoscono molto bene.
«Eravamo in Borgo Castello già per la rievocazione della Dama Bianca. Del castello abbiamo apprezzato soprattutto la Sala del Trono e la rievocazione della Dama Bianca nelle carceri». Il loro amore per la città è anche una conseguenza della loro passione per le rievocazioni storiche, che in questo territorio sono proposte in quantità nettamente superiore rispetto a quello in cui vivono. Non solo: «Dalle nostre parti apprezzano molto le foto che condividiamo di Gorizia, a dimostrazione della bellezza di questa città ». Ma non tutti i pareri raccolti sono stati positivi. Per esempio, Klavdij, dalla città slovena di Ancarano, aveva in mente da tempo di visitare il maniero.
«Sapevo che era chiuso, poi, quando ho letto sul giornale della sua riapertura ho finalmente deciso di venire. Speravo di poter comprare una guida cartacea, ma non ho trovato niente di questo tipo. Inoltre, mi hanno molto deluso le traduzioni in lingua slovena». Certamente non un buon segnale, in vista di Go! 2025. Anche gli studenti goriziani Carlotta e Daniel hanno espresso qualche critica dopo una visita che comunque, tutto sommato, li ha soddisfatti. «Sono molto contenta per come hanno riallestito la Sala della musica e ho trovato molto interessante la proiezione video nella Sala degli Stati provinciali».
«L'allestimento mi è sembrato pulito e ordinato». A colpire di più Carlotta, però, è stata l'impressione per cui «non sia cambiato molto dall'ultima volta che l'avevo visitato, nonostante il fatto che sia rimasto chiuso per così tanto tempo». Sempre la giovane goriziana ha poi messo a confronto l'esperienza con i diversi castelli che ha già visitato, soprattutto in Austria: «Manca una chiara indicazione del percorso da seguire e, difatti, l'abbiamo percorso al contrario. Inoltre, mancano molte didascalie per i dipinti».
Secondo Daniel, infine, andrebbe molto migliorata la componente multimediale: «C'è tanto digitale, ma forse qualcosa di analogico in più l'avrei apprezzato. La cosa peggiore è che nella sala con i quattro personaggi virtuali è difficile capire qualcosa. Si sente e non si sente, e se parlano tutti e quattro diventa un problema perché le voci si sovrappongono: forse dei sottotitoli aiuterebbero la comprensione. Intanto siamo contenti di essere tornati». Nel frattempo, le stime del Comune parlano di mille visitatori solo nella prima giornata di apertura. Oggi i tour proseguiranno, sempre gratuitamente.
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