LA PUBBLICAZIONE
Gorizia, Celestina Goljevscek e i suoi 66 anni alla Luna raccontati in un libro
Il volume firmato con Roberto Covaz ripercorre la storia della storica locanda aperta nel 1876, intrecciando ricette e memorie del territorio. L'assessore Oreti, «un patrimonio che si affianca alle strutture museali della città».
È uscito il nuovo libro di Roberto Covaz e Celestina Goljevscek dedicato alla storia della locanda alla Luna di Gorizia, presentato nei giorni scorsi dall'assessore alla Cultura Fabrizio Oreti. Il volume, disponibile nelle librerie cittadine, ripercorre la vicenda della storica struttura intrecciandola con le ricette e i racconti di uomini e donne del territorio.
L'albergo con locanda alla Luna aprì nel 1876 in contrada della Caserma, l'attuale via Oberdan, per volontà di Antonio Cadorini. Il 1° gennaio 1956 ne assunse la gestione Milan Pintar, nato a San Floriano e allora trentatreenne. Fu proprio nella locanda che Pintar conobbe Celestina Goljevscek, tra il 1956 e il 1957: la famiglia della donna vi si fermava abitualmente per la merenda nei viaggi da Gorizia verso Gargaro, presso Faedis. Celestina si trasferì alla Luna il 25 settembre 1960, in occasione del matrimonio con Milan, e da allora ne porta avanti la gestione: sono 66 anni durante i quali ha accolto un pubblico eterogeneo di visitatori. Il 1° settembre compirà 85 anni, e continua ancora oggi a raccontare storie del territorio, alcune inedite.
L'idea del libro è nata dalla figlia Elena, ancor prima della pandemia, con l'obiettivo di raccogliere in un volume le storie umane e le tradizioni della locanda. La realizzazione ha preso forma con la collaborazione di Roberto Covaz, che da anni si occupa di questi temi: il lavoro è durato due anni, tra ricerca fotografica e raccolta dei racconti di Celestina.
«A Gorizia abbiamo la fortuna di poter vantare realtà che tramandano storia e cultura, perché grazie all'enogastronomia possiamo veicolare un bagaglio unico nel suo genere che, assieme alle strutture museali, fa comprendere ciò che Gorizia è stata e oggi racconta» ha dichiarato l'assessore Oreti, ricordando anche il contributo ottenuto di recente dal Ministero della Cultura come "città che legge", nell'ambito del progetto Giardino Civico della Lettura, che coinvolge biblioteche, scuole, librerie, associazioni e partner sloveni. «Certamente questo libro si inserisce nel patrimonio del territorio».
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