Gorizia celebra la memoria degli esuli giuliano-dalmati: tre giorni di eventi culturali per il ricordo

Gorizia celebra la memoria degli esuli giuliano-dalmati: tre giorni di eventi culturali per il ricordo

GLI APPUNTAMENTI

Gorizia celebra la memoria degli esuli giuliano-dalmati: tre giorni di eventi culturali per il ricordo

Di REDAZIONE • Pubblicato il 07 Mag 2025
Copertina per Gorizia celebra la memoria degli esuli giuliano-dalmati: tre giorni di eventi culturali per il ricordo

Dall'8 al 10 maggio si discuterà  per «superare i concetti di confine» e «restituire orgoglio e dignità  alle vittime innocenti delle opposte ideologie».

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Parte da Gorizia la nuova sfida del mondo degli esuli giuliano-dalmati: da giovedì 8 a sabato 10 maggio la Capitale Europea della Cultura ospiterà  alcuni importanti eventi organizzati dalla FederEsuli, Federazione delle Associazioni degli Esuli istriani, fiumani e dalmati, in collaborazione con l'A.N.V.G.D., Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, e con il C.D.M., Centro di Documentazione Multimediale della cultura giuliana istriana fiumana e dalmata, con il patrocinio del Comune di Gorizia e con il supporto dell'Unione Italiana.

Il primo appuntamento, fissato per le 16.30 di giovedì 8 maggio presso la Sala comunale “Dora Bassi”, ospiterà  un incontro tra i giovani delle comunità  italiane presenti in Croazia e Slovenia ed i loro coetanei italiani per un confronto transfrontaliero tre le nuove generazioni finalizzato a tenere accesa una luce del ricordo dell'Esodo.

L'indomani mattina, venerdì 9 maggio presso il cinema Kinemax di Gorizia alle 10.30, verrà  proiettato il docufilm Rai “Rotta 230° Ritorno alla Terra dei Padri”, presentato in anteprima al Festival del Cinema di Venezia e trasmesso anche durante la cerimonia del Giorno del Ricordo 2025 tenutasi al Quirinale alla presenza del Presidente Mattarella. La proiezione sarà  aperta al pubblico e l'ingresso sarà  gratuito fino ad esaurimento dei posti.

Nel pomeriggio di venerdì, sempre alla Sala Bassi, alle 16.30 si terrà  un incontro durante il quale verranno presentati numerosi progetti multimediali rivolti ai giovani con scopo di far conoscere anche a loro la storia della comunità  italiana istriana, fiumana e dalmata autoctona ed in esilio, attraverso strumenti digitali più stimolanti per le generazioni dei “nativi digitali”, i quali spesso si trovano a disagio al cospetto di tematiche storiche proposte con i format tradizionali.

La mattina del 10 maggio alle 10.30 sarà  organizzata una visita alla Biennale d'Arte Giuliana presso l'Auditorium/Palacongressi, organizzata dal CDM, mentre nel pomeriggio, nella Sala “Dora Bassi” alle 17 è prevista una Tavola Rotonda, dal titolo “IDENTITA' OLTRE I CONFINI – Generazioni a confronto per una nuova Frontiera Adriatica”, nell'ambito della quale gli esponenti delle associazioni più rappresentative del mondo dell'esodo e della comunità  italiana autoctona nell'Adriatico orientale si confronteranno sui temi che hanno caratterizzato la tre giorni goriziana. La serata si concluderà  con un'esibizione musicale alle 18.45 intitolata “Istria, tre anime e un cuore”, che rappresenterà  le culture delle comunità  giuliano-dalmate oggi divise tra Italia, Slovenia e Croazia.

«Il mondo della diaspora adriatica vuole guardare avanti e tracciare la strada per una visione di lungo periodo al fine di non permettere che le vicende che hanno contrassegnato il Novecento vengano cancellate o riscritte senza riferimenti precisi al sacrificio degli italiani del Confine Orientale – spiega Renzo Codarin, Presidente di FederEsuli – bisogna tener conto dell'evoluzione della storia europea e garantire alle nuove generazioni una conoscenza che restituisca orgoglio e dignità  alle vittime innocenti delle opposte ideologie, attraverso un processo di europeizzazione che deve basarsi prima di tutto su una corretta conoscenza storica e conduca al consolidamento della pace ed al superamento dei concetti di “confine”, in favore di una nuova dimensione basata sull'Identità  adriatica». «Non è pensabile far pagare ai figli le colpe dei padri – continua sempre il presidente Codarin - con il rischio di tenere accese le ceneri di una tragedia che in qualsiasi momento possono innescare nuovi conflitti in una terra che ha già  pagato un grande prezzo e che oggi, grazie a Go!2025 dimostra di essere riuscita a costruire un ponte destinato a durare per sempre».  

Foto Archivio Storico Città  di Torino 

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