ASPETTANDO L'EDIZIONE 2027
Gorizia, cala il sipario su èStoria: in 300 appuntamenti il racconto delle Religioni nel Mondo
Si chiude la XXII edizione del festival della storia con 450 ospiti internazionali. Consegnati i premi a Laura Pepe, Giulio Busi ed Enzo Bianchi. Il direttore Ossola, «l'anno prossimo parleremo di lavoro».
Dai culti delle civiltà antiche alle nuove spiritualità, la XXII edizione di èStoria e la VI edizione di èStoria Film Festival hanno raccontato a Gorizia, dal 25 al 31 maggio, le religioni, tema forse tra i più complessi, soprattutto in questo momento storico. Il programma ha esplorato le origini delle grandi religioni monoteistiche e i culti meno noti, legati alla natura, dei nativi americani e quelli tradizionali africani. Sono stati affrontati temi legati all’attualità, come il complesso intreccio con la politica, nel passato così come oggi; si è parlato del ruolo della donna nella religione cattolica e sono stati ricordati fatti storici, noti e meno noti, nei quali la religione è stata il motore principale oppure uno scudo dietro al quale si celavano interessi politici o economici.
Il pubblico ha potuto scegliere tra 300 eventi, dibattiti, incontri e presentazioni con 450 ospiti italiani e internazionali. Nel corso della manifestazione sono stati assegnati il premio èStoria 2026 alla storica Laura Pepe, per le sue capacità divulgative, e i premi speciali a Giulio Busi, tra i massimi esperti di scienze giudaiche, e a Enzo Bianchi, scrittore e monaco.
«Siamo orgogliosi di aver affrontato un tema complesso, dando voce a pensieri diversissimi – cosa quanto mai importante parlando delle religioni del mondo – e cercando ciò che può unire, piuttosto che dividere - afferma il direttore del Festival, Adriano Ossola - anche quest’anno le presenze ci confermano che il pubblico apprezza la varietà e la possibilità di scelta tra i tanti eventi in programma, nonché la formula del festival diffuso in diverse location del centro di Gorizia. Il Film Festival, giunto alla sua VI edizione, ha raccontato, attraverso i documentari, il nostro territorio, compito che per noi è molto importante. Ringrazio tutti i partecipanti per il loro contributo, i ragazzi dello staff di èStoria e i giovani delle scuole che supportano la macchina del festival. L’anno prossimo dedicheremo la XXIII edizione a un altro tema fortemente sentito, che la nostra Costituzione pone al primo posto e alla base stessa della nostra democrazia: il lavoro».
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