Gorizia-Budapest in carrozza, è scontro sul viaggio con i cavalli

Gorizia-Budapest in carrozza, è scontro sul viaggio con i cavalli

LA POLEMICA

Gorizia-Budapest in carrozza, è scontro sul viaggio con i cavalli

Di Ivan Bianchi • Pubblicato il 30 Lug 2026
Copertina per Gorizia-Budapest in carrozza, è scontro sul viaggio con i cavalli

La consigliera Roldo attacca l’iniziativa per il caldo e ne chiede lo stop. Gli organizzatori replicano, «nessuno sfruttamento». Interviene l’assessore Gatta, «segnalata nostra perplessità».

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Da Gorizia a Budapest in carrozza, attraversando Slovenia e Ungheria, ma il viaggio diventa al centro di una discussione sul benessere animale. L’iniziativa promossa dall’Associazione Mitteleuropa e dall’AFAC – Associazione Friulana Appassionati Carrozze, prevista dal 31 luglio al 6 agosto, ha infatti sollevato le critiche della consigliera comunale di Gorizia Giulia Roldo, che ha chiesto di fermare il progetto alla luce delle alte temperature previste in questi giorni.

Il percorso, annunciato nelle scorse settimane, prevede la partenza di quattro carrozze da piazza Transalpina venerdì 31 luglio alle 11, con arrivo previsto a Budapest il 6 agosto. Un itinerario simbolico attraverso tre Paesi, pensato per richiamare i legami storici e culturali della Mitteleuropa e riproporre, sedici anni dopo, l’esperienza della carovana che nel 2009 collegò con successo Trieste a Vienna.

«L’idea è dimostrare alla Mitteleuropa quanto siamo vicini, tanto che si può ancora andare a cavallo da un luogo all’altro», aveva spiegato Paolo Petiziol, presidente dell’Associazione Mitteleuropa e cittadino anche ungherese. «Questo evento ha un valore simbolico che richiama il ruolo che la Mitteleuropa può e deve avere come spazio di relazione tra i territori, oltre a rappresentare un’occasione di visibilità e promozione per la nostra regione».

Alla partenza erano annunciati rappresentanti delle istituzioni locali e regionali, tra cui il presidente del Consiglio regionale Mauro Bordin, l’assessore comunale Patrizia Artico, il sindaco di Capriva del Friuli Daniele Sergon, la presidente del Kulturni Center Bratuž Franka Žgavec e rappresentanti del GECT GO.

Proprio la presenza istituzionale ha portato la consigliera Giulia Roldo a intervenire con una lettera aperta indirizzata al Comune di Gorizia, alla Regione Friuli Venezia Giulia, al GECT GO e agli organizzatori. «In questi giorni assistiamo all’avvio dell’iniziativa promossa dall’Associazione Mitteleuropa e dall’AFAC, un viaggio in carrozza da Gorizia a Budapest con partenza da piazza Transalpina», scrive Roldo. «Un evento presentato con toni di festa e grande risalto mediatico, che vede la presenza e il supporto di esponenti del Comune di Gorizia, della Regione Friuli Venezia Giulia attraverso il marchio promozionale “Io sono FVG” e del presidente del GECT GO Paolo Petiziol nella sua doppia veste di vertice dell’Associazione Mitteleuropa».

Secondo la consigliera, però, il progetto rappresenterebbe un rischio per gli animali coinvolti: «Sottoporre dei cavalli al traino di carrozze su asfalto per un percorso di oltre 500 chilometri nel pieno dell’estate, mentre il nostro territorio e l’Europa centro-orientale affrontano un’ondata di caldo estremo, non è una rievocazione storica affascinante: è una decisione anacronistica che mette a diretto rischio la salute e l’incolumità dei cavalli».

Roldo ha richiamato anche le norme sulla tutela degli animali, sostenendo che l’iniziativa sarebbe incompatibile con i principi di protezione degli equidi. «Non si tratta soltanto di una sensibilità etica, ma di un preciso rispetto delle regole che le stesse istituzioni dovrebbero garantire», afferma. È paradossale che la Regione Friuli Venezia Giulia conceda il proprio marchio promozionale ufficiale e il proprio avallo a un’iniziativa che va in direzione diametralmente opposta ai principi della nostra Legge regionale n. 20/2012 sulla tutela degli animali».

Da qui la richiesta di un intervento immediato: «Chiedo con forza al Comune di Gorizia, alla Regione FVG e al GECT GO di ritirare ogni forma di patrocinio, supporto e utilizzo dei marchi promozionali ufficiali. All’Associazione Mitteleuropa e al suo presidente Paolo Petiziol chiedo un atto di responsabilità e buonsenso: si fermi questa iniziativa o la si converta con mezzi a trazione meccanica ed elettrica».

A rispondere alle critiche sono stati gli stessi organizzatori, con una comunicazione congiunta di Associazione Mitteleuropa e AFAC. «Desideriamo chiarire con la massima fermezza che la nostra priorità assoluta sono i cavalli. Vivono con noi, fanno parte delle nostre famiglie e ogni nostra scelta è guidata esclusivamente dal loro benessere».

I promotori contestano una ricostruzione che definiscono non corrispondente alla realtà: «Ci addolora profondamente constatare che una comunicazione incompleta e alcune informazioni imprecise abbiano generato un’interpretazione errata del nostro progetto», spiegano. «Anziché favorire un confronto basato sui fatti, questa situazione ha alimentato commenti, accuse e giudizi ingiusti, talvolta anche offensivi, che hanno profondamente ferito noi e le nostre famiglie».

Secondo l’Associazione Mitteleuropa e AFAC, infatti, il viaggio non prevede un lungo tragitto percorso dagli animali sotto sforzo. «Il progetto consiste esclusivamente nello spostamento di una carrozza storica tra i diversi punti di sosta, anch’essi di rilevanza storica, del percorso», chiariscono.

«L’impiego dei cavalli è previsto esclusivamente all’alba o nelle ore notturne e unicamente per realizzare alcune riprese nei luoghi di partenza e di arrivo, evitando le ore più calde della giornata e nel pieno rispetto del loro benessere».

Gli organizzatori ribadiscono quindi che «non vi sarà alcuno sfruttamento animale», sottolineando come «la tutela dei cavalli non è soltanto una scelta organizzativa, ma un principio imprescindibile che ci appartiene da sempre».

Sul caso è intervenuto anche il Comune di Gorizia. Il sindaco Rodolfo Ziberna ha spiegato di aver chiesto chiarimenti agli organizzatori dopo le preoccupazioni emerse. «Fermo restando che il Regolamento per la tutela degli animali del Comune di Gorizia vieta espressamente qualsiasi forma di maltrattamento, comportamento lesivo o azione che possa nuocere al benessere degli animali o determinare situazioni di sofferenza, ho chiesto chiarimenti ai due sodalizi organizzatori».

Il primo cittadino ha quindi riferito di aver ricevuto rassicurazioni: «Le associazioni mi hanno rassicurato in merito alla massima costante attenzione per la cura e la tutela dei cavalli, escludendo qualsiasi comportamento che possa essere lesivo della loro salute». Considerate però le temperature previste per venerdì, Ziberna ha annunciato che «non ci sarà la prevista partenza con i cavalli dalla Transalpina».

Anche il vicesindaco Chiara Gatta, titolare della delega al Benessere degli animali, ha sottolineato il ruolo dell’amministrazione: «Ci siamo attivati dal primo momento: pur essendo certi del pieno rispetto delle norme sul benessere animale e non essendo direttamente coinvolti nell’organizzazione, abbiamo segnalato agli organizzatori le perplessità e le preoccupazioni emerse tra i cittadini».

«Il nostro obiettivo – aggiunge Gatta – è da sempre garantire la massima tutela degli animali e la serietà di ogni iniziativa sul territorio. Ringrazio quindi le associazioni per aver voluto chiarire la reale entità e lo svolgimento dell’evento».

Foto d'archivio

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