Gorizia 1915, quel giorno di Ognissanti segnato dalle bombe sulla città

D dal DIARIO della MADRI ORSOLINE

Gorizia 1915, quel giorno di Ognissanti segnato dalle bombe sulla città

Di Vanni Feresin • Pubblicato il 01 Nov 2021
Copertina per Gorizia 1915, quel giorno di Ognissanti segnato dalle bombe sulla città

Il racconto del primo e due novembre 1915, con l'assedio delle truppe italiane in città.

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I diari delle Madri Orsoline di Gorizia restano una delle fonti privilegiate per lo studio della storia locale, in particolar modo per quanto concerne il funesto periodo della Prima guerra mondiale.

1° novembre 1915, Dalle Cronache delle Madri Orsoline di Gorizia. La lotta per la conquista della città di Gorizia diviene sempre più aspra e violenta. Il muggito delle granate, lo scoppio degli schrapnell, il fracasso delle granate a mano a mano producono un’eco terribile nelle città. Tuttavia gli abitanti ne rimangono tranquilli. Nella nostra piccola comunità composta da 12 religiosa (sic!), si fanno tutti i lavori e si osserva la S. Regola come in tempo di pace. Noi siamo di buon umore come sempre. - Sono le 2 pom. e la lotta presso Podgora, S. Floriano ed Oslavia è tenace oltre ogni dire. Noi contemplavamo la terribile scena dal granaio. Ad un tratto udimmo il suono di una campana di chiesa.

Grande era il nostro spavento: pensammo che gl’Italiani avessero passato l’Isonzo e per poco si trovassero a Gorizia. - Ma non ne fu nulla. Sarà stato un segnale o la ripercussione dello scuotimento della terra per la violenza del fuoco a tamburo. Il Cielo ci perdonò anche questa volta e noi ce la cavammo colla paura soltanto. - Alle 3 pom. scoppiò un forte temporale. Lampi e tuoni di seguito; quest’ultimi si confondevano col rombo dei cannoni e il fischio delle granate. - Questa festa di tutti i Santi non la dimenticheremo più. L’oscurità dell’aria era oltremodo grande; sembrava la fine del mondo. Il temporale durò fino alla sera tardi.

2 novembre 1915. Dalle Cronache delle Madri Orsoline di Gorizia. Noi c’informammo quale scopo abbia avuto il misterioso suono della campana udito ieri da noi tutte, dacché a Gorizia, dai campanili furono o levate le campane o sigillate le porte dei medesimi. Ma fuori di noi 12 religiose, nessuno udì quel suono che pure durò per un’ora intera. Gorizia viene bombardata ancora. Il nemico non rispetta chiese, né conventi, né ospedali, né monumenti d’arte.

Così fu colpita la nuova chisa dei R. P. Cappuccini, il Rev.do P. Saba Rubbia che accorse in soccorso dei feriti fu anch’egli ferito. - E non si lasciano in pace nemmeno i nostri morti. Il cimitero è tutto grufolato dai proiettili italiani. Coloro che accompagnano un funerale temono sempre di rimaner vittime dei medesimi. - Anche sulla nostra tenuta alla «Bianca» caddero granate e schrapnell che fecero soltanto danno materiale, risparmiando la gente e le bestie.

Nella foto: cartolina di San Pietro di Gorizia segnata dalle bombe.

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