Gorizia, Federico Mirko Butkovič torna in Cattedrale per un concerto d'organo dal barocco al romanticismo

Gorizia, Federico Mirko Butkovič torna in Cattedrale per un concerto d'organo dal barocco al romanticismo

L’APPUNTAMENTO

Gorizia, Federico Mirko Butkovič torna in Cattedrale per un concerto d'organo dal barocco al romanticismo

Di REDAZIONE • Pubblicato il 25 Giu 2026
Copertina per Gorizia, Federico Mirko Butkovič torna in Cattedrale per un concerto d'organo dal barocco al romanticismo

Domenica 26 giugno alle 20, nell’ambito della Quinta Rassegna Organistica Itinerante Internazionale 2026, verrà proposto un viaggio nella letteratura organistica europea dal titolare dello strumento monumentale di Capodistria.

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Nell'ambito della Quinta Rassegna Organistica Itinerante Internazionale 2026, domenica 28 giugno 2026 alle 20 alla Cattedrale dei Santi Ilario e Taziano di Gorizia si terrà un Concerto d'Organo affidato a Federico Mirko Butkovič, organista titolare del grande organo della cattedrale di Capodistria.

Il programma propone un percorso attraverso alcune tra le pagine più significative della letteratura organistica europea, dal barocco tedesco fino al repertorio romantico e post-romantico. Saranno eseguite composizioni di Georg Böhm, Johann Kaspar Kerll, Justin Heinrich Knecht, Joseph Renner jr., John Ebenezer West, Johann Sebastian Bach e Georg Friedrich Händel, offrendo al pubblico un itinerario musicale ricco di contrasti stilistici, colori sonori e profondità spirituale.

L'iniziativa si inserisce nel quadro della rassegna internazionale dedicata alla valorizzazione del patrimonio organario e della grande tradizione musicale europea, promuovendo la conoscenza degli strumenti storici e della cultura organistica nei luoghi che ne custodiscono la memoria.

Particolare rilievo assume anche lo strumento che ospiterà il concerto. L'organo della Cattedrale di Gorizia, costruito dalla Ditta Beniamino Zanin e Figli nel 1929, rappresenta oggi il più importante organo storico della diocesi ancora pienamente funzionante e regolarmente utilizzato sia per la liturgia sia per l'attività concertistica. Dotato di due tastiere e trenta registri, costituisce una significativa testimonianza dell'arte organaria italiana del primo Novecento e continua a svolgere un ruolo centrale nella vita musicale e liturgica della città.

Particolarmente atteso è inoltre il futuro restauro dell'organo della chiesa di Sant'Ignazio, anch'esso opera della Ditta Zanin. Tale strumento riveste un'importanza storica eccezionale poiché fu il primo organo a tre tastiere realizzato nella diocesi di Gorizia ed anche il primo organo a tre tastiere costruito dalla Ditta Zanin, segnando una tappa fondamentale nella storia dell'organaria regionale e nazionale. Il suo recupero rappresenterà quindi non solo la restituzione alla città di uno strumento di straordinario valore musicale, ma anche il recupero di una testimonianza unica della tradizione organaria italiana.

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