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Regionali, la corsa di Giulia Roldo nel Terzo polo: «Gorizia senza voce»
La giovane candidata, forte delle 244 preferenze alle comunali, sostiene Alessandro Maran: «Gorizia non è rappresentata».
“Non faccio promesse, garantisco impegno” è lo slogan della giovane candidata con Terzo Polo alle prossime elezioni regionali: una frase che racchiude una protesta ai molti politici che portano molteplici proposte senza che poi riescano a realizzarle. Con Giulia Roldo in sala Dora Bassi anche Riccardo Stasi, Pierpaolo Martina e Dario Baresi a supportarne la candidatura a Gorizia. Hanno tutti ricordato il grande impegno della candidata: “Un bagaglio di idee, un approccio e una dedizione unici, di chi sa farsi in quattro per le persone a cui tiene e le persone che a lei chiedono una voce o un aiuto”, ha sottolineato Pierpaolo Martina.
Ad ormai 60 anni dalla legge costituzionale che ha approvato – nel gennaio 1963 - lo statuto di autonomia del Friuli Venezia Giulia, come menzionato da Martina, è necessario ricordare l’importanza di tale istituzione: “C’è un estremo bisogno di sostenere, in un contesto legislativo di tale prestigio, una persona come Giulia, con un grande bagaglio di studi e lavoro” sottolineando il suo essere “un caso unico rispetto agli altri candidati di queste elezioni” e “una persona umile che, mentre gli altri sono impegnati nelle pubbliche relazioni, è o a lavorare o a studiare per prepararsi al Consiglio regionale.”
Il leitmotiv con cui Giulia Rondo - la donna più votata alle ultime comunali, con oltre 244 preferenze - ha deciso di candidarsi è la convinzione che sia ancora possibile fare politica in un certo modo: “Sono scesa in campo perché sono stufa di vedere sempre i soliti schemi e le solite forze politiche”. Si è detta pronta a voler cambiare le cose, contro chi “a un anno e mezzo dalla Capitale della cultura ha tempo di fare campagna elettorale tutti i giorni”. Ha continuato l'accusa verso all’attuale amministrazione: “Sono anni che Gorizia non è realmente rappresentata: per Gorizia intendo un goriziano vero che vive la città".
Non, invece, "una persona che presenzia agli eventi sportivi per dare la coppa o che va a teatro e porta il saluto, non è politica questa”. Non ha voluto fare propaganda parlando di un programma elettorale per ottenere consenso, consapevole che, come afferma il suo slogan “per cambiare qualcosa non basta il singolo ma serve una squadra”. Gli unici temi che ha voluto discutere riguardano ambiti su cui ritiene di avere un margine di manovra: sanità, politiche giovanili, case popolari e territorio. Battaglie che si è detta decisa ad affrontare realmente: “Pronta a metterci la faccia, l’impegno e a mettermi a disposizione, nella speranza di non perdere mai l'entusiasmo che mi ha portato qua”.
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