Fu la fine di tante umiliazioni, Gorizia celebra la Giornata contro l'omofobia

Fu la fine di tante umiliazioni, Gorizia celebra la Giornata contro l'omofobia

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Fu la fine di tante umiliazioni, Gorizia celebra la Giornata contro l'omofobia

Di Redazione • Pubblicato il 17 Mag 2021
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L'omosessualità  è stata rimossa dalle malattie mentali esattamente 31 anni fa. Per l'occasione, Fvg Pride scenderà  in piazza.

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Mancano ancora tre mesi all'appuntamento con il Pride a Gorizia e Nova Gorica, ma oggi l'organizzazione del Fvg Pride toccherà  già  oggi la città , così come le altre della regione. Lo farà  in corso Verdi, in occasione di un anniversario importante per la comunità  LGBTQIA+. àˆ stato proprio il 17 maggio 1990 che l'Organizzazione mondiale della sanità  ha rimosso l'omosessualità  dalla lista delle malattie mentali: una svolta storica che l'Unione europea e le Nazioni Unite hanno deciso di celebrare, a partire dal 2004, eleggendo questo giorno come Giornata internazionale contro l'omofobia, la bifobia e la transfobia "e noi aggiungiamo anche la lesbofobia", scrive l'associazione in una nota.

Lo scopo è sensibilizzare riguardo le discriminazioni e le difficoltà  che subiscono quotidianamente le persone appartenenti alla comunità , nonché quello di promuovere eventi coordinati sia a livello nazionale che internazionale. Lo slogan che quest'anno unisce tutti i 130 Paesi che celebrano l'evento è "Together: Resisting, Supporting, Healing!", ovvero "Insieme: Resistiamo, Sosteniamoci, Guariamoci!". Il Covid-19, infatti, "ha avuto un impatto particolare sulla comunità  LGBTQIA+: alla già  importante mole di difficoltà  che tuttÉ™ indistintamente abbiamo subito, per le persone della comunità  si è aggiunto il fatto di essersi trovate costrette all'interno di contesti sociali inospitali, in cui spesso sono state vittime di violenza".

Il riferimento è anche a "famiglie in cui la loro identità  non è accettata, oppure l'impossibilità  di ricevere un sostegno concreto da parte degli ambienti sicuri nei momenti di maggiore difficoltà ". Da qui l'invito alla ripartenza dopo un anno di confinamento, "un'esortazione a una ripartenza consapevole del fatto che nessunÉ™ di noi è solÉ™, che siamo una comunità  e che dobbiamo prenderci reciprocamente cura di noi stessÉ™. Parliamo di tutta la popolazione italiana: riconoscere chi ha delle difficoltà  aggiuntive rispetto alle nostre, siano esse legate all'identità  sessuale o a qualsiasi altro tipo di identità  minoritaria, e dedicarvici più cura e attenzioni è un esercizio di civiltà  nonché un obbligo morale, per una ripartenza che sia davvero di tuttÉ™".

Dalle 15 alle 19, quindi, saranno aperti i presidi in piazza Cavour a Pordenone, in piazza Matteotti a Udine, in corso Giuseppe Verdi a Gorizia e in piazza Della Borsa a Trieste. "Nei nostri banchetti faremo opera di sensibilizzazione distribuendo materiale informativo riguardo la Giornata internazionale contro l'omolesbobitransfobia e restando a disposizione per chi vorrà  parlare con noi per approfondire le nostre tematiche o conoscerle meglio. Approfitteremo anche per presentare la nostra associazione e distribuire materiale informativo sulla realtà  Fvg Pride 2021, tutto quanto in ottemperanza alle normative vigenti riguardo la prevenzione della diffusione del virus".

Sempre sul tema, in particolare per quanto riguarda l'Est Europa, si terrà  giovedì l'appuntamento in streaming “Caccia alle streghe: le politiche anti-LGBTQIA+ del Gruppo di Visegrad”, dalle 19 sul canale Youtube e sulla pagina Facebook di Fvg Pride. Un incontro online con la polacca Magda Dropek (giornalista, attivista e organizzatrice di Pride con le associazioni Queer May e la Fondazione Equality.org.pl), l'ungherese Viktà³ria Radvà¡nyi (attivista e coordinatrice di estensione del Budapest Pride) e il belga Rémy Bonny, (scienziato politico, attivista ed executive director di Forbidden Colours).

"LÉ™ invitatÉ™ - conclude la nota - riporteranno la loro esperienza diretta con le politiche anti-LGBTQIA+ intraprese, in concomitanza alla pandemia, dai governi dei Paesi europei che formano il cosiddetto Gruppo di Visegrad, di quale impatto hanno avuto sulle loro vite le zone LGBT free in Polonia o la cancellazione amministrativa delle persone transgender in Ungheria e, infine, di come loro e le comunità  locali stanno reagendo a questa recente ondata oppressiva e discriminatoria. La discussione sarà  moderata da Giulio Perossa".

Foto Fvg Pride/Facebook

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