Dal Friuli alla Guinea Bissau: l’avventura solidale di Rust2Dakar si racconta a Cormons

Dal Friuli alla Guinea Bissau: l’avventura solidale di Rust2Dakar si racconta a Cormons

IL RACCONTO

Dal Friuli alla Guinea Bissau: l’avventura solidale di Rust2Dakar si racconta a Cormons

Di Mattia Zucco • Pubblicato il 21 Mar 2026
Copertina per Dal Friuli alla Guinea Bissau: l’avventura solidale di Rust2Dakar si racconta a Cormons

Filippo Occhipinti ha attraversato 4.787 chilometri di Africa a bordo di un’Opel Zafira. Insieme a due compagni di viaggio ha portato aiuti alle popolazioni in difficoltà.

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C’è chi trascorre le vacanze di fine anno sul divano e chi, invece, carica un’auto sgangherata e parte per l’Africa. Filippo Occhipinti, originario di Cormons, ha scelto la seconda opzione: insieme a Beniamino Castelli di Varese, a Silvia Sorrentino di Milano e a un orsacchiotto di nome Felipe — mascotte ufficiale del trio — ha percorso quasi cinquemila chilometri attraverso Marocco, Mauritania, Senegal e Guinea Bissau, partecipando all’edizione 2025 di Rust2Dakar, il rally di beneficenza che nel dicembre 2025 ha radunato oltre ottanta squadre.

Ieri sera, con il patrocinio del Comune di Cormons e alla presenza dell’assessore alla cultura Anna Bortolotti, Occhipinti ha raccontato la sua avventura nella sala di rappresentanza del Municipio, in piazza XXIV Maggio. Un incontro aperto alla città fatto di parole, fotografie ed emozioni.

Ad aprire la serata è stata proprio l’assessore Bortolotti, che ha sottolineato come momenti del genere vadano oltre la semplice cronaca di viaggio. «Questo è un momento di incontro che racconta la forza e la bellezza del volontariato» ha detto. «Un viaggio che non è solo un’avventura, ma una vera e propria esperienza culturale e umana. Penso che anche le persone qui presenti potrebbero mettersi in gioco per gli altri, ma anche per se stesse.»

Un rally che non è una gara

Rust2Dakar è un’avventura motoristica africana nata con un obiettivo preciso: raccogliere fondi e donare veicoli a istituzioni e realtà locali in Senegal e Guinea Bissau. Non è una competizione di velocità, ma un percorso che mette alla prova spirito d’iniziativa e capacità di adattamento, senza assistenza esterna. Nelle quattro edizioni finora disputate sono stati raccolti oltre 96.000 euro e donate 64 auto e moto. Il mezzo usato dal gruppo di Occhipinti — una Opel Zafira carica di adesivi e di storia — è stato lasciato là, come tutti gli altri veicoli partecipanti.

La partenza ufficiale è avvenuta da Milano, ma il cuore del viaggio è partito simbolicamente da Cormons. Da lì, 4.787 chilometri fino a Susana, ultima tappa in Guinea Bissau, passando per il confine più duro del percorso: quello tra Marocco e Mauritania, dove le code possono bloccare i partecipanti per ore intere. «Possono passare al massimo cento macchine al giorno» ha raccontato Occhipinti. «Noi abbiamo aspettato otto ore.»

Deserto, avarie e chiatte

La Mauritania, distesa di asfalto dissestato e dune sconfinate, ha messo a dura prova i veicoli più bassi. La Zafira, per fortuna, se l’è cavata meglio di altri grazie all’altezza da terra. Non è mancato comunque l’incidente di percorso: nel bel mezzo del deserto la coppa dell’olio si è spaccata «Un'esperienza nell’esperienza» l’ha definita Occhipinti, ricordando l’arrivo provvidenziale di un meccanico locale. Dopo la Mauritania è arrivato il Senegal, raggiunto attraversando il fiume su una chiatta con tutte le difficoltà del caso, e infine la Guinea Bissau fino alla meta finale.

Non era solo il gruppo di Occhipinti a vivere l’Africa su quattro ruote. Tra i diciassette team partiti da Milano c’era anche Delvis, che ha deciso di partecipare con un bus. «Un giorno di agosto ho scoperto dell’iniziativa e, visto che avevo un autobus vecchio, ho deciso di parteciparvi» ha raccontato. «Lo scopo era la beneficenza: è stata un’esperienza unica.» Il mezzo pesante ha dimostrato un vantaggio insospettabile: le ruote grandi rendevano le buche quasi invisibili, mentre le auto normali arrancavano.

A Susana i veicoli sono stati consegnati. Il viaggio di ritorno è avvenuto in piroga fino in Senegal, dove attendeva l’aereo per l’Italia. Prima di partire, i volontari hanno fatto tappa da SOS Afrique, una struttura di accoglienza per donne in difficoltà, rifornendo le scorte di medicinali locali.  Chi volesse partecipare alle prossime edizioni di Rust2Dakar o saperne di più può seguire il rally sui canali social ufficiali con l’hashtag #Rust2Dakar.

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