Foce del Timavo, la Guardia Costiera recupera una barca a vela parzialmente affondata

Foce del Timavo, la Guardia Costiera recupera una barca a vela parzialmente affondata

IL RITROVAMENTO

Foce del Timavo, la Guardia Costiera recupera una barca a vela parzialmente affondata

Di Redazione • Pubblicato il 29 Mag 2026
Copertina per Foce del Timavo, la Guardia Costiera recupera una barca a vela parzialmente affondata

Concluse le complesse operazioni condotte dalla Capitaneria di Monfalcone e dai subacquei di San Benedetto del Tronto. Il relitto è stato rimosso e smaltito a tutela dell'ambiente e della navigazione.

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Si sono concluse oggi, venerdì 29 maggio, le complesse operazioni di recupero e messa in sicurezza di un’imbarcazione a vela semiaffondata, situata nei pressi della foce del fiume Timavo, finita in secca negli scorsi mesi invernali e mai reclamata da nessuno nonostante il rituale avviso di ritrovamento. L’imbarcazione è stata quindi successivamente classificata come relitto. L'intervento, che ha unito efficacia operativa e tutela ambientale, è stato coordinato dalla Capitaneria di Porto di Monfalcone, che dal 27 al 29 maggio ha ospitato e supportato il personale specializzato del primo Nucleo Subacqueo della Guardia Costiera di San Benedetto del Tronto.

Il recupero è scattato allo scadere dei termini di legge previsti dall’avviso di ritrovamento. Lo scenario operativo si presentava estremamente ostico: la precaria stabilità strutturale dello scafo e le insidie dei bassi fondali rendevano infatti l’area inaccessibile ai mezzi navali convenzionali. Di fronte a una sfida tecnica così complessa, l’intervento dei subacquei della Guardia Costiera si è rivelato determinante. Nelle giornate del 27 e 28 maggio, gli operatori hanno condotto lunghe e delicate immersioni per studiare la conformazione dell’unità, liberare lo scafo dalla spessa coltre di fango che lo teneva ancorato al fondale e posizionare i palloni di sollevamento e le fasce di imbracatura necessarie al recupero, preparando il relitto al delicato distacco.

Nella giornata odierna, in coincidenza con la finestra di marea favorevole, si è passati alla fase esecutiva. Le manovre sono state rese possibili grazie alla sinergia logistica con il territorio. La società Opemar Srl ha messo a disposizione il pontone “A200” per il sollevamento e il trasporto del relitto fino alla banchina esterna di Marina Nova. Lì, il Comune di Monfalcone ha garantito l’immediato smaltimento della struttura grazie all’impiego di una ruspa comunale. Questa operazione si inserisce nel quadro delle quotidiane attività della Guardia Costiera volte alla salvaguardia dell’ambiente marino e alla sicurezza della navigazione, evidenziando ancora una volta l’importanza della collaborazione tra istituzioni, amministrazioni locali e realtà imprenditoriali del territorio. 

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